Nightcrawlers
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Goricon: Cryptosphere (cassetta autoprodotta, 1980) *
Planetary Expedition/ Hidden Pictures (cassetta autoprodotta, 1980) *
Fallen Sparrow (cassetta autoprodotta, 1980) *
Hallucinatory Executions (cassetta autoprodotta, 1981) *
Systema Naturae (cassetta autoprodotta, 1982) *
Poltergeists (cassetta autoprodotta, 1981) *
Synthimania (cassetta autoprodotta, 1981) *
Hors D'Oeuvres (cassetta autoprodotta, 1982) *
Narcolepsis (cassetta autoprodotta, 1982) *
Tanzwut (cassetta autoprodotta, 1982) *
Midwinter Daydream (cassetta autoprodotta, 1982) *
Shadowless Veil (cassetta autoprodotta, 1982) *
Spring Holiday (cassetta autoprodotta, 1983) *
Evening Repose (cassetta autoprodotta, 1983) *
Transluminance (cassetta autoprodotta, 1983) *
Crystal Loops (cassetta autoprodotta, 1984) *
Subliminal Sailing (cassetta autoprodotta, 1983) **
Forbidden Monastery (cassetta autoprodotta, 1983) *
Nightcrawlers (Synkronos, 1984) ****
2031 A.D. (cassetta autoprodotta, 1984) *
Space Shuttle (cassetta autoprodotta, 1984) *
Ombra (cassetta autoprodotta, 1984) *
Memory Bubbles (cassetta autoprodotta, 1984) *
Nightwalk (cassetta autoprodotta, 1984) *
Cybersun 231 (cassetta autoprodotta, 1984) *
Spacewalk (Atmosphere, 1985) ***
Space Ritual (cassetta autoprodotta, 1985) *
The Largo Tree (cassetta autoprodotta, 1986) *
Particle Mist (cassetta autoprodotta, 1986) *
Energy Transfer (cassetta autoprodotta, 1987) *
Alone After Dark (cassetta autoprodotta, 1987) * anthology
Shadows Of Light (Atmosphere, 1987) **
Floating Premonition (cassetta autoprodotta, 1989) * (solo Peter Gulch)
Somnility (cassetta autoprodotta, 1990) * (solo Tom Gulch)
Barriers (Synkronos, 1991) **
Travelling Backwards (Manikin Records, 1997) *** anthology (includes all of Nightcrawlers, Spacewalk and Shadows of Light)
Xyl: Runway (Synkronos, 1985) **
Xyl: Nuclear Winter (Synkronos, 1985) ***
Xyl: Scanner (Synkronos, 1986) *
Xyl: Star's End (Synkronos, 1987) *
Chuck Van Zyl: Callisto (Synkronos, 1989) **
Chuck Van Zyl: Moment Of Totality (Synkronos, 1990) *** reissued as Celestial Mechanics (Centaur, 1993)
Chuck Van Zyl: Europa (Synkronos, 1991) ***
Chuck Van Zyl: Ganymede (Synkronos, 1991) *
Chuck Van Zyl: The Xyl File (Synkronos, 1991) *** anthology
Chuck Van Zyl: Io (Synkronos, 1992) *
Chuck Van Zyl: Regeneration Mode (Synkronos, 1994) * with Peter Gulch
Chuck Van Zyl: Relic (Centaur, 1995) ** anthology
Xisle: Winter's King (Synkronos, 1985) **
Xisle: Invisible People (Synkronos, 1986) *
Xisle: Phantom Zone (Synkronos, 1986) *
Xisle: Nexus (Synkronos, 1986) *
Xisle: The Phantom Zone (Synkronos, 1986) *
Xisle: Proving Ground (Synkronos, 1987) **
Xisle: Independent Space Program (Synkronos, 1988) **
Xisle: Novins (Synkronos, 1988) *
Xisle: Journey Into Darkness (Synkronos, 1988) *
Xisle: Eternity's Engine (Synkronos, 1989) **
Xisle: Aural Explorers (Synkronos, 1989) ***
Xisle: Perchance To Dream (Synkronos, 1989) *
Xisle: Novins II (Synkronos, 1989) *
Xisle: Space Age (Synkronos, 1990) ***
Xisle: Sound Museum (Synkronos, 1991) **
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Nightcrawlers è essenzialmente un duo di sintetizzatori (Tom e Peter Gulch), proveniente dal New Jersey, che dal 1979 esegue sinfonie descrittive alla Klaus Schulze.

