Il Disgelo

RÖMM 01

KALATOROV 03

ABULADZE 24

PARADZANOV 24

ALOV 23

CUCHRAS 21

BONDARCUK 20

KULIDZANOW 24

CHUT IEV 25

 

'45 Yalta, ONU

'46 Guerra Fredda, sfere d'influenza, Mao Tze-Tung

'48 Titoismo, 1^ Guerra ebrei-arabi

'49 1^ atomica sovietica

'50 Guerra di Corea

'51 1^ bomba "H" USA

'53 Rivolta a Berlino Est, 1^ bomba "H" URSS, Equilibrio del Terrore, deterrente nucleare

'54 Kruëv, destalinizzazione, Coesistenza Pacifica, Distensione

'56 Crisi di Suez/Nasser, Rivolta Ungherese/Nagy, Tito/Nehru/Nasser: Non-Allineamento

'61 Muro di Berlino

'62 Crisi di Cuba, Guerra del Vietnam, intervento americano, Albania rompe

'64 Breznev

'66 Rivoluzione culturale cinese, accusa di revisionismo

'68 Primavera di Praga/Dubcek, disordini studenteschi in Occidente, dottrina Breznev sulla ["sovranità limitata "

'69 Gheddafi, Brandt, scontri sull'Ussuri

'71 Trattato d'amicizia indo-sovietico, politica del ping-pong

'72 Parità strategica, Distensione, SALT-1

'73 Guerra del Kippur, golpe contro Allende

'75 Vietnam

'76 Muore Mao, Eurocomunismo

'77 Schleyer

'78 Moro, Woityla

'79 Khomeini, sandinisti, guerra indo-vietnamita

43.

'80 "Solidarnosc" di Walesa e Kuron, invasione Afghanistan, Olimpiadi di Mosca

'82 Embargo USA contro gasdotto siberiano, "bulgarian connection" accusata dell'attentato [contro il Papa, Andropov

 

* * *

Il maresciallo Stalin uscì trionfatore dalla Seconda Guerra Mondiale, ma con una nazione duramente provata. La ricostruzione richiese sacrifici disumani (lavoro coatto dei prigionieri di guerra e di quelli politici, riparazioni imposte ai Paesi satelliti, limitazione della produzione dei beni di consumo), ma portò in breve tempo l'Unione Sovietica al rango di seconda potenza mondiale.

In politica estera Stalin accentuò accentuò il significato delle "sfere d'influenza" stabilite dalla Conferenza di Yalta e provocò la Guerra Fredda, uno stato di tensione permanente caratterizzato da un continuo riarmo e da una strenua lotta a livello planetario per estendere quelle sfere d'influenza. L'avvento al potere di Mao Tze-Tung consolidò il prestigio del Comunismo; l'atomica sovietica sancì l'inizio dell'"equilibrio del terrore"; le decine di piccole guerre che stremarono Paesi periferici, come la Corea e la Palestina, contrapposero i due blocchi per via indiretta. In politica interna Berija diresse la repressione attuata scentificamente dalla polizia segreta e Zdanov impartì le direttive del culto della personalità e del "realimo socialista" al mondo artistico.

Nel 1953 Stalin morì e il suo trono venne ereditato dal più umano Kruëv, che in occasione del Ventesimo Congresso del Partito fece un rapporto sui metodi criminali impiegati dal suo predecessore. In politica estera le rivolte di Berlino Est e di Budapest soffocate nel sangue, l'erezione del muro di Berlino e la crisi di Cuba acuirono la tensione internazionale. In politica interna l'ambizione di raggiungere la produzione e il reddito statunitensi si rivelò utopistico, ma comunque le condizioni di vita del cittadino sovietico migliorarono sensibilmente; la campagna di sfruttamento delle terre vergini dell'Asia Orientale contribuì a cementare la coesione delle repubbliche sovietiche ed elevò notevolmente il livello culturale di quelle asiatiche.

I fallimenti su entrambi i fronti causarono la destituzione di Kruëv; Breznev vinse la corsa alla successione, mentre scoppiava clamorosamente la dissidenza interna (intellettuali e scienziati) ed esterna (rottura jugoslava, cinese, albanese ed eurocomunista), con accuse dall'una di dittatura burocratica e dall'altra di revisionismo social-imperialista.

