Sergio Lara & Joe Reyes
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Two Guitars (S&J Productions, 1992) (Higher Octave, 1996) **
Guitarras Hermanas (S&J Productions, 1993) (Higher Octave, 1995) *
Exotico (Higher Octave, 1996) **
Riverwalk (Higher Octave, 1998) *
World Jazz (Higher Octave, 2001) *
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Sergio Lara e Joe Reyes sono due chitarristi di San Antonio (Texas) che eseguono un brioso jazz latino, volteggiando fra bolero, rumba (Cielo Sin Nubes) e flamenco (Beneath The Shadows). Le melodie di Lejos De Aqui e Besos Rosas rappresentano invece il lato pensoso di Guitarras Hermanas.

Exotico (Higher Octave, 1996) e` il loro album piu` curato. Lo spettacolare virtuosismo dei due chitarristi viene accoppiato a una base ritmica e a strumenti quali pianoforte, flauto, sassofono. Ne risultano composizioni funamboliche e complesse come Exotico e Dulce Libertad, melodie oblique come Cascabeles e Bahia del Palmar, esperimenti semi-orchestrali come Morning Rain e fantasie country-jazz come Katia's Dance. Falda de Jade e Guitarras Ardientes sono i brani che piu` si avvicinano alle acrobazie dell'esordio.

Riverwalk (Higher Octave, 1998) ritorna al brio spontaneo di Guitarras Hermanas con numeri d'alta classe come Noches de San Miguel, El Castillo e Pueblo Magico (tutte di Lara, mentre Reyes sembra specializzarsi in lenti nostalgici come Olmos Park).

Lara: "Sono nato a Ciudad de Mexico. Crebbi ascoltando flamenco e musica latina di Caraibi e Sudamerica. Presto sboccio` l'amore: amore per gli strumenti musicali, specialmente quelli a corda. Avevamo un piano in casa ma non ero molto interessato a suonare il piano. Fin dal principio fu l'amore per la chitarra, piu` ancora che l'amore per la musica, a spingermi a suonare. Dall'eta` di nove anni a quella di dodici anni presi lezioni di chitarra. Cominciai a desiderare di suonare con altra gente, e cominciai a studiare altri stili di musica chitarristica. Ascoltavo gruppi pop come i Beatles, e tentavo di imitarli con la chitarra elettrica, ma ero sempre piu` felice quando potevo suonare la chitarra acustica. Lo stile acustico era sempre il mio preferito, anche se in pubblico tendevo a suonare la chitarra elettrica. Cominciai anche ad ascoltare musica jazz, e mi resi presto conto che tutti i jazzisti erano musicisti eccezionali. Django Reinhardt esercito` un'influenza enorme su di me. La musica latina era nel mio sangue. Non ho mai studiato flamenco, ma gente come Paco de Lucia mi erano molto familiari. Non conoscevo gli aspetti tecnici del flamenco, ma dopo il jazz cominciai a studiare anche le musiche con cui ero cresciuto. Venne il momento di scegliere cosa fare "da grande". Come artista sei quasi obbligato a seguire le tue radici se vuoi che l'industria si accorga di te. Non avrei potuto diventare un bluesman perche' ci sono tanti neri di New Orleans che sono piu` bravi di me. Mi sentii obbligato a seguire le mie radici ma al tempo stesso non volevo rinunciare alle altre culture che avevo esplorato. Fu cosi` che divenni il chitarrista eclettico che sono oggi. Rispetto le tradizioni degli altri, ma al tempo stesso voglio fonderle e travalicarle per ottenere uno stile personale."
"Avevo parenti a San Antonio per cui venivo negli USA molto spesso. Cominciai ad essere invitato a suonare in gruppi texani, e nel 1987 incontrai Joe Reyes e scopersi che anche lui aveva il desiderio segreto di suonare la chitarra acustica. Anche lui aveva un bagaglio culturale simile al mio, e cioe` latino. Non iniziammo con l'idea di registrare un disco e diventare famosi. Cominciammo semplicemente perche' ci piaceva suonare insieme, e suonare la chitarra acustica. Presto questa divenne una relazione molto solida. Ci rispettiamo a vicenda, e il pubblico ci rispetta perche' si rende conto che siamo dei seri professionisti. Il pubblico, i club, i festival cominciarono a chiederci di fare un album. Ci vennero offerti contratti da diverse case discografiche. Higher Octave e` la casa discografica perfetta per noi in quanto stanno cercando di rendere il loro catalogo piu` internazionale."
"Per il quarto album volevamo soprattutto ritornare al sound del primo album. "Exotico" era stato un esperimento, un lavoro ambizioso di produzione e arrangiamento per il quale avevamo impiegato un ensemble con tanto di pianoforte, flauto, sassofono. Decidemmo che volevamo recuperare il sound di "Guitarras Hermanas". E` importante scoprire cosa il pubblico desidera da te. Al tempo stesso tu diventi piu` maturo, ti concentri su cio` che sai fare davvero meglio degli altri. Alla fine ci e` parso che il formato a due chitarre, basso e percussioni, sia il piu` congeniale per la nostra musica. Quando suoniamo dal vivo, suoniamo esattamente come su questo disco."
"Si`, un'altra differenza di questo album e` che quasi tutti gli strumenti sono suonati da noi. Siamo entrambi polistrumentisti. Ci piace suonare tutti gli strumenti che amiamo. Personalmente mi piace tantissimo suonare il mandolino. Mi sono pertanto sbizzarrito a suonare tutto cio` che poteva servirci. Reyes suona il basso, che in realta` fu il suo primo strumento, e suona persino la chitarra elettrica (non per la melodia, ma per qualche armonia). E entrambi suoniamo le percussioni. Un'altra passione per me sono le percussioni latine."
"Il nuovo album, "Riverwalk", e` un album concept. E` un titolo meraviglioso che, per quanto ne sappiamo, non e` mai stato usato prima. Molte citta` del mondo sono state costruite lungo le rive di un fiume. Il fiume era importante per la vita della citta`. Oggi il fiume e` diventato semplicemente un luogo romantico lungo cui passeggiare di sera, meditare, riposare. La gente ha costruito caffe` e case. Lungo le rive incontri innamorati, musicisti, filosofi. Ci sono tante storie e tante emozioni. Ogni canzone riflette le storie e le emozioni che abbiamo immaginato di incontrare durante la nostra passeggiata. Non avevamo necessariamente in mente San Antonio. Potrebbe essere qualsiasi citta` del mondo. Naturalmente il nostro sound e` principalmente flamenco, ma non siamo puramente flamenco, per cui anche chi vive lontano dalla Spagna puo` riconoscersi in queste musiche. E` l'atmosfera che conta. Non ho una canzone preferita, ma forse quelle che suono piu` spesso sono El Castillo e Pueblo Magico. Tutti i titoli sono suggestivi, come Noches De San Miguel e Satellite Island, perche' volevamo davvero che chiunque vi si potesse riconoscere. A mio avviso e` l'album migliore della mia carriera, e non soltanto perche' il nostro stile e` al culmine. Abbiamo dedicato tantissimo tempo a rifinirlo. William Aura, produttore della Higher Octave e musicista lui stesso, un giorno mi ha detto una cosa verissima: non si finisce mai di registrare un disco, si potrebbe continuare per sempre. Un disco non viene ultimato, viene abbandonato. Perche' altrimenti il musicista potrebbe continuare in eterno a migliorarlo."

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