All'inizio, con il nome di Goricon, erano più sperimentali, ma da Hidden Pictures in poi trovano la loro vocazione in un'elettronica cosmica di grande suggestione.

Passano anni a registrare le loro improvvisazioni dal vivo su cassette auto- distribuite. Ramrodin (da Hidden Pictures), le opere a tema Fallen Sparrow, Systema Naturae e Poltergeist, e soprattutto Froggy's Holiday (da Spring Holiday) sono le principali tappe del percorso che li porta al suono arcano, sinistro, paradisiaco e fiabesco della maturità. Ma le cassette prodotte in quel periodo sono letteralmente decine.

Il primo disco, al quale partecipa anche David Lunt con un terzo arsenale elettronico, contiene quattro lunghi brani atmosferici che fluttuano su echi, ritmi e stratificazioni di sintetizzatori. Ogni suono si espande lentamente, immerso in cupi scenari wagneriani, rivelando poco a poco lo spettro dei suoi colori.

Modulus Four, la suite più esotica ed arcaica, ha la cadenza soffice e vellutata di un raga e il vorticare frenetico di una danza araba, ma viene sommerso da una melodia intrisa di panico terrore. Traveling Backwards, la trance più metafisica, passa da un incalzante crescendo minimalista, perturbato da eccentricità casuali, a una romantica melodia sintetizzata di proporzioni sinfoniche, cadenzata in maniera squillante dal sequencer e solcata da sibili cosmici, per terminare in un puro caos afono.

Tanzwut, l'angoscia più cupa ed impetuosa, inizia con un sordo ronzio cosmico presto incalzato da una figura frenetica al sequencer, a sua volta intrecciata da altre linee ritmiche, fino a comporre una sarabanda tribale su cui vibrano frammenti melodici distorti. Più dimessa e robotica, Spring Torsion è anche la più vicina ai Persian Surgery Dervishes di mastro Riley. Ipnotica e struggente, tragica e trascinante, pervasa da sinistre premonizioni, lacerata da lamenti strazianti, da suspence minacciose, da ritmi travolgenti, la musica di Traveling e Tanzwut rappresenta uno dei vertici del rock elettronico di sempre.

Spacewalk è più melodico, e in ciò si discosta ancor più dal freddo paesaggismo degli elettronici teutoni. Tutti gli strumenti sono suonati in digitale, conferendo al suono un tono placido ed etereo. Digitalis è un'ouverture epica e maestosa, solcata da sibili cosmici e da effetti drammatici alla Schulze. Ombra è totalmente immersa nei rumori diffusi degli spazi siderei, un angosciato concerto per tintinnii, echi, ronzii e borboglii che trascende alla fine in un'altra tragica ode al vuoto e all'infinito. Dal punto di vista tecnico il lungo, lirico crescendo melodico della suite eponima rappresenta il punto più alto della loro parabola.

Il terzo Shadows Of Light tornerà invece ai ritmi spaziali del primo disco. Anche questa suite (in quattro movimenti, con due interludi) si fregia di melodie lente e soavi in crescendo (in particolare quella di In A Distant Corridor), ma vi prevalgono ritmi incalzanti ed effetti minacciosi (soprattutto in Particle Dance) che sfociano nel lungo, funereo raga della title-track.

Orchestrando tutto per sola elettronica, tanto le melodie tenebrose quanto i ritmi sfrenati su cui esse fluttuano traspirano un'enfasi metafisica, un'angoscia universale.

Barriers è una raccolta di brevi vignette atmosferiche.

Peter Gulch (che dal 1983 è titolare della casa discografica Synkronos) ha collaborato con Chuck Van Zyl a numerose iniziative di musica elettronica, fra cui quelle trascritte in Regeneration Mode e quelle degli Xisle. Tom Gulch ha formato con Steve Brenner i Kolab.

Nel complesso i Nightcrawlers hanno dato vita a una produzione di musica cosmica che è seconda per imponenza soltanto a quella di Klaus Schulze.

