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Niki Caro
Whale Rider (2003), based on a novel by Maori author Witi Ihimaera, talks of female emancipation in a primitive society, but, mainly, is a fairy tale that mixes magic and realism.
In a hospital a Maori woman is giving birth (oneiric account of the birth of the
baby, with the recurring image of a whale). It turns out she's the wife of
the son of the chief. For centuries the Maori village has been run by chiefs who
were first sons of chiefs (the legend says that the first chief was carried to
that village by a whale). But this time the mom dies and of the two twins the
only one that survives is the girl. The father is devastated and decides to
leave the island. The girl is raised by her grandparents, who are nice and
kind to her but clearly would have preferred a boy.
Years later, Pai is a star in a school performance. She absorbs the culture of
her people from her grandfather. Her father comes to visit and is confronted
by his father: clearly the old man does not approve of the young man's lifestyle,
but the young man has decided that he is not interested in the traditions of
his people. He has a German girlfriend who is now pregnant.
Pai decides to follow her father and leave her grandparents. After all, she
(as a girl) has no future there. But she changes her mind when the ancestral
whale appears in her dream. Her father has to take her back to the grandparents.
Granpa is not happy to see her back. He is beginning to train the boys of the
village for the job of chief. The training is only for boys, but Pai tries to
attend. Rejected, she tries to peek. Eventually, she asks her uncle to teach
her martial arts. When a boy challenges her, she wins. Her grandpa is outraged
that she wants to break an ancient taboo. Worried about bad omens (he lost
his talisman, a whale's tooth), grandpa expels the girl from the house.
He doesn't know that the girl dived in the sea and recovered the whale's tooth
when no boy could do it. When the girl performs again at school, the seat of
her grandpa is empty. He heard a voice calling him to the sea. The village
finds the old man at the beach, surrounded by whales that have washed ashore
and are dying. The villagers frantically pour water on them, trying to save
them, but the whales want to die. Grandpa seems to blame the girl for this
catastrophe. But the chief whale begins to move when Pai touches it, and soon
Pai is riding on the back of the whale into the ocean. Then grandma tells
grandpa that the girl recovered his whale's tooth. Finally, grandpa accepts
the idea that this girl is meant to change the traditions. The girl is
found alive, and soon she takes her role as new chief, while her father is
soon to become the father of a German baby.
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(Translation by/ Tradotto da Deborah Papisca) .
Whale Rider (2003), tratto dal romanzo dell’autore Maori Witi Ihimaera, è una storia sospesa tra realtà e magia, che affronta il tema dell’emancipazione femminile nella società primitiva Maori.
In un ospedale, la donna del capo di un villaggio Maori dà alla luce due gemelli: un maschio e una femmina, ma durante il parto la madre e il maschio muoiono. Rimane così un’unica discendente, Pai, che ripudiata dal padre, perché femmina, non viene accettata come erede della tradizione del suo villaggio, che da oltre mille anni crede di discendere da un uomo che cavalca le balene (la balena infatti rappresenta una immagine onirica ricorrente nel romanzo).
Il padre di Pai, abbandona il villaggio affidando la figlia ai nonni che la cresceranno amorevolmente pur rammaricandosi di non avere avuto un nipote maschio.
Passano gli anni, nel frattempo Pai risulta essere molto sensibile alla cultura ed alle tradizioni del suo popolo. Un giorno il padre di Pai fa ritorno al villaggio e il nonno, piuttosto restio a condividere la scelta del figlio di aver abbandonato le antiche tradizioni del villaggio, per una stile di vita lontano da quello Maori, viene a conoscenza del fatto che il padre di Pai è fidanzato con una donna tedesca e che presto avrà un figlio. Il padre di Pai decide di ripartire portandosi con sé Pai, dopotutto lei non ha alcun futuro nel villaggio.
Qualche tempo dopo la ragazza decide di ritornare al villaggio in seguito ad uno strano sogno in cui le appare una balena.
Pai, tuttavia, non è ben accolta da suo nonno il quale nel frattempo ha cominciato ad addestrare tutti i maschi del villaggio per capire chi di loro possa essere il capo predestinato. Nonostante sia impossibile per Pai frequentare l’addestramento, ella cerca in tutti i modi di sbirciare i vari insegnamenti e chiede a suo zio di insegnarle le arti marziali: ad ogni combattimento con un ragazzo Pai ne esce sempre vittoriosa. Il ritorno al villaggio di Pai e la perdita del prezioso talismano, un dente di balena, sono di cattivo presagio per il nonno che in verità non è a conoscenza del fatto che proprio sua nipote è riuscita a ritrovare il talismano (cosa che nessun ragazzo addestrato a divenire il capo del villaggio sarebbe riuscito a fare).
Un giorno, sulla spiaggia, gli abitanti del villaggio scoprono un gruppo di balene arenate e moribonde, subito tutti quanti cercano di salvarle cominciando a gettare freneticamente dell’acqua sulle povere bestie che sembra si stiano lasciando morire.
Il nonno di Pai si convince definitivamente che causa di tutto questo sia proprio Pai e che la morìa delle balene sia il segnale della fine della tribù. Ma Pai, salendo sulla schiena del capo delle balene e tuffandosi con essa nell’oceano, riuscirà a dimostrare agli abitanti del villaggio, e soprattutto a suo nonno, che è lei la predestinata, colei che discende dall’uomo che cavalca le balene. Nel frattempo la nonna di Pai scopre che il prezioso talismano è stato ritrovato da Pai, lo rivela al marito, che presto si dimostrerà disponibile a cambiare le antiche tradizioni del suo villaggio, accettando di nominare Pai come unico e degno capo del suo popolo. |