John Boorman
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John Boorman nacque in Inghilterra come critico e regista di telefilm o documentari, ma crebbe a Hollywood, dove imparò a sfruttare le potenzialità effettive dell'alto spettacolo a fini espressivi e morali altrettanto sconvolgenti.

Point black (1967) è un eccezionale film d'azione, un gangster-film sconnesso e onirico che rinnova il codice linguistico del genere attraverso il doppio lavoro sul montaggio e sul subconscio.

Lee Marvin è un gangster (Walker) che è stato tradito dalla moglie e da un complice nella prigione di Alcatraz. I due fuggono con il bottino di un colpo e lo abbandonano con una pallottola in corpo. Ma Marvin si è salvato ed ora è tornato per vendicarsi. Senza dire una parola, sbarca a San Francisco e va a trovare la moglie che adesso vive sola, mentre nella mente tempestano i ricordi. In un delirio figurativo la notte si porta gli incubi dell'uomo e la vita della donna, che, sconvolta dal rimorso, si è suicidata. Il silenzio irreale del vendicatore (e della colonna sonora) dà la misura della concentrazione e della determinazione con cui Marvin persegue il suo obiettivo.
Risalito a un commerciante d'auto, lo terrorizza con una infernale corsa in auto. Questi lo indirizza alla cognata, ma nel locale notturno dove si esibisce la donna è pronto un agguato: ne consegue una rissa feroce nel retroscena, sommersa dal clamore del rock psichedelico. La cognata si mette dalla sua parte, anche perché il traditore la desidera e le ha ucciso l'amico. Per penetrare nel grattacielo dell'organizzazione usa la ragazza come cavallo di Troia. Lei accetta di andare a concedersi all'uomo che odia, mentre lui, con un'azione diversiva nel palazzo di fronte, distrae le guardie e penetra nell'edificio. Irrompe nella camera all'ultimo piano dove i due stanno facendo l'amore. Marvin si fa dare i nomi dei capi dal vile che, nella colluttazione e nudo com'è, precipita di sotto.
Senza perdere tempo e senza farsi impressionare, Marvin va a rivendicare i suoi soldi dal capo del defunto. Questi finge di piegarsi, ma manda all'appuntamento in un canale artificiale il commerciante d'auto, in odore di disgrazia, con un pacco pieno di carta invece che di dollari. Ma Marvin ha intuito che c'è il trucco e pensa bene di procurarsi un ostaggio. Va a sequestrare il capo in persona e lo manda in avanscoperta nel canale. Il killer appostato non distingue il suo mandante e lo fredda al primo colpo. Con il secondo colpo uccide il disgraziato emissario. E poi, convinto di avere svolto il proprio lavoro a puntino, ripone l'arma e se ne va. Marvin, che ha assistito alla scena al coperto, perquisisce i cadaveri.
La caccia continua, anche se salendo di gerarchia, la lotta con l'organizzazione diventa sempre più impari e feroce. Ad indicargli la villa del successivo boss è l'ambiguo capo di una organizzazione rivale che sta cercando di convincere Marvin a mettersi con lui. Nella villa, mentre aspettano che il pezzo grosso si faccia vivo, Marvin e la cognata si accapigliano: lei, indispettita perché lui non la degna di uno sguardo (nonostante si sia inimicata l'organizzazione per lui), mette a soqquadro la casa e poi da un altoparlante gli rinfaccia la barbara caparbietà con cui insegue i soldi che in fondo non sono nemmeno suoi. Lui le da` la caccia per la casa, ma e` come inseguire un fantasma. QUando finalmente la trova, lei lo colpisce al capo con una stecca da biliardo. E lui finalmente la prende, per terra (ma vede se stesso far l'amore con sua moglie, e poi il traditore far l'amore con sua moglie). L'incantesimo che gli impediva di pensare al sesso sembra spezzato.
Quando arriva il padrone della villa, Marvin lo terrorizza. Si accordano per la consegna della somma di notte in un anfiteatro abbandonato della prigione di Alcatraz. Ci vanno insieme. L'elicottero arriva e deposita il pacco bene in vista. Ma quando sembra finita, il boss nelle mani di Marvin viene fatto fuori dal boss che aveva aiutato Marvin fin dal principio e che ora rivela di essere l'ultimo socio rimasto, quello che sarebbe venuto subito dopo nella lista della vendetta.
Marvin se ne resta immobile nell'oscurità, a spiare l'ambiguo sinistro alleato, che ha sfruttato cinicamente la sua sete di vendetta per eliminare i concorrenti alla scalata al potere e che ore cerca di sedurlo con l'offerta di un impiego stabile al suo servizio. All'alba desiste e se ne va, lasciandogli i soldi.
Marvin è un vendicatore irriducibile; ma non è soltanto sete di vendetta a spingerlo in avanti, tant'è vero che non si ferma neppure dopo che i due traditori sono morti. Lui ha bisogno di tornare in possesso di quel bottino, vuol vedere rispettata una giustizia assurda, che per lui è tutto. Quel denaro è lo scopo della sua vita, ha un senso quasi metafisico.

