Eric Tingstad
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On The Links (Cheshire, 1982) ***
Urban Guitar (Cheshire, 1983) **
The Gift (Sona Gaia, 1985) ** with Nancy Rumbel
Emerald (Narada, 1986) ** with Spencer Brewer and Rumbel
Woodlands (Narada, 1987) ** with David Lanz and Rumbel
Legends (Narada, 1988) *** with Rumbel
Homeland (Narada, 1990) * with Rumbel
In The Garden (Narada, 1991) * with Rumbel
Renewal (Cheshire, 1992) ** anthology of first two solo albums
Give And Take (Narada, 1993) * with Rumbel
Star Of Wonder (Narada, 1994) * with Rumbel
A Sense Of Place (Narada, 1995) ***
Pastorale (Narada, 1997) *** with Rumbel
American Acoustic (Narada, 1998) *** anthology
Paradise (Narada, 2000) with Rumbel
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Eric Tingstad ha praticamente adattato la chitarra classica alla new age.

I dischi che incise in solitudine a Seattle, On The Links e Urban Guitar, presentano uno stile ancor più pacato e delicato di quello di Ackerman. Se in Ackerman si sente l'influenza delle partiture vertiginose di John Fahey, e comunque la verve della musica folk, in Tingstad le emozioni "volgari" della musica popolare (sia orientale sia occidentale) vengono completamente eliminate a favore di un formalismo esasperato.

Sul primo disco le sue dita danzano rapidissime sulle corde intessendo cartilagini intricate di accordi cristallini. La sua calligrafia ortodossa rimugina in realtà scale mediorientali (Carnival Images) e passi di flamenco (Theme From Bush House), e ogni tanto abbandona il suo piglio composto e compassato, glacialmente impeccabile, per lasciarsi andare a una tenue cantabilità di sapore domestico e rurale (Kaypohtooaye e Horcasitas). Il carillon squillante della title-track, la fuga incalzante di Flight To Buck Mountain, i preludi "bachiani" della Bridal Suite animano ancor più la musica classica del chitarrista.

A partire dal 1985 Eric Tingstad e sua moglie Nancy Rumbel (proveniente dal Winter Consort) costituiscono di fatto un duo, benché alcuni dischi siano accreditati soltanto al primo e altri siano accreditati a entrambi più altri musicisti.

Rumbel lo complementa in maniera ideale con struggenti contrappunti melodici all'oboe. Emerald, con Spencer Brewer al pianoforte, è un campionario di stili barocchi travestiti da ritornelli new age: una Pavane, una Gigue, un saltarello come Fisherman's Death, un'elegia come Shadow Dancer.

Altrettanto classicheggiante è Woodlands, con David Lanz al pianoforte, anche se lo stile si è fatto più personale e alla danza gaia di turno, Oaks, fa eco il lamento accorato della title-track, e accenni di world-music inquinano le limpide melodie di Bamboo e Cypress. La chitarra di Tingstad sembra imitare il liuto.

Homeland modernizzerà il sound con ritmi tribali, contrappunti sintetizzati e riferimenti ancor più espliciti al Terzo Mondo (le celtiche Voyage e Clancy's Heart, l'andina Peru), ma anche la rinascimentale Aria (uno dei loro vertici).

Legends, dedicato ai miti immortali (la delicata Shenandoah, Sacajawea, Johnny Appleseed, the saltarello Don Juan, the solemn The Eyes of Amelia ), e In The Garden, dedicato al giardinaggio, sono invece album a tema in cui il duo ripete stancamente la sua routine.

A Sense Of Place, con David Lanz al pianoforte e un lieve contrappunto di percussioni, ma senza Rumbel, è una delle sue opere più personali. Il tocco al tempo stesso partecipe e spensierato del mondo rurale è lo stesso di Leo Kottke. La sua vocazione autentica è quella che emerge dal soave strimpellio di Monongahela, Magnolia e The Craftsman, o dalla più assorta meditazione di Sissinghurst. Momenti di pathos intenso si incontrano anche nei brani classicheggianti, la preghiera estatica del pianoforte in Spirit Of Rydal Mount, la visione stupefatta di In Moonlight Blue (ancora guidata dagli accordi teneri di Lanz) e soprattutto la cantabilità sognante di Castle By The Lough.
Tingstad riesce bene anche laddove corrompe il suo ego malinconico con i suoni urbani: quando la ritmica incalzante propelle il folk-rock di Appalachia Calling, o quando il sassofono e il flauto di Richard Warner conducono (rispettivamente) il jazz latino della title-track e di American Blend.

Il suo "picking" delicato è ispirato a quello di Ralph Towner, ma Tingstad è un artista autenticamente new age nel modo in cui ha trasformato quell'accordatura "aperta" in una virtuale sorgente di risonanze dell'animo umano.

Give And Take (Narada, 1993), arranged with piano, sax, drums and several percussions, contains the sprightly Irish jig Give And Take, the mournful The Merced, the restive exotic Fogata, the playful rigmarole of The Children's Garden, the baroque aria of Jewels in the Crown.

American Acoustic (Narada, 1998) is a double-disc anthology of re-recorded tracks with Rumbel containing almost all of Legends and half of Give And Take.

Pastorale (Narada, 1997) is devoted to a calmer state of mind, introduced by Elysian Fields. The melodic element prevails in Guinevere's Lament and Roses And Lace, the two standout tracks. Rumbel intones her usual saltarello (The Jester), Tingstad pens his usual watercolor (A Country Dance), and the rest is either a little repetitive or marred by misguided experiments.

Paradise (Narada, 2000) is a humble work with a renewed sense of melody. Sailing, Rokeby and Paradise are impeccable chamber architectures that deliver romantic feelings. The gentle lullaby Mansfield Park and the sprightly saltarello The Man From Stratford (and the even more medieval Zelda's Dance) display the old tricks with the usual class.

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