Paul Avgerinos
(Copyright © 2003 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )

Balancing Spheres (World Room, 1988) **
Maya: The Great Katum (World Room, 1988) **
Muse of the Round Sky (Hearts Of Space, 1992) ***
Sky of Grace (Intersound, 1998)
Words Touch (Round Sky, 2001)
Phos Hilaron (Round Sky, 2005)
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Paul Avgerinos, laureatosi in composizione nel 1980 al Conservatorio di Peabody, già contrabbassista in diverse filarmoniche (Hong Kong, Caracas, Baltimora), è uno dei musicisti che ha lanciato la world-music immaginaria, ovvero la musica che cerca di "riscoprire" le antiche civiltà musicali di cui non sono rimaste tracce.

Balancing Spheres fu in realtà una sinfonia elettronica piuttosto astratta, strutturata in due lunghi movimenti: Day Dreams e Night Illusions.

Maya, l'album che lo rese famoso, era dedicato ai cerimoniali Maya: accompagnandosi con le tipiche percussioni del luogo, Avgerinos cerca di rievocare le atmosfere (più che le musiche) dell'antico popolo mesoamericano.

Muse Of The Round Sky è invece un "estratto" dell'Odissea di Omero che impiega i ritmi e le sonorità (ovvero gli strumenti) delle isole greche. Questa volta il musicista elettronico si serve di un ensemble di tutto rispetto, con tanto di sassofono, oud, chitarre e flauti.


Il compito di recitare il celebre "Cantami, o Musa..." è affidato al flauto turco. Inizia il viaggio Songs Of The Harper, aperto dal rumore delle onde e dominato da un ipnotico assolo di oud. Da Lotus Eaters ha origine l'atmosfera onirica e magica che permea il resto del disco: un inizio convulso di percussioni e rumori cede il posto a un assolo di flauto su una pulsazione costante del basso, ma alla fine tutto si perderà nei meandri del cosmo. La progressione porta da Grace Of The Witch, un'armonia cristallina sospesa su un ondulante minimalismo delle tastiere, a Muse Of The Round Sky, motivo sensuale accarezzato da un fragile assolo di chitarra, fino a Father And Son, una composizione in quattro parti con un corale da messa romantica e un "preludio e fuga" barocco di grande effetto.


Avgerinos tenta di far rivivere le civiltà e i miti del passato attraverso sonorità che lambiscono soltanto di sfuggita il folklore musicale di quei mondi. La sua è una ricerca etnospirituale più che etnografica, sottesa da un senso soprannaturale della storia, del divenire dell'umanità, protesa verso un'estasi divina.

Sky of Grace (Intersound, 1998) contiene 10 tracce per 55 minuti. Avgerinos suona violino, tastiere, basso senza tasti e chitarra filtrata al sintetizzatore. Lo accompagnano: David Darling (violoncello), Brian Keane (chitarra), Yo Yo Blue (violino), Chaula (canto).

Words Touch (Round Sky, 2004) features guitarists Brian Keane and Jeff Pearce and cellist David Darling.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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