Preso nella ragnatela di una organizzazione Kafkiana, della quale non riesce mai a vedere il vero volto, solo e impotente, si scaraventa contro il nemico come un kamikaze. Il propellente psichico, la ridda di pensieri, sogni e ricordi che sciabola fitte atroci nella mente, si esaurisce solo quando l'obiettivo è raggiunto; davanti alla necessità di scegliere la sua nuova vita, l'uomo vacilla, confuso e smarrito.

Marvin compie un itinerario metafisico che lo porta nello stesso punto da cui è partito, senza aver risolto il suo vero problema: il senso dell'esistenza, spezzato quel giorno in cui perse moglie e amico, e con loro tutte le sue certezze.

Boorman si serve di tecniche apprese dal documentario, da Resnais, dalla psichedelia. Il suo obiettivo è il subconscio. Regista visionario, crea il mito di un fantasma invincibile ed immortale.

Hell in the Pacific (1968) è un apologo quasi alla Golding sulla convivenza umana. Un pilota americano e un ufficiale giapponese devono dividersi un'isola deserta; stabiliscono le regole per non doversi controllare di continuo e finiscono per diventare anche amici, ma la guerra li separerà di nuovo.

Leo the last (1970) conferma l'intento brechtiano del precedente: l'ultimo erede di una nobile dinastia si rifugia in un quartiere popolare e sembra condannato a trascorrere l'esistenza nella contemplazione della miseria che quelli della sua razza hanno causato.

Deliverance (1972) è un altro apologo sulla socialità dell'animale uomo, soprattutto quando al di fuori della rete di inibizioni del mondo civilizzato.