Breznev enunciò chiaramente, dalla Primavera di Praga all'invasione dell'Afghanistan, la dottrina della "sovranità limitata". Durante il suo regno i confini dell'impero sovietico raggiunsero la massima espansione, varcando la tradizionale sfera d'influenza e penetrando negli altri continenti (dall'Etiopia al Vietnam, dal Nicaragua alla Libia). Breznev portò altresì l'Unione Sovietica alla parità strategica con gli Stati Uniti. Ma in politica interna permasero le condizioni di rigida sospensione dei diritti d'espressione e una palese povertà del cittadino sovietico nei confronti di quello occidentale. L'intensificazione degli scambi economici, dovuta principalmente all'"Östpolitik" di Brandt e alla "Distensione" dell'era Kissinger, favorì comunque la ripresa culturale.

In generale gli anni Quaranta e Cinquanta furono i più duri per l'espressione artistica. Il disgelo (1954) di Ehrenburg segna l'avvio di una fase di maggior elasticità da parte della censura; vengono infatti riabilitati diversi uomini di cultura coinvolti nelle purghe staliniste e l'Ivan Denisovic di Solgenicin completa il processo di critica dei metodi staliniani. Ma l'avvento di Breznev significò una nuova chiusura, una nuova restrizione delle libertà artistiche.

Gli anni Sessanta si aprono alla satira, alla commedia, alla fantasia.

Il cinema soffrì particolarmente di questo stato di cose, essendo monopolio delle case di regíme. La retorice e la propaganda svilirono le opere dei pochi talenti in circolazione, raramente il privato o il fantastico giunsero sullo schermo. Negli anni Sessanta in compenso si affermarono le cinematografie periferiche dell'impero, più vicine al folklore, al quotidiano, alla leggenda agli esperimenti formali del futurismo.

44.

In Georgia Peretiani, Nikolaj engelaja e Ciaureli avevano iniziata la scuola più feconda: Abuladze, Joeliani, Georgij engelaja, Danelija.

In Ucraina Savcenko.

In Estonia Kalio Küsk [ Il prezzo della morte chiedetelo ai morti (1978)].

In Lituania Zalakavicius.

In Armenia Bikhazarov e Parazdanov.

In Moldavia Loleanu.

In Kirghisia Okeev

In Bielorussia Dzigan.

Sono principalmente le cinematografie periferiche a contribuire alla varietà e alla complessità del cinema sovietico dei Settanta, in particolare quello gergiano, forte di una tradizione che risale ai tempi dello zar e ricco di folklore: il suo filone etno-pittorico, sorta di cavalleresco umile, oltre a mitologizzare in senso socialista gli eroi popolari, costituisce uno dei filoni più influenti. Inoltre la cultura georgiana esalta il vagabondo individualista, innocuo e scanzonato, che non si lascia irregimentare da alcuna società, una figura poco positiva dal punto di vista socialista ma inestirpabile dal fertile suolo della leggenda popolare. E questa figura comico- avventurosa ha originate diverse delle più riuscite commedie georgiane.

Messi al bando i film di pura evasione (avventura, gialli), dominano i film di guerra (aggiornati alla Grande Guerra Patriottica secondo la solita "ars retorica", sovente in proporzioni "kolossal"), i film del lavoro (sul kolkhoz e sulla fabbrica) e le trasposizioni letterarie, ma hanno il loro spazio anche le commedie, i film per ragazzi, i melodrammi, i documentari, prodotti sempre decorosi. Piano piano i protagonisti oleografici del realismo socialista cedono il posto a personaggi più problematici, travagliati da crisi esistenziali; non a caso agli eroi virili della Rivoluzione subentrano in massa eroine del focolare domestico. Se il cinema progressista dei Paesi capitalisti riflette dalla crisi della borghesia, quello dell'Unione Sovietica rivela la crisi del Comunismo; nonostante i condizionamenti, i film si portano dietro il malessere diffuso nel ceto medio, e i cineasti finiscono indirettamente per tornare ai modi espressivi dei grandi intellettuali dell'era zarista: Go'gol, Toltoy, Dovstoevskij, Cechov. La sfera psicologico-affettiva è soprattutto terreno di caccia dei due maggiori sceneggiatori degli anni Settanta: Evgenij Gabrilovic e Vasilij Sakgin.


