Beach Boys
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Surfin' Safari (1962), 3/10
Surfin' USA (1963), 3/10
Surfer Girl (1963), 4/10
Little Deuce Coupe (1963), 3/10
Shut Down Volume 2 (1964), 3/10
All Summer Long (1964), 5/10
Today (1965), 6/10
Summer Days (1965), 5/10
Party (1965), 5/10
Pet Sounds (1966), 7/10
Smile, 7/10
Smiley Smile (1967), 6/10
Wild Honey (1967), 4/10
Friends (1968), 5/10
20/20 (1969), 6/10
Sunflower (1970), 6/10
Surf's Up (1971), 6.5/10
Carl And The Passions (1972), 4/10
Holland (1972), 4/10
15 Big Ones (1976), 3/10
Love You (1977), 6/10
Brian Wilson: Getting In Over My Head (2004), 4/10
Brian Wilson: That Lucky Old Sun (2008), 5/10
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The Beach Boys started the fire: they fused the four-part harmonies of vocals groups like the Four Freshmen with Chuck Berry's rock and roll rhythm and a new genre was born. The Beatles, the Byrds and countless others copied the idea and the history of popular music would never be the same again.
Ballads such as Don't Worry Baby (1964) were both a synthesis of Phil Spector's "wall of sound", Chuck Berry's teenage vignettes, doo-wop's stately four-part harmonies, and the cornerstone of a new form of pop music. That form was born with I Get Around (1964), the greatest of their car songs, Help Me Rhonda (1965), the most acrobatic of their multi-part vocal inventions, Barbara Ann (1965), the most anarchic of their geometric constructions, and Good Vibrations (1966), the first pop hit to employ electronic sounds. Brian Wilson, the genius behind the Beach Boys' sound became the quintessential eccentric of melody, particularly on Pet Sounds (1966) and the "lost album" Smile (recorded in 1967, but released only in 2004).
Brian Wilson created a unique role for himself when he quit playing: basically, he was a composer who had a band to perform his repertory. The Beach Boys became immaterial as Brian Wilson became one of the most creative composers of songs of all times.
Unfortunately, his wildly eccentric persona eventually self-destroyed.
If English is your first language and you could translate the italian text, please contact me.
I Beach Boys furono il piu` grande dei gruppi di surf music, ma non passerebbero alla storia per quel primato. I Beach Boys furono soprattutto Brian Wilson, e Brian Wilson fu uno dei massimi compositori di canzoni dei primi anni '60, insieme a Lennon-McCartney, Lee Hazelwood e pochi altri. Brian Wilson fu forse il primo musicista popolare a eccellere tanto nella composizione quanto nell'arrangiamento (oltre a inventare uno stile molto imitato al proprio strumento, il basso). In tal senso, fu piu` un compositore classico (con una spiccata sensibilita` per la polifonia sinfonica) che un cantante di musica pop. Il formato originale delle sue canzoni (la musica surf) servi` a pagare i conti, ma ovviamente gli crebbe rapidamente stretto. Anche quando Wilson si emancipo` da quel formato a comincio` a produrre canzoni piu` elaborate, pero`, la sua rimase sostanzialmente una carriera sprecata: con quell'orecchio avrebbe potuto ben altro che semplici canzoni.

I Beach Boys nacquero da un'idea semplice ma geniale, una di quelle idee che finiscono per influenzare un'intera epoca: fondere i gruppi vocali e il rock and roll. Brian Wilson era affascinato tanto dalle armonie in quattro parti dei Four Freshmen (il gruppo di maggior successo degli anni '50) quanto dai riff di chitarra e dal ritmo febbricitante di Chuck Berry. I Beach Boys non furono altro che la fusione dei due. Ma fu la scintilla che scateno` una rivoluzione musicale e sociale, che avrebbe partorito Beatles e Byrds, che avrebbe cambiato per sempre il concetto di musica melodica.

I Beach Boys, piu` umilmente, rappresentarono anche l'inizio del periodo d'oro della musica californiana. La California non era stata una delle capitali della musica ma lo divenne dopo il loro successo e per il resto del secolo la sua importanza non fara` che aumentare. Qualcosa dei Beach Boys rimarra` nella musica delle generazioni successive.

