David Hykes
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Harmonic Choir: Hearing Solar Winds (Ocora, 1983) ***
Harmonic Choir: Current Circulation (Celestial Harmonies, 1984) *
Harmonic Choir: Harmonic Meetings (Celestial Harmonies, 1986) ***
Windhorse Riders (New Albion, 1989) **
Let The Lover Be (Auvidis, 1991) *
True To The Times (New Albion, 1993) **
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David Hykes (New Mexico, 1953) è uno dei principali sperimentatori moderni sullo strumento "voce", ma le sue origini sono di tutt'altra natura.

Hykes iniziò infatti nei panni del cineasta indipendente. Nei primi anni '70 si recò nel Tibet e nella Mongolia per realizzare documentari. Proprio per questi lavori cinematografici Hykes ebbe il primo contatto con la produzione musicale (la colonna sonora di "Moving Parts" del 1974 impiegava un rifrattore elettronico per generare voci multiple a partire dalla registrazione di una voce singola).

Fu soltanto nel 1975 che, suggestionato dal canto "hoomi" della Mongolia e da quello tantrico del Tibet, decise di provare a cantare. Sull'esempio di LaMonte Young il giovane Hykes fondò a New York l'Harmonic Choir, un coro di voci che sfrutta appunto la tecnica hoomi: i cantanti producono un tono basso o baritono e poi, con uno sforzo di concentrazione sui muscoli addominali e della faringe, emettono simultaneamente un tono alto che è un multiplo intero della frequenza del tono basso.

Ci vollero comunque diversi anni prima che tutto ciò approdasse a uno studio di registrazione. Fu Hearing Solar Winds a diffondere le ricerche del gruppo. Il movimento Multiplying Voices riesce ad ottenere suggestivi effetti polifonici (o, più propriamente, "multifonici"), mentre il sesto, Telescoping, rappresenta forse l'apice di drammaticità, con quel sibilo soprannaturale che continua ad avvolgersi su se stesso e a dare il senso delle profondità cosmiche.

Anche l'austera suite in sei parti di Current Circulation (registrata nella cappella di San Paolo a New York) costruisce atmosfere di grande suggestione, dal cupo e monolitico ronzio di Ascending Mount Summation a Free Ascents, con il suo succedersi ipnotico di effetti vocali a spirale.

Harmonic Meetings (registrato come il primo nell'abbazia di Thoronet) si addentra ancor più nell'esplorazione delle "armoniche" (potenzialmente infinite) del canto hoomi.
I cantanti riescono a modulare melodicamente le armoniche tenendo fermo il tono fondamentale, oppure viceversa, oppure a modulare entrambe, esercitando uno sforzo che coinvolge non solo la bocca ma anche i muscoli del petto. Quando il coro intona armoniche che sono circa dieci volte multiple del tono fondamentale si ottiene una sonorità simile a quella del flauto; quando il coro si concentra sulle armoniche "basse" (cioè multipli secondi, terzi, quarti di quella fondamentale), ne scaturisce un suono quasi percussivo; le armoniche possono anche muoversi dinamicamente da un'ottava all'altra generando una forma estremamente cerebrale di contrappunto.
Ne scaturiscono l'alto e tragico inno di Hykes (solo con la sua voce e un tampoura) Lines To A Great Lord, le spettrali linee melodiche del trio Foregather In The name (che echeggiano e si sovrappongono fino a risuonare l'una dentro l'altra), le qualità timbriche ancor più estreme e drammaturgiche di Kyrie Fragments, il duetto spettacolare Brotherhood e il terribile Hallelujah che chiude l'opera su toni minacciosi, forse il più sacro e il più austero mai gridato al vento dei secoli da un musicista new age. Con questo disco Hykes diventa un po' il Bach del canto hoomi, in quanto amplia il canone espressivo con tutta una serie di nuove tecniche. L'album è un'opera monumentale del canto moderno.

In proprio, su Windhorse Riders, Hykes esegue invece musica vocale accompagnata da strumenti indiani.

True To The Times, il primo disco in cui Hykes propone anche brani soltanto strumentali, assorbe l'influenza di Terry Riley, in particolare le figure cicliche delle tastiere, nell'ambito dell'intonazione esatta e facendo ricorso anche ai campionamenti.

True To The Times focuses on just intonation transposed into the realm of rhythm, and emphasized via minimalist repetition, as best demonstrated by the lengthy instrumental duet Harmonic Times. Hykes has not abandoned the voice, but he has found a new role for it within a broader context, as demonstrated in Prayer Songs For The Sorrow and the two-part True To The Times, wordless invocations accompanied by percussion.

Hykes infioretta le sue sperimentazioni di teorie cosmico-filosofiche che riprendono gli antichi credo sull'onda sonora che avvolge l'universo intero e sullo stato di ipnosi che consente di recepire appieno quel suono. Alla base della sua filosofia è la convinzione che l'universo abbia avuto origine e si stia sviluppando secondo un principio "armonico" e che pertanto una musica come la sua non faccia altro che "risonare" con l'universo intero, con la sua stessa origine, con la sua natura più profonda. La sua musica ha l'ambizione di esprimere l'ordine universale, e di derivare da questa intuizione il senso ultimo della nostra esistenza. I suoi sono inni al divenire.

Nei suoi dischi Hykes è sempre rimasto fedele a un assunto fondamentale: ciò di cui la musica d'avanguardia ha bisogno è un nuovo modo di ascoltare, non un nuovo modo di comporre. La sua musica si presta in effetti ad essere "decomposta" dall'ascoltatore, scoprendo poco a poco le armoniche che compongono il suono assieme al tono fondamentale.

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