Stephen Scott
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New Music For Bowed Piano (New Albion, 1984) **
Minerva's Web; The Tears of Niobe (New Albion, 1990) **
Vikings of the Sunrise (New Albion, 1996)
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La variazione graduale, ma sostanziale, e' il forte di Stephen Scott (Oregon, 1944), uno sperimentatore di pianoforte a coda "trattato" che si situa al confine fra John Cage e LaMonte Young. I suoi primi pezzi (1976) si ispirano ad una tecnica introdotta da Curtis Curtis-Smith: quella di far passare un filo di nylon dentro un pianoforte. Stone parti' da li' per arrivare a suonare il piano come un violoncello, con tanto di archetto (il "bowed piano"). Succube dell'influenza di Reich, che aveva incontrato nel 1970 in Ghana, Scott usa questa tecnica per comporre musica molto ritmata nello stile del maestro. New Music For Bowed Piano (New Albion, 1984) contiene tanto esempi di ripetizione minimalista (Rainbows I and II) quanto embrionici brani drone-ambientali.

Minerva's Web (1985) e' un'ipnotica sonata circolare di tale "bowed piano" suonato simultaneamente da dieci pianisti: la musica si sviluppa in un monolitico crescendo di onde "mantriche" per frantumarsi poi in delicati e onirici contrappunti ricchi di pathos e in un finale incalzante e martellante alla Nyman. Piu' tetra l'atmosfera di Tears Of Niobe (1986), un coacervo di suoni cupi e sostenuti, lamentosi e minacciosi, scanditi da un ritmo ossessivo.

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