Four ordinary, average, middle-class men decide to spend a weekend canoeing down a river. They know that a dam is being built that will destroy the river. They pick a place at random and start their trip on two canoes. One of the canoe is attacked by two abominable men of the woods, who sodomize one of the two tourists and are about to do the same to the other one when their friends rescue them and kill one of the attackers (their leader kills him, with a bow). The friends argue on what to do with the corpse, and eventually agree that the best thing is to bury it in the forest and not tell the police. The friends resume the journey but tragedy strikes again: the rapids claim the life of one of them, and the leader, in a desperate attempt to rescue him, loses a leg. They are obviously lost. One of them climbs a steep wall of rock to look for the wild man who escaped: it's their only hope of finding their way out of the canyon. He finds him, but then has to kill him in order to save his own life. Then he slips and, after quite a jump, falls in the water. The three survivors resume their journey down the river. If nothing else, they find the corpse of the partner that drowned, but then they decide to lose it because it would arise suspicions. So when they finally reach a town, they concoct a story that they simply had an accident and got wounded: they don't want to have to explain the killing of two people. But their story does not hold water (the second canoe is found upriver from where they claim the accident happened, there were four life-jackets, and so on). The sheriff can't find any evidence that they committed a crime, though, so he lets them go. Outside workers are moving a church and even a graveyard, before they all get submerged by the new lake that the dam will create. Zardoz (1973) si compiace degli effetti figurativi al limite dell'onirismo, di cui Boorman è maestro, in un ambiente fantastico per definizione come quello avveniristico. Il film si apre con Zardoz che si proclama burattinaio di un possibile futuro, e ride sinistramente della vita degli uomini.
In un immaginario medioevo l'umanità è regredita e perseguitata dalla setta dei guerrieri sterminatori, barbari selvaggi e spietati, raffinati, casta degli immortali, che vivono in un lindo villaggio incantato, dotati di una disumana immortalità e di una gelida in-emotività (Roma decadente? 1984 di Orwell), che vivono in una specie di paradiso esclusivo che agisce sotto il comando di una sinistra testa barbuta volante di pietra e parlante (dio greco).
Uno degli sterminatori, Connery (Dante? Ulisse?) si insinua nell'astronave uccidendo Zardoz trasportato su un altro pianeta che, nel precipitare nel vuoto grida: "senza di me non sei nulla" (l'uccisione di dio da parte dell'uomo scienziato); scopre che tutto è stato edificato dalla...(dove continua?)
Due scienziate analizzano il mortale e decidono di tenerlo come servo, una crudele, l'altra più rispettosa, serva un giovane ozioso. Anche su quel pianeta ci sono dei rinnegati, puniti con l'invecchiamento. I vecchi vivono in un padiglione in perenne festa malinconica. Si va diffondendo un'epidemia di apatia che piano piano colpisce tutte. L'altra scienziata lo vuole uccidere, perché lo ritiene pericoloso. Ma la scienziata vuole avere il tempo di studiarlo e capire il suo significato. Il suo padrone, che si oppone, viene condannato alla vecchiaia. Va a trovarlo, e i vecchi, nell'apprendere che Connery è mortale, gli saltano addosso, desiderosi di morire. La scienziata buona lo interroga con la forza mentale per scoprire quale è il suo scopo lì, finchè lui non confessa. Durante un saccheggio con i suoi sterminatori capitò in una biblioteca e una mano misteriosa lo spinse a leggere un libro che gli rivelò chi era Zardoz. Il libro era "Wizard of oz". Connery decise di scoprire la verità. Quando Zardoz ordinò di non uccidere più, ma di fare prigionieri per coltivare i campi, Connery decise di scoprire la verità penetrando la maschera di Zardoz. La scienziata cattiva gli svela la storia del villaggio: quando il pianeta cominciò a morire, i ricchi fondarono l'oasi e si isolarono dai poveri che soffrivano e morivano. Connery è pericoloso e la scienziata cattiva gli fa dare la caccia per ucciderlo; Connery si nasconde fra gli apatici, che si mettono a baciarlo e baciandolo riacquistano vita; cade nelle mani del branco di vecchi, si libera; il suo ex padrone, già vecchio, gli rivela che i vecchi sono gli scienziati che scoprirono l'immortalità, ma che, legati alla mortalità, diverranno in seguito rinnegati. ...? sta per cadere nelle mani delle donne capitanate dalla scienziata cattiva, ma la scienziata buona gli trovava mentalmente tutto lo scibile umano. Il segreto dell'immortalità è un cristallo che è stato messo nel cervello di ogni persona; e gli compare Zardoz vestito da prestigiatore sarcastico che irride la scienziata cattiva, lo trova ma non riesce a pugnalarlo, lo ama, e svia le altre in modo che non lo trovino; il ribelle può così affrontare il mago che lo sfida a uccidere dio e penetrare nel cristallo da cui ha origine l'immortalità e chi è riflessi nel labirinto senza uscita si trova di fronte a se stresso mascherato da sterminatore spara e uccide.
E' la fine dell'incantesimo: il più anziano dei vecchi finalmente muore, l'astronave telecomandata precipita, il mago risuscitato si mescola alla folla che segue Connery (Cristo?) e sostiene di aver ispirato anche quella stessa rivolta, il ribelle gli rinfaccia che qualche forza più grande ha guidato lui; gli sterminatori irrompono e sterminano gli eletti che ora anelano alla fine; il mago ancora nei panni di surreale prestigiatore da avanspettacolo spira dopo aver fatto comparire un colombo, e al culmine del massacro (che in un certo senso è il loro orgasmo) il ribelle e la scienziata cattiva nascostisi in una grotta fanno l'amore e concepiscono una creatura.
La fantascienza di Boorman è comunque selvaggia e terrestre, più vicina alle leggende mitologiche, alla Bibbia, ai poemi omerici, alle mille e una notte della tradizione celtica che alle saghe tecnologiche di Hollywood. Irrazionale fino allo spiritualismo, Boorman continua a disquisire sull'essenza dell'essere umano, valendosi di toni metafisici e di un repertorio inesauribile di virtuosismi figurativi. Rielaborando miti antichi e moderno con opulenti e diaboliche magie visive, con un catalogo stordente di enigmi iconografici, Boorman racconta una favola per bambini che diventa una satira dell'umanità (il dio di Zardoz non è altro che un illusionista da varietà che si è ispirato al "Wizard of Oz".