Il musicista elettronico Chuck Van Zyl della Pennsylvania (attivo anche nei Nightcrawlers e promotore della musica elettronica attraverso una trasmissione radiofonica di culto) esordisce in proprio sotto lo pseudonimo di Xyl con tre cassette di musica per soli sintetizzatori: Runway, Nuclear Winter e Scanner.

Rispetto ai Nightcrawlers qui l'elettronica sonda gli abissi mentali più che quelli cosmici. Nuclear Winter è semplicemente un flusso ipnotico di piccoli rumori metallici, come di catene o di chincaglieria, su uno sfondo di soffi minacciosi: il pezzo evoca la desolazione dell'olocausto nucleare, ma la evoca da un punto di vista più psicologico che pittorico. La lunga The Theory Changes The Reality It Describes è invece emblematica del vizio di astrattismo di queste cassette, in cui a volte i suoni vegetano senza crescere. Il pezzo più siderale è in effetti il primo, Runway, fra sibili di astronave e sequencer alla Tangerine Dream.

Decisamente autoindulgente invece Star's End, in cui i suoni non riescono a coagulare in immagini o sensazioni.

Van Zyl si ispira al secondo Klaus Schulze (quello meno cosmico e più pittorico) e ai Tangerine Dream (i sequencer incalzanti, i ritmi di basso alla Froese) per la sua tetralogia "galileiana" di Callisto, Europa, Ganymede e Io. In realtà questi quattro lavori regrediscono dal suono lussureggiante e apocalittico del primo all'atmosfera eterea del terzo e alle stasi quasi ambientali del quarto.

Callisto comprende una versione diluita di Valhalla (la versione compatta e "aggressiva" è sul disco coevo degli Xisle) e la suite eponima, che crea la suspence dall'immobilismo di rapidi sfarfallii e di masse fluttuanti. Europa è l'album più etereo di Van Zyl: privato dei sequencer, il suono fluttua nei grandi spazi siderali, eco primordiale più che visione futurista. Dark Bands rallenta ulteriormente la disgregazione armonica di Irrlicht (Klaus Schulze) e passa dall'angelico al tetro come un poema sinfonico passerebbe da un movimento all'altro. Europa accentua quello stile di cenni più che di gesti, di allusioni più che di certezze, di armonie soffuse in soave e perenne rivolgimento attorno a un centro di gravità immaginario.

Il ritmo ritorna in grande stile su Ganymede. Dal magma opprimente di Regio Galileo escono due temi melodici incrociati, uno arioso sui tonalità acute e uno più cadenzato su tonalità gravi, in pratica simulando l'interazione fra chitarra e basso. La title-track mette in pista una delle progressioni più "colorate" della sua carriera, anche se un po' troppo epigonica dei Tangerine Dream. Io chiude in maniera un po' distratta la tetralogia, all'insegna dei rumori di Prometheus e delle nuvole sfocate di Io.

In mezzo alla tetralogia esce anche Moment Of Totality, forse l'album meglio costruito ed equilibrato del periodo, che rasenta le atmosfere di meditazione orientale su Celestial Mechanics, fra paradisiaci tintinnii e languide melodie in crescendo, e tocca vertici tragici con la title-track, che oscilla fra balletti incalzanti e stasi zen. L'elettronica di Van Zyl è qui al massimo del suo splendore, elegante, compassata e disinvolta.

Su Regeneration Mode Van Zyl compone uno dei suoi lavori più ardui e concettuali, Sector Zero Zero Uno.

Questi lavori rappresentano il coronamento di una lunga carriera di sperimentazione underground, a discapito della quale va soltanto una certa prolissità. Fin troppo legato al formato dei venti minuti (la facciata di una cassetta), Van Zyl tende a concepire le sue suite come supporti invece che come contenuto di un supporto, come se fabbricasse nastri invece che inciderci sopra della musica. Talvolta ciò si traduce in un'ideologia sonora affine a quella della musica ambientale (musica da "non" ascoltare), ma più sovente scade nella demagogia più sensazionalista.

Van Zyl è anche attivo negli Xisle con Peter Gulch e Andrew Rath.

