Yoko Ono
(Copyright © 2003 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )

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Yoko Ono (1933), the child of a Buddhist mother and a Christian father, was the first woman to study philosophy at a prestigious Tokyo university. She didn't graduate, but relocated to New York in 1952 where she soon joined the "loft generation" of poets, improvisors, artists, playwrights and composers (such as La Monte Young) of the city. In 1958 she and her first husband, Toshi Ichiyanagi, attended Cage's lessons. Her early compositions (the "instruction pieces", from 1961 to 1965) were highly experimental, influenced by John Cage's dadaism, the Fluxus movement and the "happening" events (multimedia performance-art) that were becoming popular in New York. But her most significant contribution was the vocal style that she invented and developed, a mixture of dissonant western music, Japanese kabuki recitation and visceral screeching that projected her stream of consciousness.

She became famous after she started dating John Lennon and released under their joint names two experimental albums of "unfineshed music": Two Virgins (Apple, 1968) and Life With The Lions (Apple, 1969), plus the Wedding Album (Apple, 1969) that celebrated their wedding.

Yoko Ono/ Plastic Ono Band (Capitol, 1970) documented, finally, her improvised vocal music. Her witchy confabulation over rock'n'roll jamming in Why is powerful and gut-wrenching, a devastating nightmare that releases the ancestral instincts and personal traumas. But the rather inept instrumental accompaniment ruins most of the atmosphere, that is supposed to be horrifying but it ends up sounding relatively harmless. Again, the instrumental backing (particularly the ridiculous drumming) spoil the magic of the ten-minute Why Not, a deadly blues for restless ghost. Her wild, distorted, suffocated shrill is a versatile instrument for free-form jamming with an emotional purpose. Disposing of the rock instruments, the beginning of Greenfield Morning is reminiscent of Grateful Dead's psychedelic experiments with distorted vocals, and then dives into hypnotic vortexes of ethnic chanting. Even more interesting is AOS, a 1968 session featuring Ornette Coleman on trumpet, Eddie Blackwell on drums and Charlie Haden on bass. Ono's languid wailing scavenges the very sparse soundscape built by the jazz musicians; then suddenly explodes in a hysterical spasm that detonates a furious free-jazz jam. The album ends with the most shocking piece, Paper Shoes, anchored to a reference frame: the sound of a train. The tribal drumming, the guitar strumming and Ono's shrieks simulate precisely that sound of the train.
The CD reissue adds three unreleased tracks, particularly a 16-minute improvisation for voice and guitar, The South Wind (date unknown).

Except for the film soundtrack Fly (1971), in which the camera follows a fly over the body of a nude woman (the title-track that accompanied that sequence is mostly a-cappella free-form vocalizing), that contains the 16-minute Mind Train, her next album was Approximately Infinite Universe (1973), a much more mainstream work. Feeling The Space (1973), Season Of Glass (Geffen, 1981) and It's Alright (Polydor, 1982) were even more mediocre. Her pop career basically ended with her husband's much publicized death.

Onobox (Rykodisc, 1992) is a six-CD box-set that summarizes her career.

Rising (Capitol, 1995) was slightly more original, although unfocused and occasionally tedious.

Blueprint for a Sunrise (Capitol, 2001) collects live and studio tracks, a ridiculous concept on the female condition.

The problem with Yoko Ono (whether the avantgarde vocalist or the pop star) is that she always "pretended" to be what many other musicians really were. The only thing she really was is... a celebrity.

Yes, I'm A Witch (2007) is a tribute album of sorts, with several musicians adding their own music to old Yoko Ono performances.

A Plastic Ono Band featuring Cornelius, drummer Yuko Araki, cellist Erik Friedlander, saxophonist Daniel Carter, Yuka Honda from Cibo Matto, etc. recorded Between My Head And The Sky (Chimera, 2009)

(Translation by/ Tradotto da Gioele Cima)

Yoko Ono (1933), di madre buddhista e padre cristiano, fu la prima donna a studiare filosofia presso una prestigiosa università di Tokyo. Non la terminò, bensì si trasferì a New York nel 1952 dove si aggiunse presto ai poeti della “generazione della soffitta”, improvvisatori, artisti, commediografi e musicisti (come ad esempio La Monte Young) di città. Nel 1958 lei e il suo primo marito, Toshi Ichiyanagi, frequentarono le lezioni di Cage. Le sue prime composizioni (Pompelmo, dal '61 al '65) erano altamente sperimentali, influenzate dal dadaismo di John Cage, i Fluxus e gli happenings (performance di arte multimediale) in voga a New York. Ma il suo contributo più significativo fu il suo stile vocale che inventò e personalizzò (definito da qualcuno come mera sequela di versi), una miscela di discordante western, recitazione kabuki giapponese e di viscerale stridio che liberò il suo flusso di coscienza.

