Mychael Danna
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Mychael Danna & Tim Clement (autoprodotto, 1976) **
Elements (Frederick Harris, 1979) ***
The Electronic Orchestra (Frederick Harris, 1980) *
A Gradual Awakening (Fortuna Records, 1984) *** with Tim Clement
Summerland (Fortuna Records, 1985) *** with Tim Clement
Another Sun (Chacra Alternative, 1986) ** with Tim Clement
Planets Stars And Galaxies (Chacra Alternative, 1988) **
Mars: The Journey Begins (Chacra Alternative, 1988) **
Sirens (Hearts Of Space, 1991) ****
Skys (Hearts Of Space, 1992) ***
Exotica (Varese Sarabande, 1994) ** soundtrack
North Of Niagara (Hearts Of Space, 1995) *** with Tim Clement
A Celtic Tale (Hearts Of Space, 1996) * with Jeff Danna
A Celtic Romance (Hearts Of Space, 1998) * with Jeff Danna
Sweet Hereafter (Virgin, 1998) * soundtrack *
Kama Sutra (TVT, 1996) * soundtrack
Best Of Danna & Clement (Oasis, 1999) anthology *** with Tim Clement
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Mychael Danna, nato a Winnipeg, in Canada, nel 1958, ha dedicato la sua vita alla musica: dal 1978 al 1984 ha insegnato pianoforte e composizione, dal 1980 al 1983 è stato organista in una chiesa cattolica, dal 1984 al 1986 ha scritto musiche per i teatri locali, nel 1986 si è laureato in composizione all'Università di Toronto, dal 1987 al 1990 è stato il compositore ufficiale del locale Planetarium.

Danna iniziò suonando con il compagno di scuola Tim Clement un complesso di rock progressivo che si ispirava alla musica dei complessi italiani (Banco, PFM, Orme). Portando alle estreme conseguenze quel romanticismo sinfonico i due pervennero a una musica strumentale basata sul mellotron, lenta, atmosferica, vellutata. Vinto il concorso indetto da una stazione radio locale per la registrazione di un disco, realizzarono la prima opera.

Tre anni dopo Danna trovò i fondi per incidere un altro disco, Elements, con cui si aprì realmente la sua carriera. Ogni movimento era dedicato a uno dei quattro elementi alchemici. L'anno successivo fu la volta di Electronic Orchestra, suonato da otto musicisti, tutti al sintetizzatore, che eseguivano adattamenti di brani classici.

Sarebbero passati quattro anni fra quel disco e il successivo. La nuova occasione di registrare un disco venne quando ritrovò l'amico. Clement, ormai affermato polistrumentista e produttore del Quebec, si era ritirato nel nord disabitato del Canada per stare a contatto con la natura e aveva iniziato da solo a studiare i suoni delle foreste e delle pianure. I due misero insieme le loro competenze e forgiarono una musica "ambientale elettronica" fra le più intense della new age. Ci vollero in realtà due anni (dal 1982 al 1984) per mettere insieme il materiale e trovare una casa discografica disposta a pubblicarlo.

Nel disco, A Gradual Awakening, protagonisti sono i suoni naturali del paesaggio canadese: gorgoglii d'acqua, ronzii d'insetti, versi di uccelli, ululati di lupi e così via. L'elettronica è lussureggiante, ma senza mai deprimere/opprimere l'atmosfera pastorale. Sintetizzatori, chitarre, arpe e flauti accompagnano questi poemi di suono-verità.

L'anno successivo i due realizzarono Summerland, nuovamente composto e registrato in gran parte nel luogo dove vive Clement, in mezzo alla natura, nuovamente immerso in un universo di uccelli, insetti, onde, gabbiani e campane. Dedicato all'estate, è tutto giocato su un tempo languido. Il primo brano, intitolato A Gradual Awakening, culla dolcemente l'ascoltatore nel mondo fiabesco del duo. Summerland indulge in nenie vagamente orientali, lente e dolci volute di musica ambientale. Stars And Spells, non meno lenta e rarefatta, sdipana melodie di flauto sul tintinnio ipnotico delle tastiere. E' un'arte di riflessi sull'acqua più che di affreschi monumentali; di sensazioni episodiche più che di pensieri razionali.
Domina l'opera la suite di ventiquattro minuti To The Land Beneath The Waves, quasi "documentaria" nel suo sfruttare i suoni del mare, anche se verso la fine l'elettronica, per la prima e unica volta, alza per un attimo la voce. Best Of Danna & Clement (Oasis, 1999) contiene quasi tutto Summerland.

