Benjamin Lew
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Douzieme Journee` (Made To Measure, 1983) (Original Music, 1984), 6/10
A Propos D'un Paysage (Made To Measure, 1986), 5/10
Nebka (Made To Measure 17, 1988), 6.5/10
When God Was Famous (Made To Measure, 1989), 5/10
Les Nouvelles Musiques De Chambre vol. 1 (SubRosa, 19##), 5/10
Les Nouvelles Musiques De Chambre vol. 2 (SubRosa 3319, 19##), 5/10
Le Parfum Du Raki (Made To Measure, 1993), 7/10
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Il compositore belga d'avanguardia Benjamin Lew (1957) divenne celebre per due collaborazioni con il musicista rock Steven Brown dei Tuxedomoon, Douzieme Journeé e A Propos D'un Paysage (quest'ultimo con anche Vini Reilly dei Durutti Column e Marc Hollander degli Aksak Maboul, ma troppo pretenzioso). Lew si alternava agli strumenti esotici e al sintetizzatore, mentre Brown si prendeva carico di clarinetto e sassofono. La musica era un derivato dell'ambientale leziosa di Harold Budd, lenta e ciclica, speziata con motivi mediorientali.

Con Brown, Hollander e Blaine Reininger (altro Tuxedomoon) ha registrato Nebka, affresco elettro-acustico del deserto.

Lew ha in seguito musicato le dodici poesie di When God Was Famous (con Samy Birnbach al canto, Peter Principle dei Tuxedomoon e Michel Bercksmans degli Univers Zero).

Con un piccolo ensemble che comprende Principle e Malka Spiegel (Minimal Compact) Lew ha infine dato vita alla piccola sinfonia ambientale di Le Parfum Du Raki, una delle sue opere più eleganti e sfuggenti. Lew ha messo a punto una tecnica per plasmare un suono i cui componenti sono indistinguibili, un suono che non è più decifrabile razionalmente, un suono che parla direttamente al subconscio.
Quel suono costituisce l'equivalente della radiazione cosmica di fondo per le atmosfere delle sue composizioni: Su quel ronzio indistinto Les Versants D'Un Coteau erige anche uno strato di vorticoso minimalismo elettronico e su quello si distende finalmente il canto addolorato della tromba; Et Tout Est Parti De Là spalma "droni" intermittenti di oboe, una figura minimalista dei fiati e un ticchettio di arpe esotiche (in pratica tre sorgenti di ritmo).

In Ce Qùelle Voulait Que J'Entende la radiazione prende corpo in un magma afono di elettronica e percussioni ed è solcato dal respiro lentissimo di un'armonica; in Ces Personages si dirada in un'atmosfera spettrale fino a lasciare soltanto un coacervo di gocce e brezze e una melodia incompiuta di fagotti; in Le Sol Noir muta in rumori di palude; e in Un Mal Sourd diventa un tonfo metallurgico.

Anche la world-music apparentemente banale di Que De Moments D'Alerte e Sebkha nascondono una complessità inquietante nel loro sottobosco percussivo, che in Le Personage Principal ricorda le tecniche di Jon Hassell.
Altri brani sono costruiti attorno a un evento sonoro, di cui viene esaltata l'atipicità e aumentata la comunicatività collocandolo su uno sfondo di quel genere. Ed è come se Lew lo dotasse di un'anima. Così capita con la figura dissonante che il pianoforte ripete in Le Magnifique Alcooloque e così capita la melodia al ralenti che l'oboe canta nella title-track e così capita nel lentissimo verso bisbigliato dalla tromba in Regardez Encore.
Le mille sorgenti tonali ed etniche della musica sono miscelate da Lew in un flusso continuo dalle timbriche indefinibili. Tanto è gentile e leggera la miscela, quanto è complessa la sua struttura.

Douzieme Journeé (Made To Measure, 1983) (Original Music, 1984) ** con Steven Brown

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