David Lanz
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Heartsounds (Narada, 1983), 6.5/10
Nightfall (Narada, 1985), 7.5/10
Natural States (Narada, 1985) *** with Paul Speer
Desert Vision (Narada, 1987) ** with Paul Speer
Cristofori's Dream (Narada, 1988), 7/10
Skyline Firedance: Orchestral Works (Narada, 1990) ***
Skyline Firedance: Solo Works (Narada, 1990) ***
Return To The Heart (Narada, 1991) ***
Bridge Of Dreams (Narada, 1993), 5/10
Christmas Eve (Narada, 1994), 3/10
Sacred Road (Narada, 1996), 5/10
Convergence (Narada 1996), 6/10
Songs From An English Garden (Narada, 1998), 3/10
An Evening With (Narada, 1999), 3/10
East Of The Moon (2000), 4/10
Finding Paradise (Decca, 2002), 4/10
The Good Life (Decca, 2005), 3/10
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Il pianista David Lanz è una delle voci più "colte" della new age. I suoi dischi, sia quelli solisti sia quelli orchestrali, hanno creato uno stile che è ormai un classico con cui si dovranno confrontare le generazioni future.

Nato a Seattle nel 1950, negli anni '70 iniziò a battere la scena dei night club e a lavorare per la pubblicità. Convertito alla meditazione orientale, cominciò a comporre e registrare musica al pianoforte per soddisfare un bisogno molto personale e privato.

Le dieci composizioni di Heartsounds scorrono all'insegna della gioia di vivere. Melodicamente contenute, dall'andamento ora vivace e ora pensieroso, ricordano da vicino gli acquerelli chitarristici di Leo Kottke. L'affinità non è solo nell'umore gioviale e nostalgico, ma anche nel ricorso a temi e cadenze della musica popolare. Ricchi di pathos (Embrace, Star Gazer, Dream Field, Farewell Amparo, che rimarranno fra i capolavori del genere) o futilmente tutti d'un fiato (Valencia, Homecoming, Day Star, Heartsounds, Rosario, Sun Song) esplorano un tema, uno stato d'animo, una situazione, lasciando nell'ascoltatore una vivida impressione e confermando la statura di Lanz come consumato "storyteller".

Nelle sue armonie piene di colori si riconoscono soprattutto i grandi del secondo Ottocento (Debussy, Chopin, soprattutto Ravel), ma anche gli autori pop, da John Lennon a Elton John.

Nightfall raffina il metodo allungando e impreziosendo le composizioni. Il tenue impressionismo di Leaves On The Seine, che davvero dà l'impressione delle foglie che cadono e si posano sulla superficie dell'acqua, e di Nightfall, che racconta il lento scendere delle ombre sulle strade via via più deserte e silenziose, ricorda i murali di Monet, che in ogni punto ripetono la stessa immagine in dissolvenza. E non a caso l'album si chiude con una Song For Monet. Un andamento sbrigliato e un senso di fiabesco contrassegnano invece il viaggio sonoro attraverso le Faces Of The Forest. Più introspettiva, Courage Of The Wind con il suo delicato ritornello è forse l'apice melodico dell'opera, e al tempo stesso l'elemento di raccordo con il disco precedente.

Il passaggio dal bozzettismo di Heartsounds al paesaggismo di Nightfall è fondamentale per l'evoluzione del suo stile, neutro e classico quanto lo si può essere, alieno tanto da corrivi effettismi quanto da astrusi astrattismi.

Lanz inizia poi una collaborazione con il chitarrista Paul Speer che si protrarrà negli anni. In questi dischi la sua arte di fine compositore si sposa alle doti di arrangiatore del partner, suo vecchio amico (oltre che autore in proprio).

Questa tecnica smaliziata sfocia nel grande successo di Natural States e che avrà un seguito in Desert Vision (con le celebri Eagle's Path e Desert Rain). Il disco è un po' dispersivo, con Lanz intento a procurarsi un minimo di ascolto radiofonico con i trilli di sequencer del motivetto Behind The Waterfall e con la struggente atmosfera "morriconiana" di First Light, e poi alla ricerca del giusto equilibrio fra orchestra e batteria in Faces Of The Forest (Mountain aggiunge anche il coro) e poi raccolto nel ritornello tintinnato da Rain Forest. I dischi con Speer sembrano più che altro prove generali per tecniche che Lanz adotterà nei dischi solisti.

