John Serrie
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Starmoods (Future Music, 19##)
And The Stars Go With You (Miramar, 1987), 6.5/10
Flightpath (Miramar, 1989), 6.5/10
Tingri (Miramar, 1990), 6.5/10
Planetary Chronicles vol. I (Miramar, 1992), 6/10
True North (Miramar, 1992), 5/10 with Reynolds, Speer, & Tangerine Dream
Midsummer Century (Miramar, 1993), 6.5/10
Planetary Chronicles vol. II (Miramar, 1994), 6/10
Ixlandia (Miramar, 1995), 7/10
Upon A Midnight Clear (Miramar, 1997), 3/10
Spirit Keepers (Miramar, 1998), 5.5/10 **
Hidden World (Narada, 2000), 6/10 with Gary Stroutos
Dream Journeys (Goldhil, 2000), 5/10
Century Seasons (Miramar, 2001) anthology
2002 - Lumia Nights
2002 - Yuletides
2003 - The Stargazer's Journey
2005 - Epiphany: Meditations on Sacred Hymns
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Jonn Serrie è uno degli esponenti di punta dell'elettronica melodica. Nei suoi dischi il sintetizzatore e gli altri macchinari elettronici fungono da orchestra per fluide "canzoni" che si ispirano soltanto in maniera indiretta agli spazi intergalattici.

Cresciuto nel Connecticut, in una famiglia e un ambiente di aviatori che ne stuzzicò fin da piccolo l'immaginazione, venne avviato alla carriera militare, ma la abbandonò suggestionato dall'organo a canne della chiesa. Il sintetizzatore rappresentò un'ovvia estensione di quello strumento capace di emettere più di un suono alla volta. Impiegato in un'officina che costruiva strumenti elettronici, ne divenne un esperto. Nel 1981, fallita la società e abbandonato il New England per Atlanta, riuscì a mettere a frutto quel mestiere componendo musica per documentari di vario genere. Fra i tanti, gli capitò anche la commissione di quello per lo Shuttle che esplose nel 1986. Invece della colonna sonora, Serrie compose un disco per commemorare la tragedia: And The Stars Go With You. Gentle The Night sonda le profondita` del cosmo, The Far River e` musica psico-ambientale.

Il successo di quel lavoro lo spinse a registrare quasi subito la sua continuazione, Flightpath, e in particolare la suite Sky Safari e il lento bisbiglio siderale di Glyder. Serrie stava mettendo a punto un'arte di timbri raffinati e di contrappunti cristallini. Questo lavoro meno tragico e più lirico gli fece intravedere la sua vocazione: un'elettronica leggera, gradevole, spensierata, che non facesse pensare ma si limitasse a cullare l'ascoltatore in un mondo immaginario.

Poi venne la svolta mistica, e un disco dedicato al villaggio tibetano di Tingri. Il viaggio cosmico del primo disco si trasforma in una fiaba romantica ambientata in un villaggio millenario. La world-music didascalica di Tingri e Iridani, così pronta ad esaltare la voglia di vivere, è in realtà soltanto un corredo ai tre pezzi maggiori: Winter's Chapel, forse il suo capolavoro di arrangiamento, un brano giocato su tonalità dimesse, il cui tema viene ripetuto in maniera minimalista dentro un vortice ineffabile; Tingri Maiden, ancor più statico e impalpabile, e la dolcissima marea di Annie By The Sea. In queste atmosfere soffuse, in queste delicate cartilagini di paradiso, in queste luccicanti visioni nello stile di Harold Budd trionfa la poesia lunare di Serrie.