Chuck Van Zyl è anche attivo negli Xisle, nei quai è accompagnato saltuariamente dai vecchi compagni dei Nightcrawlers (Peter e Tom Gulch) e da Andrew Rath. Per lo più le loro cassette sono registrazioni di esibizioni dal vivo nel New Jersey e in Pennsylvania.

Winter's King rimane il prototipo di questa musica elettronica d'occasione, l'analogo moderno delle suite reali di Handel. Invisible People e Nexus risentono del sound coevo dei Nightcrawlers: le stesse atmosfere tenebrose e apocalittiche. Con Proving Ground Van Zyl "prova" per la prima volta ad ampliare la formazione, incorporando anche strumenti acustici come il koto e le percussioni. Le suite di Van Zyl soffrono talvolta di cadute di tono durante la performance, ma raramente si ripetono.

Se Independent Space Program è un po' autoindulgente, Novins e Journey Into Darkness ritornano allo stile dei Nightcrawlers, ma con un atteggiamento onirico e subliminale al limite della spiritualità zen Aural Explorations (su Aural Explorers rappresenta forse il culmine di questo stile che rimescola senza pudori dissonanze e sonorità criptiche, approdando ad atmosfere mistiche degne di un Kitaro (la melodia orientale di flauto ripetuta su un tintinniio ossessivo di campanacci). Anche Telerobotics assomiglia più a una preghiera che alla musica per macchine a cui allude il titolo. Anche i temi di Escape Velocity sembrano intensamente religiosi. Il pezzo forte di quell'album è comunque Valhalla, undici minuti di sinfonismo tempestoso e incalzante, in melodrammatico crescendo, che rappresentano forse l'incubo più scuro di Xisle.

Manca però spesso coesione a questi brani, che raramente riescono ad affermare una personalità. Per lo più si tratta di collage di spunti suggestivi, all'interno dei quali si possono certamente trovare dei momenti esaltanti, ma che nell'insieme lasciano la sensazione di raffazzonato e pressapochismo.

The Changeless, su Eternity's Engine, è tipico delle trance un po' confuse di questa stagione: un inizio ipnotico cadenzato da lentissimi colpi di pianoforte, sulle quali svariano le fugaci improvvisazioni dei sintetizzatori, prima che prenda corpo un ballo medievale condotto dal flauto; il finale celestiale non ha però nulla in comune con il resto. La galoppata travolgente della title-track porta invece a maturazione i suoi esperimenti sul ritmo e la tecnica di lente variazioni melodiche che è base di tutte le sue opere.

Perchance To Dream rappresenta un'altra parentesi nell'opera discontinua di Xisle. Questa volta l'idea è quella di uno "sleep concert", un concerto a cui il pubblico è invitato a dormire. La musica è fluida, vaporosa, ineffabile, ma ancora una volta sfocata, incostante. Sullo stesso album la sterminata Zone Of Twilight accentua, non diminuisce, i difetti.

Meglio, molto meglio, Star Projector, su Novins II, in commossa adorazione delle stelle, fra ronzii mantrici e passi da processione. L'altra suite dell'album, From Twilight To First Light, è invece di nuovo un vaneggiamento senza capo né coda di trentadue minuti.

Space Age torna agli splendori dei Nightcrawlers con un'evocazione altamente drammatica delle imprese spaziali degli anni '60: i suoi ritmi incalzanti, i suoi campionamenti d'epoca e le sue fasce "straussiane" ricostruiscono il pathos e la suspence di quelle spedizioni teletrasmesse. Sullo stesso album Doomed Mission mette in scena un vortice scuro di voci e di rumori che è quanto di più tetro e minaccioso Xisle abbia mai registrato, con un finale degno dei più funerei corali di Bach.

Sound Museum aggiorna di colpo il sound alla musica di consumo, con la pulsazione da discoteca di Shadow Chasers, la fanfara mediorientale di Shifting Sands, i sequencer alla Tangerine Dream di Beyond The Known Horizon. La calma olimpica di The Domain Of Arnheim troneggia su queste suite così estroverse, lasciando intuire che il vero genio sta altrove.

La musica di Xisle è in gran parte musica da sottofondo, concepita ed eseguita come corredo a qualche altro tipo di spettacolo, e risente di questo limite.

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