Cristofori's Dream, dedicato all'inventore del pianoforte e destinato a rimanere uno dei più grandi hit della new age, mette a frutto la raggiunta maturità espressiva in uno stile di arrangiamento più moderno e segna così l'apice della sua fase più romantica. In esso Lanz si rivela commosso poeta nella tradizione delle orchestre sentimentali e il suo pathos domestico trionfa in semplici melodie come Cristofori's Dream e Summer's Child, nelle sognanti visioni fantascientifiche con stasi e progressioni di natura zen (Wings To Altair) e nei lunghi viaggi sonori di Green Into Gold, reminescenti delle suite jazzate dell'art-rock, sia Chopin sia Dollar Brand sia Klaus Schulze sono fra le sue muse ispiratrici.
Le sue composizioni fluide e leggere si affidano a una tecnica molto elementare, che evita le terze (l'intervallo che definisce se un accordo sia maggiore o minore) e lascia pertanto l'ascoltatore in un limbo sfocato, ma che ricorre anche in misura massiccia alle progressioni in tre accordi tipiche del pop (la forma musicale più immediata della civiltà occidentale).

Skyline Firedance è la sua opera più ambiziosa, realizzata sia in versione per solo pianoforte sia in versione orchestrale. influenzato dai suoi idoli di trent'anni prima, Procol Harum e Moody Blues, Lanz studia partiture e arrangiamenti più intricati per ottenere effetti magniloquenti.
Ma anche nei micro-poemi sinfonici di Vesuvius (il più moderno, con batteria e chitarra elettrica), di Dancing On The Berlin Wall (un inno solenne ed esuberante movimentato da motivetti cabarettistici), Escapades Of Pan (il più propriamente sinfonico, e nell'accezione sentimentale di Cajkovsky), Dark Horse (la più incalzante) la musica di quest'opera conferma la propensione di Lanz per armonie lineari e leggiadre, e forse qui più che altrove, nella profusione di progressioni epiche e di passi marziali, di madrigali evocativi e di sonate malinconiche, è evidente l'influenza delle orchestre di musica leggera e delle colonne sonore di Morricone.
Il tutto al servizio di una visione positiva della condizione umana: la suite eponima, ricolma di danze popolari arrangiate con i trucchi più banali del romanticismo da supermarket, sprizza vitalità e ottimismo da ogni accordo.
La versione per solo pianoforte conserva i pregi (e forse evita qualche difetto) di quella per orchestra.

Return To The Heart è davvero, come dice il titolo, un ritorno al fondo romantico della poesia di Lanz. Nella tradizione di Chopin il pianista inalbera la disadorna grandeur della title-track e si libra nel libero volo dell'immaginazione di Corre Rio Corre. A parte i brani ripresi da dischi precedenti, l'album tocca vertici di pathos intimista nella preghiera marziale di Madre De La Tierra e nel tenerissimo carillon di Dream Of The Forgotten Child. I brani sono intervallati da sette improvvisazioni dedicate ad altrettanti luoghi europei. Come pianista Lanz è pervenuto a uno stile più equilibrato e, tutto sommato, efficace.

Il contrasto con il fragoroso sinfonismo di Bridge Of Dreams non potrebbe essere più grande. Speer affonda gli artigli di arrangiatore nella tenera cartilagine delle melodie di Lanz, sciupando un po' la poesia di Into The Dream e Ode To A Dark Star (le due melodie più forti) e annacquando i languori programmatici di And The World Falls Away e Bridge Of Dreams. Anche le sonate più sommesse, Veil Of Tears e Reverie, non sono all'altezza dell'album precedente. Il canto, poi, imbarazza l'atmosfera idilliaca di Song Of The East.

Maestro del sentimento della struggente nostalgia, Lanz è riuscito a fondere folk e classica conservando la spontanea emotività del primo e la narcisistica eleganza della seconda. I peccati di grandeur gli vengono perdonati da una inesauribile vena melodica.

Sacred Road (Narada, 1996) is a collection for piano and ensemble in his most traditional style: romantic, nostalgic and emphatic (Dreamer's Waltz, Brother Quixote), but also occasionally light-hearted and sprightly (Take The High Road) or nocturnal and mournful (Still Life), and boasting the usual knack for memorable melodies (The Long Goodbye, On Our Way Home, Circle Of Friends).

Songs From An English Garden (Narada, 1998) e` una raccolta di arrangiamenti orchestrali di hit degli anni '60.

An Evening With (Narada, 1999) offers versions for solo piano of his "hits".

East Of The Moon (2000) sounded like a rather desperate attempt at finding a new audience for Lanz among rock fans.

Finding Paradise (Decca, 2002) is another hodgepodge of melodic "songs", ranging from very emotional (Tears For Alice) to catchy (Walk On Water), from neoclassical (Theme From The Other Side) to jazzy (The Sound Of Wings).

The Good Life (Decca, 2005) is a collection of easy-listening melodies done the soft-jazz way (with a band of veterans drawn from the world of soft jazz).

Seattle-born white pianist David Lanz (1950) specialized in domestic vignettes based on folkish melodies and tempos, such as Heartsounds (june 1983) and especially the longer ones of Nightfall (september 1984) and Cristofori's Dream (april 1988), While baroque pomp permeated the Skyline Firedance (may 1990), conceived as micro-symphonic poems. Lanz was emblemating of new-age music's strategy of ransacking the vocabulary of classical music, from the madrigal to the adagio.
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