45.

Kira Muratova

Quadri ambientali, profili psicologici, esistenzialismo, decadenza [Korotkic vstreei (1967); soprattutto Dolgie provodj/ The Long Farewell (1971) delicato dramma domestico, da alcuni considerato il miglior film sovietico del periodo.


Bulat Mansucov

La schiava [nel primo dopoguerra una giovane nomade si ribella al padre e va a vivere con un ex-prigioniero fra le rovine di una moschea].


Bolothek Samaev Samcev

Kirghizia

Le prime gru [un ragazzo di campagna sostituisce il padre che combatte al fronte ma viene ucciso da un ladro di cavalli]; Il battello bianco [(1976) lirico e onirico: un bambino vive con la nonna, che adora, in uno sperduto paesino della foresta kirghisa: il nonno gli insegna ad amare la natura, ma un giorno uccide un cervo; il bambino si sente tradito e scappa verso il lago dove si dice viva il padre, a bordo di un battello].

 

Vitalij Melnikov

 

Zdravituj i proscaj [(1972) una donna abbandonata dal marito si innamora di un altro]

 

German Lavrov/ tanilav Ljubin

 

Pozovi menja v dal'svetluju [(1977) sceneggiatore Sukin: una vedova assillata dal fratello perchè si sposa e da un grigio pretendente decide di tornare al villaggio con un figlio]. Commedia d'ambiente suburbano.

 

 

 

 

 

 

46.

Bagrat Aganesjan

Armenia

 

Allievo di Tarkovskij. Osennee solnce [(1979) una contadina energica si aliena l'affetto del marito e non comprende le scelte dei figli]; Chozjain [(1984) guardia forestale fanatica intollerante ma esemplare in un mondo di ladri e truffatori].

 

Mark Osepjan

 

Tre dunja Viktora Cerneva [(1968) gioventù metropolitana anticonformista]; Ivnor kater [(1972) un ragazzo alienato, un capitano di battello fluviale obsoleto e inefficiente, e un giovane macchinista che predica la meritocrazia].

 

Viktor Tregubovic

 

Starje stenj [(1973) una direttrice di fabbrica innamorata di un ingegnere di cui non condivide i metodi di lavoro].

 

Lana Gogoberidze

 

Neskolko intezvjn po licnjm voprosam [(1978) ritratto di una madre di famiglia in crisi con il marito, nonostante l'apparente accordo].

 

Eldar engelaja

 

amanivili [(1978) commedia ironica con climi paranoici: un nobile decaduto va in cerca della donna che il suo caduco padre vuole sposare, ma la vuole sterile, in modo da non dover dividere l'eredità con alcuno, sennonchè ne sceglie una che è già incinta, al termine di un lungo viaggio]; Cudaki [(1974) un religioso e il suo giovane assistente realizzano una macchina fantastica che usa come propellente l'amore]; Neobjknovennaja vistavka [(1968) commedia colorita]; Solubje gorj [(1984) apologo catastrofico: uno scrittore cerca di convincere i burocrati a pubblicare il suo libro, percorrendo i corridoi pieni di crepe della casa editrice; un giorno i muri crollano; ma la storia è la stessa nel nuovo edificio].

47.

Elioe Eschmuckamedov

uzbeko

 

Come sono i nostri giorni [due ragazzi comunisti di Takent: uno soccorre una giovane che i teppisti cercano di violentare, entra nelle grazie del padre di questa che gli fa fare carriera e gli concede in moglie la figlia; l'altro, operaio, picchia un delinquente e finisce in carcere; si incontrano di nuovo, l'uno ricco ma depresso, l'altro povero ma pieno di entusiasmo].

 

Algimantas Vidugiris

 

Uomini senza donne [quattro elettricisti in una zona sperduta delle montagne kirghise].

 

Vadim Abdraitov

 

Slovo dlja zascitj [(1976) una giovane avvocatessa stringe amicizia con una omicida che ha ucciso per amore].