La musica dei Beach Boys fu essenzialmente la musica della borghesia bianca che aveva respinto e criminalizzato il rock and roll e i suoi divi pornografici e delinquenti. Come nel caso dei Beatles, le eteree atmosfere distillate da questi figli dei sobborghi metropolitani nascosero per un attimo i subbugli dei ghetti e l'inquietudine di una generazione intera. Ma costituirono un anello essenziale nella catena evolutiva del rock vocale, che, partito dal rockabilly degli Everly Brothers, doveva approdare al folk-rock dei Byrds.

I Beach Boys si affacciarono sulla scena della surf music nel dicembre del 1961 (Surfin', seguita da Surfin' Safari nel giugno 1962) come un tipico gruppo a conduzione familiare (tre fratelli, un cugino e un vicino di casa) dell'America conservatrice. Avevano scelto di cantare del surf perche' Dick Dale era il fenomeno del momento a Los Angeles, ma in realta` non erano neppure surfers.

Il gruppo rappresentava la continuita` con i gruppi vocali degli anni '50 e non impensieriva l'America borghese come avevano fatto i rocker. Se il formato era innocuo, le loro canzoni erano addirittura di una semplicita` quasi grottesca: imperniate attorno a un ritornello orecchiabile, e a testi da teenager, usavano tutte le voci per aumentarne l'effetto. La melodia diventava qualcosa di etereo e celestiale grazie al timbro purissimo dei cantanti, e a un'arte limpida di falsetti e controcanti. La strumentazione contava poco o nulla. Era uno stile prettamente vocale, mutuato dall'innodia sacra, dalle armonie del doo-wop e del gospel, e dal rockabilly antifonale, chiaramente derivato da quello dei Four Freshmen. Cio` che era unico era lo spirito, che sprizzava gioia di vivere da tutte le note.
Da un punto di vista marketing, l'idea era geniale: per la prima volta un genere musicale era interamente dedicato al piu` innocente divertimento adolescenziale, e ne rappresentava sonicamente l'entusiasmo. Il rock and roll non era stato altrettanto innocente, e certamente non altrettanto sereno e allegro.

Brian Wilson componeva le canzoni di persona, raramente consultandosi con gli altri, che spesso si limitavano a eseguire i suoi ordini. Carl Wilson suonava la chitarra e ha il merito di aver coniato un sound allo strumento (anche se quel sound e` l'antitesi del virtuosismo). Mike Love, cugino di Brian, era il "frontman" ufficiale, ma ben poca cosa paragonato a Presley o ai Beatles. Dennis, il fratello di Brian, era un batterista tanto banale quanto Ringo Starr nei Beatles.

Dapprima il tema delle sue canzoni era lo sport del surfing, ma presto Wilson prese a spaziare su tutto l'universo del "fun" giovanile, che in California era particolarmente innocente e spensierato.

Surfin USA, il disco che nel 1963 li catapulto` ai vertici delle classifiche'di vendita, era un adattamento di Sweet Little Sixteen di Chuck Berry, con le tipiche dodici battute blues, con il "walking bass" usato nel boogie, e battiti di mani in controtempo (pausa, clap/clap, pausa, clap/pausa, clap/clap, pausa, clap).

I primi tre album sono intitolati ad altrettanti singoli di successo. I primi due sono Surfin' Safari (Capitol, ottobre 1962) e Surfin' USA (Capitol, 1963). Surfer Girl (Capitol, settembre 1963) e` un album piu` curato, che contiene le lente ballate romantiche In My Room e Surfer Girl, nonche' Little Deuce Coupe. A questo punto Brian Wilson scriveva gia` quasi tutto il materiale del gruppo, ma il ritmo di produzione era infernale. Little Deuce Coupe (Capitol, ottobre 1963) contiene l'hit Be True To Your School, ma usciva un solo mese dopo il precedente e non poteva vantare molto di piu`.

Nel 1964 avevano gia` alle spalle diversi dischi d'oro e piccoli classici della loro semplice e spigliata arte, in particolare
L'album del periodo e` Shut Down Volume 2 (marzo 1964). Fun Fun Fun e` un altro capolavoro, con una tipica introduzione "scampanellante" di chitarra alla Chuck Berry e contrappunti corali doo-wop. Don't Worry Baby (1964), con Hal Blaine alla batteria, e` invece Wilson al suo piu` noiosamente pop, ma un capolavoro per chi ama i Beatles di Revolver.