Exorcist 2 (1977) dilaga nei meandri del misticismo e del demonismo in un modo sempre più semplicistico. L'horror demoniaco di Friedkin si tramuta in un forsennato delirio figurativo onirico, etnico e filosofico.

Un gesuita fruga nel mistero della morte del suo maestro, l'esorcista del film precedente, e scopre così che un demone si rivela attraverso le crisi epilettiche di una giovane, la fanciulla del film di Friedkin ora cresciuta, matura e collaborativa. Ha inizio una lotta tenace fra i due emissari dei diversi poteri morali, in un caleidoscopio di incubi, visioni e magie. Un viaggio nei tenebrosi paesaggi della mente, che riporta a galla rituali di altre epoche e di altri continenti e scene di morte.

Excalibur (1980) affonda la macchina da presa in un museo di armature medioevale ad inseguire la spada fatata di Re Artù. Il medioevo di Boorman è in realtà una tetra rappresentazione della nostra era: violenza e fame ad ogni angolo, un totale cataclisma dell'irrazionale che porta Merlino a rimpiangere l'epoca antica, quando gli uomini erano puri. Eppure è proprio Merlino a tessere la trama; ma una volta messa in moto la macchina, deve assistere con disgusto alle tresche di palazzo (Lancillotto che insidia la regina Ginevra, Artù che mette in cinta la sorella Morgana, fino al duello conclusivo fra il Re e suo figlio). Merlino è l'uomo moderno, che deve imparare a gustare la società depravata che mise in moto per nobili intenti. L'irrazionalità dell'avventura umana. Un misticismo negativo, onirismo e mitologia. Il sogno e il mito. Ovvero il subconscio individuale (Freud) e il subconscio collettivo (Jung).

Emerald Forest (1985) è la storia di ciò che capita fra il momento in cui il figlioletto di un ingegnere, impegnato nella costruzione di una diga, viene rapito da una tribù della foresta amazzonica e il momento in cui si ricongiungono, dieci anni dopo. La trama è in realtà il pretesto per scenari di natura selvaggia, rituali primitivi, e avventure gratuite, di visualismo antropologico.

Hope And Glory (1987) e` una nostalgica e idilliaca recollection, dove tutti gli eventi della guerra vengono rivisti come magici e fiabeschi attraverso gli occhi di un bambino che la vive in un sobborgo londinese. E` anche una galleria di macchiette eccentriche nella tradizione Dickens-iana.