 

Aleksandr Mitta

 

Gorj Gorj Moja Zvezda [(1970) commedia che si svolge durante la Guerra Civile nei villaggi del sud, dove tre artisti: uno porta i drammi a Majakovskij, uno scolpisce operai e dipinge falce e martello, uno cerca soltanto di vendere i propri film]; Atterraggio zero [(1980) apocalittico "ekipazh": quattro membri di un equipaggio, con diversi problemi e dai rapporti complessi, soccorrono i terremotati di una regione fuori mano e li portano in salvo all'aereoporto di Mosca con un atterraggio disperato].

 

Genrich Maljan

Armenia

 

Naapet [(1977) un uomo solitario segnato da un tragico destino ritrova la voglia di vivere a contatto con una piccola comunità]; Trengolnik [(1967) episodi di vita in un paese attorno a un bambino e i cinque fabbri della sua fucina], Mj i nasj gorj [(1970) pastori affamati rubano due pecore ad altri e le mangiano, poi subiscono l'indagine di un poliziotto burocrate].


Jaris Ozerov

Cantore di regíme nelle monumentali rievocasioni belliche: Osvo-bodzenje in tre parti e Soldatj svobodj (1977) in quattro parti sul soldato della libertà Breznev.


Larisa Sepikto

Vokozdenje [(1976) la storia del sacrificio eroico di un santo-combattente].


Aleksej German

Dvatcat duej bez voinj [(1978) i retroscena della guerra, piccoli grandi casi umani].


Sergej Solovev

L'erede diretta [favola di un'adolescente insicura al suo primo amore]; Il soccorritore [un regista televisivo gira un documentario sugli allievi di un suo amico e uno di essi salva una ragazzache vuole suicidarsi].


Arkadis Sirenko

La sorgente [un villaggio durante l'occupazione nazista; quadro corale di umili eroi]


Mana Mcelidze

Georgia

La prima rondine [(1976) commedia sulle origini del football georgiano].


Jakov egel

Prosajte golubi [(1961) storia di un'adolescente].


Bazov

(v. quad. 11)


Vladimir Mensov

La presa in giro [tre studenti appassionati di musica pop aizzano i compagni contro una professoressa arcigna].

Mosca non crede alle lacrime [(1980) tre donne a Mosca, parata di sentimenti, due trovano marito, la terza resta incinta, cresce la figlia da sola, fa carriera e alla fine sposa un capo operaio].


Moisei Kalik

Allievo di Jutkevic a Mosca, si trasferì in Moldavia.

Koljbel naja [(1960) lirismo del disgelo]; Celovek idetza solncem [(1962) novella magica di un bambino (Alice in Wonderland ) che corre dietro al sole e finisce in un mondo magico, al limite del "nonsense"]; Dosvidanija malciki [(1963) tenera storia di tre ragazzi passati attraverso la guerra].


Elom Klimov

Continuatore della commedia eccentrica di Kozincev in Dobro pozalovat ili postorannim vchozaprescjon [(1964) il mondo dei bambini contro la grigia società degli adulti]; Pochozdenija zubnogo vraca [(1966) un dentista dotato del potere soprannaturale di estrarre denti senza dolore; allegoria nel ruolo dell'artista/scienziato]; Agonija [(1970) radiografia del sistema zarista sotto il regno di Rasputin]; Idi j smotri [(1985) ricostruzione dell'eccidio di bielorussi ad opera dei nazisti visto dagli occhi di un bambino, unico scampato].





50.

Pavel Ljubimov


Tjotka  gialkami [(1964) una vecchia perseguita un giovinastro che la ripaga con il disprezzo: conflitto generazionale]; Zencinj [(1966) femminismo romanzesco].


Juri Jlienko


Fotografo di Parazdanov. Noch nakamme Ivana Kupalj [(1967) figurativo e poetico come Parazdanov]; Belaja ptitsa  cheinoj otmetinoj [(1971) affresco ferocemente surreale della guerra nei villaggi]; Nape recor vemu [(1972) biografia di un eroe].