Danna e Clement completarono poi la terza parte della loro trilogia, Another Sun, che risultò anche la più folk e la più realista. Ridimensionando il loro naturalismo ambientale, i due sperimentarono con le musiche etniche.

Si tratta di una raccolta di ritmi tribali, di suoni naturali e di temi celtici. Il duo impiega una dovizia di strumenti esotici (soprattutto percussioni africane) e cerimoniali in genere, pervenendo qua e là (Hyenas) a rievocazioni sonore del ritualismo pagano in linea con l'ideologia musicale di Jon Hassell. Una forte dose di sequencer in qualche caso (Sunrise West) porta a una forma di minimalismo esotico al confine con Kitaro e Schulze; ma in generale l'armonia è sempre quella ipnotica ed eterea che contraddistingue il duo, con l'obiettivo di contemplare e riprodurre un paesaggio naturale. L'apice del descrittivismo viene forse toccato nel rombo surreale e minaccioso di Aurora Borealis.

Another Sun fu la continuazione di quel programma all'insegna di un suono piu sinfonico e corale, come nella maestosa Antiphon.

L'impiego al Planetarium mise fine alla collaborazione. Danna divenne una sorta di Bach di Toronto. Nacquero così diverse colonne sonore, fra cui quelle riportate su disco: Planets Stars And Galaxies e Mars: The Journey Begins. A queste vanno aggiunte quelle per il cinema, una quindicina, fra cui quelle per il regista Atom Egoyan.

Sirens fu in pratica il vero esordio di Danna nei panni del compositore fine a se stesso. Nelle sue canzoni strumentali si sente l'eco della musica di Corelli, della sua armonia briosa, fresca, gioviale.

Il formato di Sirens è quello di languide ballate strumentali. Attorno al tema unificante delle qualità misteriose dello spirito femminile, esplorate attraverso miti e leggende del passato, Danna ha modo di costruire le sue atmosfere magiche e fiabesche attraverso una musica languida fino al deliquio, che sa centellinare sapientemente gli ingredienti melodici e ritmici, i timbri più nostalgici del pianoforte, i contrappunti sinfonici delle tastiere elettroniche. I gorgheggi eterei di Sirens, la melodia struggente di Deidre Of The Sorrows, l'apoteosi sinfonica di Phoenix Anastasis, che prende lo spunto dal soffio del vento, sono le tappe più solari di questa passeggiata nel tempo e nello spazio.

L'arte di Danna eccelle soprattutto nell'architettare armonie sognanti e surreali, sospese in vuoti immensi, dotate di una qualità psicanalitica: esemplari la breve Selene e la più complessa A Feather For Your Soul, avvolta in trame fragili e soffuse, intessuta di trepide dissonanze elettroniche e di lenti rintocchi di chitarra. E' un crescendo di emozioni raffinatissime, fino al capolavoro dentro il capolavoro di Visions Of Bernadette, un mini-concerto per pianoforte e orchestra elettronica che è un incantesimo di bisbigli e tintinnii melodici.

Skys, nato sei anni prima di essere pubblicato, in gran parte acustico, suonato con strumenti classici (originariamente concepito per un'orchestra), è un'opera grigia, malinconica, crepuscolare, monocroma.

Frutto maturo di una stagione complessa e controversa del musicista, attanagliato da una profonda crisi esistenziale, la suite eponima di "minimalismo romantico orchestrale per archi digitali, pianoforte, flauto, oboe, clarinetto, tromba e violoncello" è quanto di più pittorico e descrittivo Danna abbia mai realizzato: prima i violini ripetono una figura fissa che rende l'idea del vento, poi i violini, il pianoforte e il violoncello intonano un altro tema ripetitivo che fa pensare ai lenti movimenti di uno specchio d'acqua, e il terzo movimento, con un tenerissimo assolo di tromba accompagnato da lenti rintocchi di pianoforte, sembra uscire da una sinfonia pastorale dell'Ottocento.

