William Ellwood
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Openings (Narada, 1986) **
Renaissance (Narada, 1987) *
Vista (Narada, 1989) *
Touchstone (Narada, 1993) ***
Natural Selections (Narada, 1995) ***
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William Ellwood è un chitarrista canadese, laureato in psicologia (con studi di teologia, mitologia e astrologia), che si accompagna con un ensemble "rinascimentale". Il suo stile alla chitarra è influenzato dal liuto.

Su Renaissance alla sua chitarra si aggiungono tastiere, percussioni, flauto, fagotto. Vista continua quel programma, con uno stile ancor più classicheggiante.

Touchstone, con il solo Ron MacDonald al basso, segna l'approdo a uno stile meno manieristico ma anche più maturo, adulto, corposo. La title-track è esemplare di questi flussi di coscienza strutturati come variazioni su un tema. Ellwood è a suo agio soprattutto nello stile colloquiale di A Thousand Smiles e Dakota, in cui la chitarra non si limita a suonare note, ma tiene un vero e proprio discorso.
At The World è esemplare invece della tecnica, del "picking" vertiginoso di Ellwood, che deriva dalla tradizione folk e ricorda quello di Leo Kottke; ma anche del gusto per gli arrangiamenti insoliti (una fisarmonica cajun) e della propensione per la musica classica (la chitarra s'impenna in un tema barocco sottolineato dal pianoforte). Non solo Ellwood può imitare Ottmar Liebert (nel flamenco di Gypsy Wind), ma sa trascendere tutte le sue fonti e cesellare un piccolo capolavoro atmosferico come Whispering Moon, per melodia latina e incalzante andamento celtico.

Natural Selections conferma la sua statura fra i grandi improvvisatori alla chitarra acustica. Il suo stile a singhiozzo, che talvolta suona forzato (Simpatico) riesce a distendersi in composizioni fluide al confine fra flusso di coscienza e flusso di ricordi (come Spirit River, First Love, Summer Words) Qua e là affiorano le influenze del patrimonio popolare, in particolare tzigano, ma sono sempre mimetizzate in questi crepitii di accordi (Barefoot Dance). Dopo aver messo a segno melodie folk/pop come Halfmoon e soprattutto Laughing Earth, magistralmente riverberata, all'interno della sua sperimentazione Ellwood riesce anche a pennellare uno dei suoi vertici angelici e cantabili, Elysian Fields.

Nell'ambito del chitarrismo new age Ellwood è uno dei primi a sovvertire la convenzione del sound limpido e lineare di Ackerman. Il suo tocco aspro, nervoso, schioccante, ma precisissimo e coloratissimo ha qualcosa dei dipinti di Van Gogh.

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