&


Ali Chamraev

uzbeko


Bez stracha [(1971) rievoca la liberazione della donna dall'imposizione di portare il velo]; Sedmaja pulja [(1972) western commerciale]; Triptik [(1979) vita quotidiana di tre donne]; Celovek uchodit za pticami [(1975) folk nazionale: nel medioevo un orfano povero e buono, idealista, un desichiano Totò, che offre amicizia e generosità, ma in cambio ottiene soprusi e crudeltà; alla fine impara a difendere con la forza i valori in cui crede; favola morale]; Ja tebja pomnja [(1986) un giovane va a cercare dove è sepolto il padre ucciso in guerra, per portare un po' della terra a sua madre; il viaggio picaresco di iniziazione alla vita].

&


Kalio Kiisk

Estonia


 

Il Disgelo [(1963) su una piccola isola di pescatori durante l'occupazione]; Il prezzo della morte chiedetelo ai morti [(1978) angosciosa rievocazione degli inquieti anni Venti estoni che mescola suspence, lotte clandestina, psicologia: un capo rivoluzionario cade nelle mani delle autorità che, non riuscendo a farlo parlare, lo usano come merce di scambio con i sovietici ma poi lo sopprimono]; Viole di bosco [(1980) nell'immediato dopoguerra un coraggioso capitano si infiltra in una banda di fuorilegge e riesce a debellarla; anche qui il protagonista non è un eroe oleografico ma un uomo travagliato da problemi quotidiani, un uomo maturo, fedele alla sua morale (più che al suo ideale)]; Bezumie [(1970) in un manicomio in terra occupata dai nazisti, i nazisti vorrebbero uccidere tutti ma prima devono scoprire chi è la spia inglese che vi si nasconde; ferocia e innocenza si confrontano e il comandante tedesco finisce per impazzire].


51.

Jolummun Okeev

Kirghisia

 

Allievo di Romm. Mebo nashevo detstva [(1967) un adolescente]; Poklonij Ognju [(1972) epica lotta contro i pregiudizi patriarcali da parte di una contadina che viene eletta presidente di un kolchoz]; Ljutj [(1974) commovente amicizia fra un cane e un bambino]; Ulan [(1977) ritratto di un alcoolizzato].

 

Aleksej Saltjkov

 

Allievo di Romm, diresse con Mitta film per ragazzi. Prededatel [(1964) critica del terrore staliniano nelle campagne del dopoguerra].

  epitko

 

Znoj [(1963) aspro, d'ambiente kirghiso]; Krilja [(1966) ritratto di un'anziana sola e disadattata, frutto delle distorsioni sociali]; Rodina elektricetva (1968); Ti i ja [(1971) crisi di coscienza di uno scienziato]; L'ascesa (1977).



Michail Kalatozov

Vladimir Barov

Zizu prosla mimo, anni 1950, gangster.

Diresse negli anni Sessanta due dure requisitorie contro i mali del sistema: Bitva v puti (1961), denuncia dei dirigenti autoritari e corrotti, Tiinà (1964), rievocazione del dopoguerra.


Goderdzi Cocheli

Georgia

Tristezza umana (1985) tragicomica guerra dichiarata da un villaggio montano ai belligeranti per vendicare un fatto d'onore; apologo metafisico che si chiude con la morte della promessa sposa; ogni personaggio è la maschera di un presepe, e un pastore in persona persino Dio, maschere in genere grottesche; folklore antico.


Suchrat Abbasov

Uzbekhistan

Takent (1968), odissea di un bambino.

Abu Racin Beruni (1974), kolossal-biografia di un matematico dell'anno mille alla Rublëv(Tarkovski).


Tenghiz Abuladze
Sergej Parazdanov

Aleksandr Alov

Allievo di Gavcenko, Aleksandr Alov diresse a Kiev in coppia con Vladimir Naumov Veter ('58), rievocazione degli anni Venti condotta con brio sul filo del montaggio delle attrazioni.

Mir vchodiacemu (1961), in piena coesistenza pacifica.

Skvernij anekdot (1966), satira tratta da Oostevskj che suscitò le ire della censura, prima di realizzare Beg (1970), versione patetica di un grottesco bulgakoviano.