Il sesto movimento, sempre all'impronta di questo sound sinfonico ma sommesso, tenue, malinconico, è una melodiosa serenata. Il settimo movimento, dominato dagli archi in un saliscendi continuo di frasi melodiche ed eseguito come se un ensemble barocco stesse cadendo dal sonno, fa pensare a Nyman, ma in un contesto più onirico, quasi da cabaret decadente. E se verso la fine la "sinfonia" si perde in un languore eccessivamente naturalistico (arrivando a simulare i rumori di un temporale), rimane comunque un geniale tentativo di suite astrale in forma orchestrale.

Al ritorno da un viaggio in Estremo Oriente è uscito North Of Niagara, di nuovo in coppia con Clement. Il tema è questa volta quello di un viaggio attraverso il più lungo sentiero del Canada, che dalle cascate si spinge dentro l'Ontario attraverso boschi e praterie incontaminati. Il languore trasognato del disco non ha virtualmente precedenti. Lungi dal descrittivismo bucolico che solitamente prende la mano in questi casi, Danna e Clement sembrano invece osservatori distratti, anziani saggi assorti in crucci esistenziali, per i quali la natura è soltanto il teatro di uno spettacolo più importante, quello del destino umano.

Si spiegano così l'atmosfera tragica di Mount Nemo, a cui partecipa persino un organo lugubre, L'uso discreto dell'elettronica favorisce l'introversione più acuta, le emozioni più nitide, con apice forse nella sonata per fisarmonica di Remember Summer. Raramente (Headwater Trail, Silent Lake) i suoni della natura rubano la scena. Più spesso (Cootes Paradise, Lookout Point) il vero protagonista di queste passeggiate nei boschi è il pianoforte, suonato in uno stile quasi puntillista, in modo che ogni nota della melodia squilli su uno sfondo incolore di suoni dimessi (acustici, elettronici o naturali). Il senso di incubo in cui è immersa Old Mail Road è quella che rappresenta questa maniera nel modo più intenso. La raccolta (Crook's Hollow, Avening, Green River Formation) eccelle sì nell'impressionismo, ma è un impressionismo della varietà "ambientale" di Brian Eno, levigato ed evanescente, privo di ritmo e di melodia. Il tempo lentissimo di queste composizioni esprime l'immanenza e la trascendenza, non certo la lussureggiante bellezza o la terrificante potenza, della natura.

Ancora inedito è l'album Paradiso, coevo di Skys.

Danna è uno dei musicisti elettronici più misurati e profondi della new age, incapace forse delle cavalcare cosmiche di altri, ma capace di ardue (e, cionondimeno, graziose) meditazioni che nessun altro ha anche solo tentato.

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Danna has subsequently been very successful in scoring movies, particularly Atom Egoyan's Exotica (1994), Sweet Hereafter (1997), Kama Sutra (1996) and Felicia's Journey (1999), Ang Lee's The Ice Storm (1997) and Mira Nair's Monsoon Wedding (2002).

It is not a coincidence that both A Celtic Tale (Hearts Of Space, 1996) and A Celtic Romance (Hearts Of Space, 1998), two collaborations with Jeff Danna, feel like movie soundtracks. A Celtic Tale (Hearts Of Space, 1996) opens with the Morricone-esque theme The Prophecy and then explores a number of different styles, from the folkish The Child Deindre to the funereal Sons Of Uisnach, from the medieval Defeat of the Red Branch to the majestic The Drowning Plains.

A Celtic Romance (Hearts Of Space, 1998) is even less cohesive. The material (whether the Gregorian Evensong, the Irish The Anchor Dream, the renaissance motet Dia Dha Mo Chaim) is not particularly original.

Mychael Danna scored the mediocre soundtrack for Ang Lee's Life of Pi (2012).

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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