All Summer Long (Capitol, luglio 1964) e` il primo album "sperimentale" dei Beach Boys, nel senso che non contiene soltanto scipite danze surf. In particolare I Get Around (1964), il vortice vocale piu` complesso della loro carriera e uno dei brani piu` spigliati, e` il capolavoro di questo periodo. Wendy e All Summer Long sono piccoli gioielli di melodismo naive.

Brian Wilson era diventato il compositore del gruppo e non era piu` interessato alla parte di bassista. Colpito da un primo esaurimento nervoso (e notoriamente tossicodipendente), Wilson si ritiro` dalle scene e ridusse il proprio ruolo a quello di compositore, un ruolo piu` unico che raro nella musica rock. Mentre gli altri Beach Boys erano in tournee` (avendolo sostituito con Bruce Johnston), Brian Wilson studiava nuove tecniche di produzione e scriveva canzoni sempre piu` bizzarre. Il contributo dei Beach Boys era puramente vocale. Tutto il resto era suonato da sessionmen smaliziati, scelti e diretti da Brian Wilson.

Today (marzo 1965) contiene When I Grow Up, Please Let Me Wonder, e soprattutto Help Me Rhonda, un altro capolavoro di contrappunto vocale (ma la versione sull'album, intitolata senza la "h", e` piu` sfarzosa e piu` lenta), ma con un andamento piu` goliardico da novelty di doo-wop. Dance Dance Dance era il ponte con il passato, uno sbrigliato rock and roll con le classiche armonie vocali in tre parti. Sul retro del singolo Help Me Rhonda c'era anche Kiss Me Baby, un altro tour de force di arrangiamento romantico alla Don't Worry Baby.

Summer Days (luglio 1965), influenzato dalle produzioni di Phil Spector, sfodera California Girls, uno dei manifesti del loro modello di vita, ma Wilson si fa sempre piu` eccentrico in canzoni come Let Him Run Wild e I'm Bugged At My Old Man che ormai appartengono a un'altra era. Ciascuno di questi album e` naturalmente pieno di "filler" e di hit.

Party (Capitol, novembre 1965) contiene Barbara Ann, lo scherzo da party piu` famoso di tutti i tempi, in realta` cantato da Dean Torrence degli Jan And Dean. Come Help Me Rhonda e California Girls, si trattava di uno squisito saggio sul potere suggestionante dei riverberi vocali di I Get Around.

Nei loro brani non c'era traccia della canzone di protesta di Dylan. I loro testi tacevano la guerra nel Vietnam, le marce della pace e i sit-in. Il loro era un mondo casalingo, fatto delle piccole stupide cose di tutti i giorni. I loro hit erano miniature melodiche sui divertimenti dei giovani della classe media. Con i Beach Boys il sogno americano si tingeva di spiagge, di picnic, di feste e di estati senza fine.

L'operazione compiuta da Brian Wilson era di tipo completamente diverso. Wilson affrescava un microcosmo, quello della middle-class californiana, e lo elevava a "Promised Land" con un'operazione che era mitologica e quasi biblica.

Ancor piu` sorprendente era il fatto che la loro musica fosse prodotta in un modo cosi` palesemente amatoriale. Gli studi di registrazione delle major impiegavano equipe sempre piu` smaliziate di arrangiatori e sessionmen per ottenere il massimo dall'interpretazione di un cantante. I Beach Boys, invece, furono portavoce di uno stile "familiare" di produzione (coro e chitarre senza alcun trucco particolare). I loro bassi e falsetti erano assai mediocri al confronto dei baritoni e dei tenori delle major, e i testi erano certo meno forbiti dei melodrammi di Broadway, eppure fu in loro, fu nel loro dilettantismo spensierato, che si riconobbero i giovani. Fu una rivelazione per tutti.