Divenne famosa non appena iniziò a frequentare John Lennon e pubblicò sotto l'accoppiamento dei loro nomi due album sperimentali di “musica incompiuta”. Two Virgins (Apple, 1968) e Life With The Lions(Apple, 1969), più Wedding Album (Apple, 1969) che celebrò il loro matrimonio.

Yoko Ono/Plastic Ono Band (Capitol, 1970) certificò, finalmente, il suo canto improvvisato. Il suo ammaliante confabulare attraverso il rock'n'roll che fa interferenza in Why è potente e torci-budella, un devastante incubo che sprigiona gli istinti ancestrali e i traumi personali. Ma l'alquanto inopportuno accompagnamento rovina gran parte dell'atmosfera, che dovrebbe essere orrida ma termina relativamente innocua. E di nuovo, il sostegno della base (specialmente la ridicola batteria) sottrae la magia dei dieci minuti di Why Not, un blues mortale per spettri insonni. Il suo selvaggio, distorto, soffocato stridulo è uno strumento versatile per disturbi aformi con un intento emozionale. Privandosi degli strumenti rock, l'inizio di Greenfield Morning è una reminiscenza degli esperimenti psichedelici dei Grateful Dead con vocalismi distorti, che poi si tuffa negli ipnotici vortici del canto etnico. Persino più interessante è AOS, una sessione del 1968 con Ornette Coleman alla tromba, Eddie Blackwell alla batteria e Charlie Haden al basso. Il suo fiacco lamento spazza via il precario clima sonoro costruito dai musicisti jazz; poi improvvisamente esplode in uno spasmo isterico che scoppia in una furiosa e libera jazz-jam. L'album termina con la traccia più scioccante, Paper Shoes, fissato su di un accenno di cornice: il rumore di un treno. La riedizione del CD contiene tre tracce inedite, tra cui in particolare un'improvvisazione di voce e chitarra da sedici minuti, The South Wind (data sconosciuta).

Eccetto che per la colonna sonora del film Fly (1971), nel quale la camera segue un volo al di sopra di un corpo di donna ignudo (la title-track che accompagna la sequenza è prevalentemente un vocalizzo a cappella privo di forma), che contiene i sedici minuti di Mind Train. Il suo successivo album fu Approximately Infinite Universe (1973), un lavoro decisamente più mainstream. Feeling The Space (1973), Season Of Glass (Geffen, 1981) e It's Alright (Polydor, 1982) furono ancora più mediocri. La sua carriera pop finì sostanzialmente con l'assai pubblicizzata morte del marito.

Onobox (Rykodisc, 1992) è un cofanetto di sei cd che riassume la sua carriera.

Rising (Capitol, 1995) risultò leggermente più originale, sebbene vago e occasionalmente noioso.

Blueprint For A Sunrise (Capitol, 2001) raccoglie tracce dal vivo e in studio, una ridicola denuncia sulla condizione femminile.

Il problema con Yoko Ono (tra la voce avanguardista e la pop star) è che lei ha sempre “fatto finta” di essere ciò che molti altri musicisti erano effettivamente. La sola figura che realmente incarnò fu... quella di una celebrità.

Yes, I'm A Witch (2007) è un tribute album che raccoglie diversi generi (elettronica, alternativa, house, indie), con numerosi musicisti che collaborarono con la propria musica a raccogliere le performance di Yoko Ono.

Plastic Ono Band con la partecipazione di Cornelius, il batterista Yuro Araki, il violoncellista Erik Friedlander, il sassofonista Daniel Carter, Yuka Honda dei Cibo Matto, ecc. registrò Between My Head And The Sky (Chimera, 2009).

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