Eternal Wind
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )

, /10
Links:

If English is your first language and you could translate the Italian text, please contact me. Nella seconda generazione di ensemble di world-music i migliori sono forse gli Eternal Wind, un quartetto che esegue piece trascendentali con una piccola orchestra di strumenti a corda, fiato e percussioni.

I due compositori principali, Adam Rudolph (che suona le percussioni più svariate) e Charles Moore (alle trombe), sono dei veterani del jazz, il primo allievo di Don Cherry e il secondo di Ken Cox. Ma i suoni più innovativi delle loro piece sono quelli di Ralph Jones, il cui flauto vellutato disegna vortici eleganti e crea le atmosfere più liriche (la tenera cantilena di Yansa, i richiami di jungla di Savannah), e quelli di Federico Ramos, un allievo di Moacir Santos la cui chitarra ricama i giri di flamenco più eccentrici della storia del genere (vedi l'assolo rocambolesco di Savannah sul primo album).

Se al lato più spettacolare dell'etno-musica dedicano un paio di fanfare scatenate (Otherwise, Migrations), gli Eternal Wind ottengono le sonorità più singolari nelle danze occulte di Dervish e Xingu, due festival delle percussioni che mettono in luce le qualità simboliche e rituali delle musiche etniche.

Evoluti attraverso le sonorità preziose di Terra Incognita (la title-track del disco successivo), gli Eternal Wind porteranno alle estreme conseguenze l'aspetto ludico del loro sound nel terzo Wasalu, che da un lato è sempre più immerso nel ritualismo africano e sudamericano (Departure), sempre più paganamente orchestrale (Garden Of Enigmas), sempre più sinistramente abulico (The Lost Mantra, uno dei loro vertici), dall'altro approfondisce il potere subliminale di suoni naturali, canti arcani e timbri etnici (Deep Heart).

Se il secondo aspetto è facilmente riconducibile alla scuola estetizzante della world music che parte da Hassell, il primo è prerogativa soltanto di questo ensemble: i climi decadenti delle loro orge pseudo-etniche sono contrassegnati da fanfare stordenti, da poliritmi soffusi, da armonie sconnesse. Non a caso ad essere penalizzati sono la melodia (salvo che nel tema swingante della title-track) e il folklore autentico (salvo che nel lamento mediorientale e nei passi di flamenco di Passion Of The Inquisition).

Eredi del free-jazz più "africano", gli Eternal Wind eseguono la world music più nevrotica del loro tempo, composta con cura maniacale amalgamando i cicli ritmici dell'India, i poliritmi dell'Africa, le timbriche suadenti del jazz-rock e l'atonalità delle avanguardie. Rispetto agli altri ensemble sono forse i meno "mistici", i meno "classici", i meno "atmosferici".

(vedi anche Adam Rudolph)

I (Flying Fish, 1984)****

Terra Incognita (Flying Fish, 1987)**

Wasalu (Flying Fish, 1988)***

Adam Rudolph, membro dell'ensemble Eternal Wind e della Mandingo Griot Society, nonché collaboratore a tempo perso di Jon Hassell e Don Cherry, ha registrato Moving Pictures, nel quale prosegue la sua personale interpretazione della world-music per piccola orchestra da camera (in questo caso, fra gli altri, il chitarrista G. Stinson degli Shadowfax, il violinista indiano Shankar e l'arabo Jihad Racy agli strumenti mediorientali).

(vedi anche Eternal Wind)

Moving Pictures (Flying Fish, 1993) *

Eternal Wind's Adam Rudolph and Defunkt's Joseph Bowie formed the IgBo Duet of Good Medicine (Meta, 2013), recorded in july 2011 with cymbals, djembe, percussion, bells and gong (Rudolph), and harmonica, trombone, congas, cowbells, shekere, caxixi, percussion and waterphone (Bowie).

Adam Rudolph's Go Organic Orchestra, a 33-musician ensemble, is documented on Sonic Mandala (Meta, 2013), featuring Ned Rothenberg, JD Parran, Graham Haynes, Peter Zummo, etc (five flutes, five reeds, two double reeds, three brass, nine strings, seven percussionists, piano, two electric guitars).

(Translation by/ Tradotto da xxx)

Se sei interessato a tradurre questo testo, contattami

What is unique about this music database