At a movie theater, ordinary folks watch a newsreel about the likelihood of war, while children make a lot of noise. War does erupt. A middle-class family gets drawn into the war when the father enlists in the army and goes off to war. Grace, the mother, is left home to take care of the three children. Dawn, the elder daughter, is already a teenager; Bill is still a boy; Sue is just a child. The bombings rapidly lose their threatening power and don't quite scare the children anymore, who run outside to look at the flames in the night. The bombing is a monumental show that mesmerizes adults and excites children.
On their way to school Bill and Sue overhear somebody making love in the ruins. The teacher teaches discipline and patriotic spirit into the children. On the way back home the children witness the take off of a giant balloon. Children search the ruins for bomb shells. Bill is taken by a gang of children who are collecting bomb shells and who are ready torture him. They have to dream up a story to save himself and is then accepted by the gang.
The entire village comes out when a pilot parachutes down from the sky littered with balloons. They are terrified by the enemy. A police officer armed with a baton, and who is no less afraid than the crowd, arrests him.
Bill's teenage daughter is crazy for the Canadian troops who are training in the neighborhood.
One bomb misses their house narrowly, causing devastation while the family is running to the shelter. The following day they realize the extent of the damage. Bill is all excited that a playmate's mother has been killed and runs around to tell everybody. His sister Sue, more compassionate, asks Pauline if she wants to play with them.
Pauline is then captured by the gang of naughty diggers who want her to see her cunt. She first refuses by then the little boss of the gang offers her a necklace they found in the rubbish and she accepts to lift her dress if they line up.
Mother and daughter argue. The mother was brought up with tight morals, but her daughter seems to have no morals, disoriented by the war. Grace slaps her harder and harder, but then they hug and cry, while Bill and Sue observe amazed and confused from upstairs.
Father comes to visit and brings german jam as a present, but Grace is afraid it is poisoned. He has not been assigned to fighting, he just works in an office. Dawn introduces her Canadian fiance`, Bruce, to the family.
A balloon goes astray and destroys one chimney after the other. Instead of panicking, the citizens are amused.
One night Bill and Sue spy on Dawn and her lover having sex in the next room, and Sue comments on how inexperienced they look compared with their parents.
Grace's neighbor and friend boasts with her about her secret affairs.
At the Christmas party their grandfather gets drunk and toasts all the women he has had sex with. Bruce has to go to the front and says goodbye to Dawn. Father also has to leave.
Returning from a picnic by the sea with a friend (and old flame) of Grace, the family finds that their house has been destroyed (not by a bomb, but by a fire). The family is forced to move in with their grandfather, who lives in the countryside by the river. Out of the blue, Dawn reveals that she is pregnant (the grandfather think they are talking of how long they will stay with him, while they are talking of how many months the girl's been pregnant). Under the casual guidance of his grandfather, Billy gets to learn fishing and punting, while Grace and Dawn finally find some peace.
A plane bombs the river while Bill and Sue are rowing in it. Bill happily collects all the dead fish that come up and brings them back home.
On another boat trip, they are met by Bruce, who has returned to rejoin Dawn. Bruce and Dawn get married, but the military police comes to arrest Bruce who has deserted. The ceremony is still in progress and by the end of the party Dawn has actually given birth to a baby.
The grandfather takes Bill back to school, but the children are celebrating that the school has been destroyed by a stray bomb, indifferent to the schoolmaster's threats of punishment. Tha grandfather joins in the excitement and laughs all the way back home.
Boorman's film is a symphony of voices. Hope and Glory" is a non-narrative movie made of Dickens-ian sentimental vignettes and affectionate caricatures. Boorman is careful to create contrast: every potentially sentimental moment is interrupted by a comic happening. The movie virtually turns into another movie when the grandfather appears. Billy's grandfather and his clumsy humanity become the biggest influence in Billy's life. Suddenly, it is no longer about observing adults but growing to become one of them. And the setting has changed to a Renoir-ish pastoral parable. None of the characters is completely positive: gangsters, bitches, idiots, cheaters, drunkards, ... Boorman's is a symphony of dissonant voices.
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