Grigorij Cuchraj (o Chukrai)

Grigorij Cuchraj potè dirigere il patetico Sorok pervyj (1956) grazie al disgelo kruscëviano: durante la rivoluzione a una infallibile tiratrice che ha già ammazzato quaranta nemici, viene affidato l'incarico di scortare un prigioniero; durante il viaggio se ne innamora, ma quando l'uomo cerca di fuggire e raggiungere i suoi, lei gli spara.

Ballada o soldate (1959) è una accorata denuncia della assurdità della guerra attraverso la figura di un umile soldato che torna a casa, in licenza premio per aver compiuto un'impresa eroica, e durante il viaggio perde tempo a soccorrere diverse persone in difficoltà; gli resta così poco tempo da trascorrere a casa; riparte subito per il fronte dove l'aspetta la morte.

Citoe nebo (1961), attraverso la figura di un reduce ingiustamente persegutato dalla polizia, denuncia i metodi staliniani.

Zjljbilj tarik so tarchoj (1964) confermò l'indirizzo romantico e moralista del regista.

La vita è bella (1979) è il mediocre melodramma avventuroso di un taxista che, in un paese fascista, si trova coinvolto suo malgrado nella resistenza a fianco di una bella partigiana e che, arrestato dalla polizia e rinnegato dai patrioti, sceglie la causa dei rivoluzionari e organizza la fuga.


Sergej Bondarcjuk

Allievo di Gerasimov a Mosca, Sergej Bondarcjuk fu da questi lanciato come attore nel 1948, e da allora divenne l'attore più popolare dell'Unione Sovietica, incarnazione dell'eroe positivo, oleografico ed enfatico, alfiere dei valori socialisti.

Esordì alla regia nel 1956 con Judba celoveka (1956), storia melodrammatica di un operaio arrestato dai nazisti e internato in un campo di concentramento che evade e torna al paese, dove la sua famiglia è stata sterminata e dove ricomincia ciononostante una nuova vita.

L'imponente kolossal in due parti su Guerra e pace di Toltoj mise in luce i limiti accademici e le doti spettacolari sia del regista sia dell'attore.

Specializzatosi nel genere della chilometrica ricostruzione storica a forti tinte drammatiche e spettacolari [ Waterloo (1970), sulla battaglia; Oni srajalis za rodime (1975) sulla ritirata di Stalingrado, Messico in fiamme (1981) sulla rivoluzione di Pancho Villa vista dagli occhi del giornalista americano John Reed), tecnicamente ineccepibili, ma di scarso contenuto artistico.


Lev Kulidzanov

Allievo di Gerasimov a Mosca, Lev Kulidzanov diresse alla fine degli anni Cinquanta due film con Jakov egel: Eno nacilanos tak (1956) e Dom v kotorom ja zieri (1957), delicato e intimista frutto del disgelo. Separatosi dal collega diresse Otcis dom (1959), una cittadina va a trovare la madre nel kolchoz, e Kogda derevja djli bolimi (1961), un uomo stanco della città si trasferisce dalla figlia in campagna, due film molto poetici basati entrambi sull'analisi psicologica e sul richiamo ancestrale delle cose semplici e naturali.


Marlen Chutsev

Marlen Chutev esordì nel 1956 con Vesna na zarecnoj, storia dell'amore fra una maestra e un operaio, che, oltre a dare un volto umano alla figura dell'operaio, descriveva minutamente il mondo provinciale. Dva fjodera (1958), l'amicizia fra un uomo, soldato ultradecorato, e un bambino orfano di guerra, entrambi soli e bisognosi di affetto, e Mne dvadtsat let (1964), cronaca malinconica della maturazione di tre ragazzi che appartengono a una generazione inquieta e malata, in contrasto con quella dei genitori e anticonformista nei rapporti con l'altro sesso. Julikij dozd (1966) affrontò con lo stesso umore i problemi della generazione dei quarantenni. Entrambi questi film furono osteggiati dal regime.


Vitautas Zalakavicius

Il massimo regista lituano, Vitautaz Zalakavicius, ottenne diversi premi alla fine degli anni Cinquanta, ma soltanto con il dialogo-apologo di Veronika odnogo duja (1964) ottenne fama nazionale. Un anziano magistrato e un giovane ricercatore, diretti al funerale di un eminente cibernetico, dissertano sulla sua opera (e indirettamente sul futuro dell'umanità.