Rubber Soul dei Beatles aveva pero` alzato la posta per la musica pop con i suoi arrangiamenti certosini e Wilson era conscio che il loro stile da sottoscala aveva i giorni contati in un mondo musicale sempre piu` "elettrico". Wilson diede allora il suo tour de force come compositore e arrangiatore: Pet Sounds (Reprise, 1966), uscito il 16 maggio 1966. Non solo si trattava di un album concept (una raccolta di "mottetti rock", secondo l'autore, che descrivano la maturazione di un giovane attraverso le sue esperienze amorose e le sue amicizie, con un messaggio pessimista di fondo), ma era ricco di suoni eccentrici e le canzoni sembravano quasi collage ottenuti con una certosina arte di montaggio, facendo uso di una piccola orchestra (trombone, armonica, clavicembalo, campanelli, violini). Le canzoni si susseguono come in una fantasia melodica, alternando il Brian Wilson romantico di Wouldn't It Be Nice, Caroline No (clavicembalo), You Still Believe In Me, God Only Knows (che Paul McCartney considera la miglior canzone di sempre, con corno francese, clavicembalo, sonagli, flauti e clarinetto) al Brian Wilson nevroticamente autobiografico di I Just Wasn't Made For These Times (con il Theremin) e That's Not Me. Lo strumentale Let's Go Away For Awhile e` una sonata da camera per 12 violini, quattro sassofoni, due bassi, piano, oboe, vibrafono, chitarra e percussioni. Sloop John B e` l'unica concessione alle classifiche. Le liriche furono scritte da Tony Asher. Naturalmente Pet Sounds fu il meno venduto di tutti i loro album. Pet Sounds e` anche uno degli album piu` sopravvalutati di sempre.
Pet Sounds verra` ristampato nel 1996 in cofanetto quadruplo: il mono mix, lo stereo mix, le parti vocali, etc.

Il manifesto della nuova, sofisticata stagione fu il ritornello incalzante di Good Vibrations (ottobre 1966), orchestrato in modo rivoluzionario per i tempi, complice il sintetizzatore. Arruolati uno stuolo di sessionmen dell'entourage di Phil Spector, piu` musicisti jazz e classici, Wilson trascorse mesi nello studio di registrazione, rifinendo le sue composizioni in maniera maniacale. Good Vibrations e` stato spesso indicato dalla critica internazionale come il massimo singolo di tutti i tempi.

The "lost album", Smile, recorded in 1966-67 with producer Van Dyke Parks, that Wilson defined as "a teenage symphony to God", was originally intended to be acapella, then became a Brian Wilson obsession with studio experimentation, then eventually disappeared in a black hole of personal and legal problems. About 30 minutes of those sessions will eventually appear on Good Vibrations (Capitol, 1993), a five-disc box-set, and rerecorded versions of Wind Chimes, Wonderful and Vegetables feature on Smiley Smile (september 1967), an album highlighted by much vocal experimentation but an utter commercial failure. Material originally recorded for Surf's Up (a nostalgic lullaby), Child Is The Father To The Man, Elements and others will be recycled for subsequent albums. Heroes And Villains was released as a single. The album was cancelled in May 1967.
Legend has it that 24-years old Brian Wilson was psychologically destroyed by the loss of this album and almost took his life during a nervous breakdown in 1982.

When Brian Wilson (helped by co-songwriter Van Dyke Parks) finally released his version of Smile (Nonesuch, 2004), 37 years after the fact, at the age of 62, having lost both his brothers Dennis and Carl, it sounded completely different. Instead of the manic studio work of the originals, Wilson presented a rock-band effort. Ironically, the 2004 version sounded "older" than the 1967 version: the 2004 version (which does not use any of the 1967 recordings) was more traditional, the 1967 was more revolutionary. The biggest surprise was perhaps the sequencing, that highlighted how, for example, songs were meant not to be taken individually but to constitute suites, a feat that was accomplished particularly in Wonderful/ Song for Children/ Child Is the Father of the Man/ Surf's Up.

Perhaps as a consequence of that turbulent season, Wild Honey (dicembre 1967) marked a return to simplicity (Darlin) and probably a rebellion against Brian Wilson's eccentricity by the rest of the band.

Heroes And Villains (luglio 1967) is a highly sophisticated game of voices and harpsichord with which the band temporarily embraced the psychedelic religion.

Friends (giugno 1968) contiene ancora un bizzarro esperimento, Busy Doin' Nothin'.

20/20 (febbraio 1969) includes Cabinessence, another lost Smile classic. The material runs the gamut from the relatively normal single Do It Again to a collaboration with mass murderer Charles Manson (Never Learn Not To Love).

