Lindsay Anderson
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Figlio di un generale dell'esercito britannico, ancorché studente a Oxford, dal 1946 critico cinematografico innovativo, diresse alcuni documentari di alto livello sempre più vicini all'Inghilterra della classe lavoratrice. Dopo un periodo di regie teatrali, contribuì nel 1956 alla nascita del free-cinema; diresse The sporting life (1963), dal romanzo di David Storey, esemplare per realismo e psicologismo delle tendenze del movimento, ma anche, per emotività, del temperamento dell'autore.

The White Bus (1966; 46 minuti, da Delaney) ha il sapere di una fiaba moderna, realista nel descrivere il ritorno di una ragazza nel paese natale, ma farcito di tocchi surreali.

Il successivo If (1969), ispirato a Vigo, e` strutturato a panelli Brecht-iani. Ogni pannello e` composto di scene austere, sintetiche e crude. Una critica dei metodi educativi nei collegi (dei suoi assurdi rituali repressivi), stravolge con truce compiacimento il modello del film sulla vita scolastica: gli insegnanti sono pazzi assatanati, gli studenti una torma di cavallette crudeli (scherzi goliardici come lo studente appeso a testa in giù sul WC, sesso selvaggio e sadico fra ribelle e la sua ragazza, la fustigazione del capo dei ribelli).

Alla festa di chiusura dell'anno scolastico, tre studenti ribelli sterminano gli autoritari professori. Mentre i quattro professori celebrano i loro secolari biechi rituali di autoritarismo, i tre si ubriacano e giurano di ucciderli. Durante le esercitazioni militari (una colossale finzione dentro la finzione che tutti meno i ribelli prendono sul serio) i tre ribelli si armano di vere pallottole e sparano freddamente a un farsesco professore, che, terrorizzato piu` che ferito, sviene. Vengono poi rimproverati e devono scusarsi con il "morto", conservato in un cassettone. Grottesco e surreale. Durante la messa con arcivescovo e generale, appiccano il fuoco in chiesa e poi massacrano dal tetto la folla in fuga; la folla viene prontamente armata e si scatena la battaglia; non si vede chi vince. Anch'esso si situa al confine fra fantasia e realtà, e assurge a metafora sulla voglia di eversione dalla realtà che cova in ogni uomo, che riflette sì il clima dei suoi tempi ma anche un più generale sentimento anarchico (tre studenti si ribellano all'assurdo regime scolastico). Come in Bunuel, la rappresentazione della realtà sfocia in una progressione di atrocità fantastiche. Monumentale affresco del tradizionalismo britannico, ridicolo, ma preso sul serio da troppi. Grottesco campionario di rituali e di discorsi deliranti al limite della parodia del nazismo.

O Lucky Man (1973) è una commedia picaresca con protagonista un giovane rappresentante in viaggio per affari, che matura la coscienza dello squallore in cui si dibatte l'umanità; durante la sua odissea passa da una esperienza all'altra sempre più tragica, e finisce a far l'attore con l'obbligo di ridere sempre. Continua la sua educazione attraverso la società corrotta di Londra, fino a diventare egli stesso totalmente corrotto. Favola allegorica. Il protagonista è un proseguimento dei tre ribelli, usciti dal collegio ed entrati nel mondo degli adulti.

Britannia Hospital (1982) è una satira furibonda e debordante contro tutto e tutti.
L'ospedale che sta festeggiando il giubileo (e l'invenzione di un uomo in laboratorio) con una visita della Regina, rappresenta tutta l'Inghilterra, una colossale nave di folli, sulla quale si attuano le prassi più grottesche: un picchetto di infermieri in sciopero impedisce l'accesso ai ricoverati d'urgenza, i medici perdono tempo in discussioni lasciando morire i pazienti da operare, un gigantesco congegno elettronico non può funzionare per mancanza di pulizie, il primario uccide i malati per derubarli degli organi più pregiati che conserva in frigorifero, etc... Nulla funziona e tutti si azzannano per difendere i propri interessi. Un giornalista che vuole denunciare l'accaduto viene decapitato dal primario per sostituire una testa andata putrefatta. In sala operatoria il mostro appena nato si ribella al suo creatore e questi decapita anche lui; seppure senza testa, il mostro riesce a strangolare l'assistente-amante del primario. Una folla di dimostranti impedisce l'accesso alla regina per protesta contro i lord e i dittatori che vi sono ospitati. il regale corteo si traveste perciò da vittime di un attentato (la regina in carro funebre), ma un'infermiera ribelle, amante del giornalista, svela il trucco riprendendo la regina a circuito chiuso e i manifestanti occupano l'ospedale. Nell'aula magna prendono posto tutti, nobili e plebei, per assistere alla dimostrazione del primario, e il film si conclude con il cervello artificiale da lui costruito che arringa al superuomo perfetto, liberato dalla violenza. Un nichilismo disperato e assoluto, gag feroci.

Whales of August (1987): due anziane sorelle, B: Davis e L. Gish, rimaste vedove (Gish accudisce dolce e salvite.?... la bisbetica Davis), ricapitolano la propria vita sull'isola selvaggia dove sono tornate tutte le estati a trascorrere le vacanze.

Anderson è il più personale e il più originale regista del movimento. La sua ideologia è contraddittoria per definizione: un umanitario cinico, un idealista pragmatico, un romantico realista, un politico intimista, un populista della classe media.

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