Nikto nje chetel umirat (1965) rievoca l'annessione della Lituania al modo di un western.

Vsja pravda o Kolumbe (1971) inquadra l'America Latina dopo Colombo.


Eldar Rjazanov

Allievo di Kozincev a Mosca, documentarista e cinegiornalista, Eldar Rjazanov esordì con la commedia Karnavalnaja noe (1956).

Divenne uno dei maestri moderni di questo genere (insieme con Danelija) grazie a Dajte zalabnuju knigre (1965) e a Bereghis automobilija (1966, giallo umoristico- gogoliano in cui un idiota giustiziere del popolo ruba automobili ai ricchi, corrotti, o borsaneristi, con inseguimento-battibecco esistenziale alla Guardie e ladri e processo finale-requisitoria alla Monsieur Verdoux), abile sintesi dell'arguta satira paesana e della civiltà urbana sovietica, capaci di far emergere, fra lazzi e cortigianerie, una caustica critica della burocrazia e dei vizi.
Ironija sudbj (1975, un vaudeville metropolitano sulla crisi di alloggi e dei matrimoni, sull'ubriachezza e sull'indole dei sovietici) avvicina il comico bozzettistico di Rjazanov alla commedia italiana.

Sluzebnij roman (1978, idillio fra una direttrice energica e autoritaria, ma in fondo sensibile e delicata, e un impiegato timido e affettuoso in un ufficio altisonante infestato da segretarie, megere pettegole e insidiose, e da funzionari poco edificanti) segna uno dei vertici raggiunti dalla commedia di costume sovietica.

Garage (1980).

Stazione per due (1981, idillio fra una cameriera trafficona e un pianista assassino involontario).


Emil Loteanu

Lo scrittore moldavo Emil Loteanu assurse a fama nazionale con l'etnico Kranje poljanj (1966), sui pastori della sua terra. Leutarj (1972) descrive i costumi di una tribù nomade di musici che all'inizio del secolo battevano un paese diviso fra gli Asburgo e gli zar: un violinista adolescente si innamora di una zingara, ma i suoi genitori lo ostacolano; persa di vista la sua fiamma, il giovane trascorre la vita a cercarla, suonando melodie che il suo triste destino gli ispira. Affresco calligrafico della vita avventurosa dei leutari e romantica ballata popolare, il film è anche un'odissea di libertà, perchè il furbo girovago riesce sempre ad eludere i due eserciti che vorrebbero assoggettarlo.

Gli tzigani vanno in città (1976) ripete la stessa formula, con un leggendario ladro di cavalli in perenne lotta contro i gendarmi magiari e innamorato di una zingara focosa e ribelle che rifiuta di sposarlo se lui non si prostra pubblicamente ai suoi piedi: l'orgoglio ha la meglio sull'amore, ma il fiero ladrone, per non permetterle di sposarsi ad altri, la uccide e viene poi giustiziato dal padre di lei


Gleb Panfilov

Vognj broda njet (1968) rievoca la rivoluzione senza cedere alla retorica. Nacaka Nachalo (1971), sceneggiato da Gabrilovic, è la storia di un'attrice contadina che deve interpretare Jeanne d'Arc.

Prosu slova (1975) è la storia della presidentessa di un soviet di provincia a cui è morto un figlio; crisi pubbliche e crisi private si incrociano in un sensibile ritratto di donna.

Tema (1979) uno scrittore di regime che vive di rendita nell'agio, con una situazione familiare negativa, si invaghisce di una donna che critica aspramente i suoi libri, la spia, scopre che ha un fidanzato ebreo e che questi, poeta perseguitato, preferisce emigrare; sconvolto dalla propria ipocrisia e mediocrità, si uccide in auto.


Georgis Zengelaja

Georgis, figlio di Nikolaj Zengelaja, diresse On ubijat ne khotjel (1967), epopea su un eroe popolare locale.

Allaverdoba (1963), un mediometraggio etnografico semi-documentario dai toni autobiografici su un giornalista conteso fra la religiosità antica e modernità laica che alla fine sale in cima alla cattedrale e apre le braccia a croce.