Sunflower (Brother, 1970) was the last experimental album by the band, hailed as their Sgt Pepper. It includes This Whole World. The best track, Cool Cool Water, was a remake of a Smile track, Elements.

Surf's Up (Brother, 1971) contains Surf's Up, which is a rerecording of a Smile track plus a piece of another Smile track,. Child Is The Father To The Man. As it is, Surf's Up remains one of the band's masterpieces (but for the first time it was Carl, not Brian, who produced). Thanks to this track and other gems (Til I Die, Long Promised Road, Feel Flows), Surf's Up is probably their best album since Pet Sounds.

Carl And The Passions (Brother, 1972) has Marcella, All This Is That and You Need A Mess.

Holland (Brother, 1972), that takes the title from the place where it was recorded, has Sail On Sailor, Steamboat, California Saga.

15 Big Ones (Brother, 1976), trumpeted as Brian Wilson's return, was a collection of rock and roll and rhythm and blues covers.

Brian did write the entire Love You (Brother, 1977) and it was one of his quirkiest and most electronic works, possibly influenced by the emergence of disco-music (Let Us Go On This Way, Mona, Johnny Carson).

Pacific Ocean Blue (Brother, 1977) was Dennis Wilson's solo album and the first solo by any of the Beach Boys. The 2008 reissue adds the unfinished and unreleased follow-up, Bambu. Both were almost as obnoxious as Paul McCartney's solo albums.

20 Golden Greats (Capitol, 1977) was a mercyful anthology of the historical hits.

More albums followed till Keepin' The Summer Alive (Brother, 1980) and Beach Boys (Brother, 1985), all of them absolutely terrible.

Endless Harmony (Capitol, 1998) is a collection of rarities that finally presented two of Wilson's most legendary compositions, Soulful Old Man Sunshine (1969) and Loop De Loop.

Ironically, Dennis Wilson (the only member of the Beach Boys who was truly a surfer) drowned in 1983. He had been a notorious drunkard all his life.

For years Brian Wilson was rumoured to have gone mad and to have ruined his voice. But rehabilitation was on its way, thanks to a psychiatrist and to strong will.

In 1988 the Beach Boys reunited and returned to the top of the charts with Kokomo, from a movie soundtrack.

Brian Wilson (Sire, 1988) was the solo debut by the Beach Boys genius, but as big a disappointment as any Paul McCartney solo (Love And Mercy, Solar System, Melt Away).

A weary songwriter sings behind the curtain on Sweet Insanity (Vigoton, 1993), that contains nice melodies like Water Builds Up, Don't Let Her Know She's An Angel and Rainbow Eyes, but is hardly a masterpiece.

An old feud with Mike Love (and possibly a personal nemesis) was definitely left behind in 1994, when Brian Wilson paid him $5 million for royalties on songs they co-composed together.

I Just Wasn't Made For These Times (MCA, 1995), the soundtrack to a documentary on Brian Wilson, revisits some of his career's off-kilter tracks. solista di Brian Wilson.

Orange Crate Art (Warner Bros, 1995) is a collaboration with Van Dyke Parks, the ideal healing of the scar left by their previous collaboration, Smile. But it is a Parks album, with Wilson singing over his scores.

Landylocked (Geritol, 1996)

The five-disc box-set Good Vibrations (Capitol, 1993) is the best anthology.

Imagination (Giant, 1998) is a gracious but not particularly innovative collection of melodies that could have been made by any Wilson clone.

Pet Sounds Sessions (Capitol, 1997) is a four-disc box set that follows the genesis of Wilson's masterpiece (it includes a complete acapella version of the album).

Carl Wilson died of lung cancer in february of 1998.

Brian Wilson's Getting In Over My Head (Rhino, 2004) is not only mediocre but also self-derivative, as most songs echo past Wilson songs. That Lucky Old Sun (2008) was a concept about a day and a night in Los Angeles.

Brian Wilson paid tribute to George Gershwin on Reimagines Gershwin (2010) and to Walt Disney soundtracks on In the Key of Disney (2011).

The Beach Boys (including founding members Brian Wilson, Mike Love and Al Jardine) reunited in 2012 to celebrate their 50th anniversary, and released the ridiculous reunion album That's Why God Made the Radio (2012).

Brian Wilson's No Pier Pressure (Capitol, 2015) was probably the worst album of his career, a collection of bland orchestral songs.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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