David Parsons
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Sound Of The Mother Ship (Fortuna, 1980) ***
Tibetan Plateau (Fortuna, 1982) ***
Himalaya (Fortuna, 1989) ***
Yatra (Fortuna, 1990) ***
Dorje Ling (Fortuna, 1992) ***
Shaman (1999), 5/10
Parikrama (2000), 6.5/10
Maitreya (2002), 6/10
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David Parsons, discepolo Neozelandese di Ravi Shankar e virtuoso di diversi strumenti indiani, è rimasto suggestionato dai paesaggi del Tibet tanto da dedicare la sua opera al tentativo titanico di trasformare le sue impressioni di viaggio attraverso il subcontinente indiano in poemi sinfonici per orchestra sintetizzata, senza lesinare registrazioni dal vivo di persone e natura.

The influence of Terry Riley is still strong on the mini-album Sound Of The Mother Ship (Fortuna, 1980), particularly on its trance-inducing 11-minute psalm Spheres, while the 11-minute Tree Spirits mixes natural sounds and Indian instruments. (The mini-album is included in the CD version of Tibetan Plateau).

Tibetan Plateau (Fortuna, 1982) is less ecstatic and more "ambient": the supernatural calm of the 13-minute Tibetan Plateau , the languid 11-minute Gangotri, and the soothing 10-minute Devaloka for water, harp and electronics.

Se stilisticamente la sua elettronica non si discosta molto da quella di Klaus Schulze, i venti minuti di Himalaya sono costellati dall'attesa dei suoni (rari, discreti, dimessi) dei campanelli tibetani, mentre le atmosfere tenebrose di Kailasa (13 minuti) e Akbar evitano i cliché etnici. La maestosa Varanasi Dawn (10 minuti) e Rashikesh (14 minuti) mescolano suoni naturali e strumenti indiani, mentre Varuna Deva (10 minuti) sembra una preghiera accorata.

Il monumentale Yatra si presenta così come un lungo documentario sulla vita e la natura di quei luoghi, filtrati attraverso una sensibilità peraltro molto razionale. Le due parti sono complementari: il primo disco è costruito sui ritmi della vita (sacra e profana) di quelle popolazioni, mentre il secondo è soltanto una sequenza di lunghe trance.
The three lengthy trances rank among the most abstract compositions of Parsons' career: Abode of Shiva renounces percussion and simply follows the sounds of nature; Maha Puja is a stream of dreamy floating melodies; Manasarover is hardly music at all.

Dorje Ling raggiunge livelli di tensione spasmodici nei brani che stratificano percussioni, fiati, canto a sovratoni e "droni" elettronici. Tantra è addirittura assordante, mentre le tre lunghe meditazioni di Lahaul Valley, Tsaparang e Dorje Ling esplorano la metafisica di quei suoni soprannaturali.

After Ngaio Gamelan (1999) and Shaman (1999), Parsons continued to deliver Indian-inspired droning new-age music for meditation on Parikrama (2000), Maitreya (2002), Vajra (2004), Inner Places (2005), Earthlight (2008), Surya (2008), Jyoti (Celestial Harmonies, 2009) and Akash (Celestial Harmonies, 2010).

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