Piromani (1971) è una rievocazione romanzesca (e figurativa) del passato georgiano attraverso le gesta di un pittore naïf dell'Ottocento che nel pittoresco spiritualismo dell'artista, nella spontaneità feconda, ritrova lo spirito intatto del suo popolo (nel finale il pittore compie lo stesso gesto del giornalista); girovago per commercio e pittore per vocazione, Pirosmani percorre il Caucaso nella miseria fino alla morte anonima.

Melodi veljkgo kvartala (1973) musical popolare sugli abitanti di un quartiere di Tbilisi: una lavandaia aiuta le figlie di un povero carrettiere ad accedere a una scuola di danza.

Pridi v dolinj vinograda (1974), costruzione di un canale, nel e attorno al cantiere si registrano le relazioni, ovvero le varie storie private; indifferenza ed egoismo.

Devuka  venjoj maino (1980).

Achalgazrda kompositoris mog zauroba (1985): durante i moti indipendentisti della Georgia, un giovane studioso di folclore si mette in viaggio per registrare canti popolari; suo malgrado vien coinvolto nella vita quotidiana della gente e pian piano nell'insurrezione stessa; la gente si convince che lui sia una specie di messia in incognito inviato a scuotere il popolo e condurlo alla vittoria; molti muoiono e lui viene arrestato; spirito etnografico, documentario, poetico; pittoresca galleria di ribelli.


Ilja Averback

Cuzie pima (1975) un insegnante in crisi con il suo uomo ospita una allieva scontrosa e arrogante fuggita di casa e cerca di aiutarla.

Objanenie v Ljubvi (1978) i primi trent'anni di storia sovietica attraverso le vicende di una coppia media, lui romantico e insicuro, sinceramente innamorato, lei decisa e pratica, anche se poco affezionata.

Golo (1981) storia di un'attrice cinematografica che al termine della lavorazione di un film scopre di essere gravemente malata ma non rinuncia a completare il suo lavoro, che il pubblico vedrà quando lei sarà già morta.


Andrej Mikhalkov Konchalovskij
Nikita Mikhalkov


Otar Iosseliani
Georgij Danelija

Georgij Danelija è uno dei maestri della moderna commedia sovietica, paragonata per la comicità e la satira di costume, a Dino Risi e Billy Wilder.

La sua prima commedia, Ja agajn po Mokve (1964), è un nonsense ad episodi, una giostra di sketches, una fantasia comica, senza capo né coda, alla scoperta dei vizi segreti della Mosca moderna.

Tridtsattri (1965) organizza invece il materiale nella storia paradossale di un uomo che scopre di possedere 33 denti invece dei regolamentari 32; la società è messa in crisi dalla anomalia e dimostra tutte le sue pecche.

Ne gorjnj (1969) è una sagra paesana di sfrenata comicità, etnografica e lirica, che prende l'abbrivio dal ritorno di un medico alla sua comunità contadina.

Afonia (1975): un idraulico perdigiorno e truffaldino cerca scampo nelle donne e nell'alcool all'alienazione della disciplina lavorativa, cinico asociale che si beffa dei concittadini onesti e creduloni ma che alla fine, sotto il peso dell'assoluta solitudine, decide che è l'ora di cambiare stile.

Mimini (1977), avventure moscovite di un aviatore georgiano.

Oennij Marafon (1979).

Di aneddoto in aneddoto Danelija ha completatto un panorama composito e vivace del moderno costume sovietico attraverso una comica galleria di irregolari. La sua commedia è debitrice verso la commedia all'italiana e verso la letteratura satirica degli anni Venti.


Igor Talankin

ereza (1960), un bambino alla scoperta del mondo degli adulti delicato lirismo idilliaco.

Vjtuplenie (1962).

Dnevnje zvezdj (1966): una poetessa, divenuta celebre perchè teneva alto il morale delle truppe e dei cittadini di Leningrado assediata, ritorna con la memoria ad episodi della guerra, della sua infanzia e della travagliata storia sovietica; il film procede per associazioni mentali lungo il flusso di coscienza che sgorga dalla donna e che rappresenta un parallelo simbolico fra gli avvenimenti del passato remoto (da Ivan il Terribile alla guerra) e la sua vita.


Andrej Tarkovsky
Aleksandr Sokurov
Vasilis Suksin