Planetary Chronicles: Volume 1 raccoglie cinque brani originariamente composti (nell'arco di un decennio) per gli spettacoli che Serrie organizza nei planetarium di Atlanta. Più melodrammatica, aggressiva, criptica, la musica di Dawn Trader (1983) e Mystery Road (1983) propone Serrie nei panni di un "corriere cosmico" che non corre di stella in stella ma si è arenato su un pianeta e osserva stupefatto il panorama che gli si presenta. Non c'è, insomma, l'epos transgalattico di Schulze, ma una tenue fibra umana che lo differenzia nettamente dal resto dei musicisti cosmici. The Straits Of Madigann (1984) e Starmoods si ricollegano al suo stile più classico, quel lenzuolo sfocato di accordi che non ha altro fine che se stesso, privo di svolgimento drammatico, di melodie, di ritmi, di alcunchè. La musica "planetaria" di Serrie è l'antitesi di quella cosmica (per batterie di sequencer e orchestre sintetiche) dei tedeschi.

Il secondo volume di Planetary Chronicles propone un altro calderone di spunti, dalle scansioni minimaliste di First Night Out all'eleganza "ambientale" di Vista Range, dai sibili galattici di Aftervisions all'"om" spettrale di Continuum. Questa volta Serrie non si lascia influenzare più di tanto dallo scopo per cui sono composte le musiche e osa comporre brani di elettronica da camera. Mentre il primo volume portava le stigmate della musica d'occasione, il secondo porta le austere insegne dell'avanguardia "seria". Il clou del disco è On A Frontier Of Fable, venti minuti intensi di suspence e di trance cuciti con malizia e pudore da un grande regista di suoni artificiali.

Serrie ci ripensa subito e ritorna a una forma di "canzone" più convenzionale con Midsummer Century, che vorrebbe raccontare una storia d'amore vista dal futuro. Il problema è che gran parte del disco scorre all'insegna del pop più leggero e corrivo. Melodie aggraziate come Lookback e Timelines sono quanto di più commerciale Serrie abbia prodotto. I tour de force di Land Of Lyss e The Ancient Of Days presentano il difetto opposto delle sue prime opere: troppo movimento, troppo dispersive, troppo confuse. Al loro confronto The Last Secret, una delle sue stasi ambientali più rigorose, fa l'effetto di un classico: la mano esperta del maestro centellina gli accordi e gli effetti, lasciando che la musica viva di un fragilissimo moto perpetuo.

Molto meglio Ixlandia, nonostante qua e là sia ancora contaminato da sonnolenti temi degni della muzak da supermercato (la title-track). Eleganti spunti esotici come Blue Lumia e delicate trance romantiche come Le Tresor fungono da prove generali per le quattro lunghe suite del disco. Serrie è al culmine delle sue doti di compositore elettronico quando intesse armonie a metà strada fra il subaqueo e l'astrale come The Century Princess e Starport Indra, trapunti di suoni misteriosi e di venti ultraterreni, oppure quando cesella lucidi astrattismi ambientali come Welcome Home, che lasciano tintinnare lentamente le note della melodia più dolce. Meglio di tutto forse i silenzi microscopici di Tachyon Detective, dove il suono si rarefa al livello di vertigine di polveri.

Tutto sommato Serrie non fa altro che mettere a frutto lo zibaldone di appunti delle Planetary Chronicles, condensando e mettendo a fuoco le idee che ha accumulato in tanti anni di documentari sonori. Ne risulta quello che è forse il suo capolavoro, l'opera equilibrata e al tempo stesso sperimentale che non aveva mai avuto il coraggio di fare.

Serrie è uno dei "corrieri cosmici" che vogliono portare l'ascoltatore in una galassia lontana, ma senza fargli provare paura, facendolo anzi sentire a suo agio per tutta la durata del viaggio.

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Spirit Keepers (Miramar, 1998) contains the ambient ethnic electronic collage The Legacy, one of his eerie works at the border between genres.

Hidden World (Narada, 2000) is a collaboration with Native-American flute player Gary Stroutos. The fusion of futurism and primitivism is not terribly original, but delivers the required amount of ambience in Hidden World and The Ocean Of Night.

Century Seasons (Miramar, 2001) is a double-disc anthology of his space music.


2002 - Lumia Nights
2002 - Yuletides
2003 - The Stargazer's Journey
2005 - Epiphany: Meditations on Sacred Hymns

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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