Steve Tibbetts
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Steve Tibbetts (Cuneiform, 1977), 6.5/10
Yr (Frammis, 1980 - ECM, 1988), 7.5/10
Northern Song (ECM, 1982), 6.5/10
Safe Journey (ECM, 1984), 7/10
Exploded View (ECM, 1986), 7/10
Big Map Idea (ECM, 1989), 6.5/10
The Fall Of Us All (ECM, 1994), 6.5/10
Cho (Hannibal, 1997), 6/10
A Man About A Horse (2002), 6/10
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Steve Tibbetts is a Minnesota guitarist who crafted a dreamy, intimate version of jazz-rock, occasionally bordering on new-age music's spirituality.

The bulk of Steve Tibbetts (Cuneiform, 1977) is made of complex compositions that employ dissonance and electronics and that are tinged with oriental spirituality (How Do You Live My Buddha, Desert). On the other hand, Sunrise is pure acoustic impressionism, and the tital waves of Secret is natural ecstasis. Such a deluge of cryptic beauty sounds like Leo Kottke after ecstatic enlightenment. Jungle Rhythm provide a glimpse of Tibbett's alter-ego, the visceral, charging guitarist that rides at a demonic pace amid an electronic storm.

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Il successo gli arrise, improvviso e imprevedibile, con l'album Yr (Frammis, 1980), un piccolo hit della musica indipendente, ricco di brani ipnotici e raffinati conditi con bluegrass e blues. I molteplici e svariati assoli di chitarra (acustica, elettrica, kalimba) vengono elaborati elettronicamente e sovrapposti a un vasto repertorio di percussioni esotiche. Aperto dalla progressione ipnoticamente circolare di Ur, il disco si tuffa subito dopo in un marasma percussivo da world music (Sphexes), delicatamente colorato dalle dissonanze della chitarra elettrica, per calmarsi poi nel quieto tintinno zen di Ten Years, cullato dai cristallini rintocchi melodici della chitarra acustica e infiammato piu' avanti da un crescendo di tabla e di distorsioni elettriche. Questo bagno mistico da' il vero tono dell'opera, che da li' in avanti e' tutta in salita verso armonie sempre piu' limpide e fluenti, pervase in ogni accordo da un anelito metafisico, e verso un modo di portare le melodie che diventa narrativo nella vivace e squillante ballata folk Three Primates e meditativo nel lirico acquarello di The Alien Lounge, ma e' ancora puro delirio religioso nelle vertigini incalzanti di You And It e nel raga ipercinetico di Ten Yr Dance. Sono impasti cromatici che, per quanto imbevuti di spirito hare krishna e di nevrosi metropolitane, possono ricordare Leo Kottke e persino Mike Oldfield nella loro fresca ingenuita' e nel loro variopinto e sinuoso svolgimento.

Il piu' umile e spirituale Northern Song (october 1981), suonato con il solo accompagnamento delle congas, indulge nel descrittivismo (Big Wind), nella meditazione trascendentale (Form), nell'arcano e nel soprannaturale (la lunga suite Nine Doors, tour de force e summa della sua arte di delicate dissonanze in sordina che soltanto per pochi secondi puo' "alzare la voce" in vere jam di jazz-rock o tintinnare melodie compiute, e piu' spesso si limita invece a confabulare assorta fra lunghe pause). Il suo tocco di corde e' gia' un classico del chitarrismo solista, lento e cristallino, vellutato e pensieroso laddove Fahey era rustico e spontaneo.


Safe Journey (november 1983 - ECM, 1984) e` schizofrenicamente conteso fra la batucada in stentoreo crescendo di Test, il coacervo di dissonanze oniriche di Going Somewhere (dieci minuti, forse lo zenith della sua carriera), i tempi psichedelicamente dilatati di Night Again, il tribalismo ferocemente distorto di Vision, il raga incalzante di Mission, gli acquarelli esotici alla John Hassell di Climbing e Any Minute. Album piu' sperimentale e piu' aggressivo, apri` di fatto una nuova stagione per Tibbetts.

Su Exploded View (ECM, 1986) brani come Name Everything rasentano l'heavy-metal e la distorsione psichedelica piu' feroci, nell'incalzare frenetico della ritmica; mentre le atmosfere new age sono relegate a dimessi esperimenti dissonanti come A Clear Day e Your Cat, peraltro nevrotici e sconnessi, e a fantasie esotiche come Drawing Down The Moon, Metal Summer e Assembly Field, peraltro fra le piu' cupe e sinistre del genere.

Fra citazioni dei due maestri (John Fahey e Pat Metheny) e residui della civilta' psichedelica Tibbetts rinnova il jazz salottiero secondo lo spirito della new age.

The highlight of the eclectic Big Map Idea (ECM, 1989) was the 11-minute Three Letters, a study in chamber world-music with ethnic samples.

After a long hiatus, the more robust and longer pieces of The Fall Of Us All (ECM, 1994) further increased his reputation with a visceral set of intrepid solos over complex polyrhythmic patterns and with a stronger ethnic accent.

The hypnotic Cho (january 1996 - Hannibal, 1997) mixes jazz guitar and Tibetan chants.

A Man About A Horse (2002) is even more exotic and atmospheric.

Natural Causes (recorded in 2008) was an all-acoustic set with percussionist Marc Anderson. Tibbetts employed Asian instruments on its delicate and contemplative pieces.

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