Paul Sauvanet
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La Detente Par La Musique (Les Voiles D'Or, 1988) *
Serenite` (Les Voiles D'Or, 1989) *
La Ceremonie De L'Oiseau (Les Voiles D'Or, 1989) *
La Respiration Consciente (Les Voiles D'Or, 1990) *
Migrations (Les Voiles D'Or, 1990) *
Le Songe Du Temps (Les Voiles D'Or, 1991) *
Eleusis (Les Voiles D'Or, 1992) (Polygram, 1994) *
Time Dreaming (Polygram, 1994) *
Tristesse (Hearts Of Space, 1995), 6.5/10
Nomad (Hearts Of Space, 1997), 6/10
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I cinque "adagi per il tempo del dolore" di Tristesse hanno rivelato nel compositore e pianista francese Paul Sauvanet (già protagonista del trio sperimentale Ricercar e titolare di spettacoli di elettronica dal vivo) uno squisito spirito romantico.
Accompagnato da un'orchestra d'archi, Sauvanet compone alle tastiere elettroniche le parti melodiche degli altri strumenti. Per il loro pacato ondeggiante e la loro qualità sacra le sue armonie sinfoniche si inseriscono nella corrente post-minimalista e religiosa di Arvo Part e Henry Gorecki. L'Adieu è tipico di questo lento e dimesso procedere per spunti tonali appena abbozzati, riciclati all'infinito con lievi variazioni. L'armonia massiccia di Prayer For The Suffering, degna della liturgia barocca, non ha neppure un motivo conduttore, ma soltanto un nugolo di melodie cicliche che si avvitano l'una dentro l'altra. Appena più movimentato il solenne Canticum, che tradisce l'emozione nel leitmotiv del flauto. E' invece nitido e squillante il tema di Earth And Dust e il capolavoro di Sauvanet consiste nel proporne diciassette minuti di continua metamorfosi.

Sauvanet si dimostra più di un semplice specialista dell'adagio. Nella sua sinfonia in cinque movimenti si sublima il senso di smarrimento esistenziale di un'intera generazione di musicisti.

Nomad (Hearts Of Space, 1997) is another vast ambient soundscape with orchestral overtones. Sauvanet's haunting, mysterious and exotic aesthetics is well represented by Nomad, with percussion and guitar creating a tapestry that electronic winds simply sweep. On the other hand, the ethereal Madurai Temple is perhaps too self-indulgent. But the album's most impressive achievements are elsewhere. The 16-minute Land Of The Angel is a dilated adagio based on long mournful string melodies, reminiscent of Albinoni and Pachelbel, that segues into an "Ave Maria"-like operatic aria. A romantic saxophone, soon joined by wind and string instruments, sets the leitmotiv for the symphonic piece Bolero Excelcis, a carefully arranged and structured composition.

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