Cusco
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Desert Island (Prudence, 1980) *
Cusco II (Prudence, 1981) *
Cool Island (Prudence, 1982) *
Planet Voyage (Prudence, 1983) *
Virgin Island (Prudence, 1984) *
Island Cruise (Prudence, 1985) *
Concerto De Aranjuez (Prudence, 1986) *
Tales From A Distant Island (Prudence, 1987) *
Apurimac (Higher Octave, 1988) (Prudence, 1989) ***
Mystic Island (Prudence, 1989) (Higher Octave, 1989) **
Ring Der Delphin (Prudence, 1990) (Higher Octave, 1996) **
Water Stories (Prudence, 1992) (Higher Octave, 1990) **
Sielmann 2000 (Sony, 1992)
reissued as Cusco 2000 (Higher Octave, 1992) **
Australia (Prudence, 1993) **
reissued as Cusco 2002 (Higher Octave, 1993)
Apurimac II (Prudence, 1994) (Higher Octave, 1994) **
A Choral Christmas (Higher Octave, 1995) *
Best (Higher Octave, 1997) *** anthology
Apurimac III (Higher Octave, 1997) **
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Michael Holm (cantante pop degli anni '60 e '70, nonché flautista e produttore) e il tastierista Kristian Schultze, noti come Cusco, sono protagonisti di una world-music vivace e melodica, orchestrata per sintetizzatori e strumenti acustici. Le suggestioni del Terzo Mondo vengono usate per mettere a fuoco un'emotività molto semplice e "quotidiana". Anche quando i titoli rimandano ad eroi del passato, a miti ancestrali o a paesaggi dell'immaginazione, il gruppo evita sempre le manifestazioni di imponenza e mangiloquenza, rifugge dall'esibizionismo, si rifugia semmai in tenerezze piccolo-borghesi.

Il tema eroico di Flute Battle, l'elegia solenne di Tupac Amaru e l'aria celestiale di Flying Condor, su Apurimac, l'album del 1988 ispirato dal Rio delle Amazzoni, definirono una volta per tutte il loro territorio.

Su Mystic Island il sinfonismo minaccioso di Northeaster è temperato dalla melodia del flauto: è un contrasto che ricorrerà sempre più spesso. Sfruttando quei trucchi elementari, Water Stories arrivò all'undicesimo posto della classifica new age di Billboard.

Ring Der Delphin (Prudence, 1990 - Higher Octave, 1996), almost entirely penned by Schultze, The eight-minute orchestral overture, Ring Der Delphin, is melodic and graceful, halfway between court music of the renaissance and Vangelis-style apotheosis. Ancient church music and ethnic chant inspire Djebel at Tarik. Stronger ethnic accents exude from Bur Said. The shorter pieces lean towards pompous synth-pop (Methos, Holm's Children's Crusade). The "Peruvian" motif surfaces only in Holm's Waters of Cesme, uno dei loro girotondi piu` felici.

2000 fu il disco della definitiva affermazione. L'ensemble si ispirò alla musica atmosferica, cadenzata, al tempo stesso epica e struggente, delle colonne sonore di Morricone per redigere un diario d'impressioni di viaggio. Il sinfonismo romantico di Holm trabocca dall'elegia commossa di Canada e dalla tenue poesia di Afrika. Capolavoro nel capolavoro è la danza leggiadra del flauto in South America, sospinta da un passo di marcia "andino" e da accordi di flamenco.
A partire da North Easter, il disco è tutto suonato a voce alta, pieno di gioia di vivere, ricolmo di sensazioni inebrianti. Il flauto peruviano di Giuseppe Solera irradia forza primordiale ai quattro venti, incalzato dai ritmi potentissimi di Holm. Schultze contribuisce con un'altra gemma, la galoppata in crescendo di Islands of the Galapagos, sulla quale si libra uno dei suoi temi di flauto più suggestivi, contrappuntato da un esercito di violini. Suo è anche il maestoso Flying Condor finale.

Holm è sempre più il "regista" di questi dischi, il depositario dello spirito di Cusco, più che l'autore vero e proprio delle musiche. Su 2002 il protagonista è più che mai Schultze, autore di sei brani su nove. Holm pennella soltanto l'adagio barocco di Island Turtles e la danza festosa di Didjeridoo, due intermezzi svagati. Il cuore del disco sono i panorami mozzafiato di Australia e From A Higher Point. Schultze supera il maestro nel genere sinfonico, sia con i vortici minacciosi di Erosion, che fondono Bach e musica da thriller, sia nel commovente Earth Waltz che incorona la raccolta.

Holm riprende il controllo della situazione su Apurimac II, dedicato alla vita indigena del Sudamerica. L'album è più eclettico e leggero dei precedenti. Abbandonato il pesante sinfonismo dei momenti più romantici, si concentra su vignette etniche: la gioiosa cantabilità su cadenze tribali di Montezuma, la radiosa melodia jazz di Quetzal's Feather, la mesta processione di Maya Temple... E' soprattutto un disco d'atmosfera, come trapela dai nove minuti di Temple Of Remembrance, all'insegna di un motivo che si fa via via più funereo che nostalgico, o dal tentativo di rievocare fasti e splendori della civiltà Maya in Xul-Kan. In Mexica sembra persino di ascoltare il lamento della tromba di Jon Hassell.

Apurimac III (Higher Octave, 1997) is a tribute to Native American culture. Some of it is rather stereotypical (Ghost Dance), some is disco-friendly (Geronimo's Laughter) and some evokes Ennio Morricone's western soundtracks (Kokopelli's Dream) Ethnic sound effects and magic melodies mix and emphasize each other (Medicine Man, White Buffalo).

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