Moondog
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Louis "Moondog" Hardin was one of the greatest geniuses of the 20th century. A New York street performer of the 1950s, he composed string quartets, symphonies and operas, but mainly surreal vignettes for orchestra and home-made instruments. His works encompass everything that was known and a lot of what was still unknown. He virtually invented every single genre of rock, electronic and world music.
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Louis Hardin era un singolare personaggio della New York bohemienne degli anni '50. Si travestiva da vichingo (con tanto di elmetto e spada), si faceva chiamare Moondog ("cane lunare"), stampava in proprio libelli e sillogi d'ogni sorta che poi distribuiva gratuitamente, si esibiva agli angoli delle strade (fra la 54esima e la sesta Avenue in particolare) e vendeva ai passanti gli spartiti delle sue composizioni.

Nato il 26 Maggio 1916 a Marysville, nel Kansas, figlio di un predicatore episcopale, ma cresciuto in Wyoming, dove inizio` a suonare percussioni con le tribu` pellerossa del luogo, cieco dall'eta` di 13 anni, Hardin era un prodotto tipico del Midwest americano piu' depresso. Frequento` la Iowa School For The Blind, dove studio` composizione, piano, violino e batteria, e poi la Missouri School for the Blind (St Louis), dove imparo` a comporre in braille. Dal 1936 si trasferi` in Arkansas e nel 1942 studio` a Memphis. Nel 1943 arrivo` a New York, dove fece conoscenze importanti ma visse la vita di musicista di strada. Nel 1947 si ribattezzo` Moondog e divenne presto lo "street performer" piu` celebre di New York.

Intanto componeva quartetti per archi, sinfonie ed opere, ma soprattutto decine e decine di brevi vignette strumentali senza senso, documentate su dischi introvabili come Snaketimes Rhythm (SMC, 1949), Moondog's Symphony (SMC, 1950), Organ Rounds (SMC, 1950), Obe Rounds (SMC, 1950), Improvisations At A Jazz Concert (Brunswick, 1953), Moondog And His Friends (Epic, 1953), che contiene Suite 1 e Suite 2, Moondog On The Streets Of New York (Decca, 1953), registrato per le strade di New York, Surf Session (SMC, 1953), che contiene Pastoral Suite e il brano omonimo, e l'EP Moondog And His Honking Geese (Moondog, 1955).

Lascio' traccia piu` consistente della sua folle musica di strada sull'album Moondog (Prestige, 1956). Arrangiando per piccoli ensemble, rumori naturali e voci saltuarie, l'umile Moondog conio' un genere musicale in anticipo sui tempi. Esemplari di quest'arte di "cut up", di musica da camera, di danze esotiche, di filastrocche nonsense e di improvvisazioni pseudo-jazz sono i quintetti "ecologici" (Tree Trail con versi d'uccello, Frog Bog con versi di rana) e ancor piu' la Surf Session, un quartetto classicheggiante condotto al ritmo incalzante di un danza orientale e con l'accompagnamento delle onde marine. Ma la vastita' del repertorio e' tale che si passa dall'imitazione di una tigre e della jungla in Big Cat alla recitazione giapponese di Death, dalla sonata per pianoforte di A Sea Horse, in cui traspare uno stile a meta' strada fra il jazz e Satie, al duetto percussivo di Drum Suite, che evidenzia poliritmi e strumenti esotici.

A questo album fecero seguito: More Moondog (Prestige, 1956 - 4 Men With Beards, 2009), that includes a duet between him on bamboo pipe and the whistle of a cruiseship, The Story Of Moondog (Prestige, 1957 - 4 Men With Beards, 2009), Tell It Again (Angel, 1957), una collaborazione con l'attrice Julie Andrews (recitazione), Moondog Suite (MGM, 1959) in sedici movimenti (a split album with Kenny Graham).

Poi Moondog tacque per sette anni, ma le composizioni di questi anni, di spessore sinfonico, vennero finalmente raccolte su Moondog (Columbia 7335, 1969): comprava o affittava strumenti usati, registrava separatamente le varie parti e poi miscelava il tutto. Il suo Theme (composto nel 1952) nacque in questo modo. I suoi brani sinfonici (Minisym 1, Witch Of Endor) sono generalmente solenni e marziali, funerei e struggenti, trainati da crescendo melodici corali all'insegna di un contrappunto da manuale "bachiano". L'ispirazione oscilla fra le orchestre del parco (Theme) e Cajkovsky (Symphonique 3), fra le big band dell'era swing (Symphonique 6) e le chaconne medievali (Bird's Lament). Il puntiglioso lavoro contrappuntistico e l'accurato arrangiamento da camera trasformano e deformano quelli che altrimenti sarebbero soltanto bozzetti parodistici. Qua e la' emergono anche tecniche che un giorno verranno chiamate "minimalismo", "microtonalita'", "post-modernismo". Forte di una competenza e di un enciclopedismo da Conservatorio, il menestrello di Manhattan stava gia' coniando un'ardita fusion fra classica e popolare.

Nel frattempo aveva pubblicato anche poesie e allestito la sua prima commedia, "Thor the Noordoom" (1966).

Su Moondog II (Columbia AL30897, 1971) anche i suoi ventisei madrigali, tutti costruiti secondo lo schema del canone rinascimentale (le voci si "inseguono" ripetendo le stesse linee melodiche ma con uno sfasamento geometrico), che ha la prerogativa di poter continuare all'infinito. In essi (per esempio in What's The Most Exciting Thing per sette voci, Coffee Beans per sei voci, Remember per cinque voci, No The Wheel Was Never Invented per quattro voci, Wine Woman And Song per quattro, Maybe per cinque), traspare la sincera gioia di vivere che alimentava l'arte di Moondog. Accompagnati da clavicembalo, viola, arpa, organo a canne, chitarra, celeste o piano, i cantanti eseguono in un registro puro, ecclesiastico, il gioco canoro piu' vecchio del mondo, dando luogo a fanfare surreali e a danze senza tempo.

Nonostante l'umilta' di mezzi e di intenti, l'arte di questo eccentrico autodidatta precorse tanto la world music (danze orientali, ritmi cubani) quanto la musica concreta (suoni della natura) senza mai abbandonare una certa qual aulicita', quel voler essere musica "classica" a tutti i costi. La grandezza di Moondog sta quindi soprattutto nell'aver saputo conferire dignita' musicale ad ogni possibile rumore, dal fischietto di un poliziotto al verso di una rana, dal dialogo di due persone alla cantilena di una bambina, dal jazz delle big band ai concerti di Bach, e nel rivalutare la purezza e la semplicita' delle emozioni.

Nel 1974 Louis Hardin si ritiro` a vita sedentaria in Germania, dove uscirono numerosi altri album: H'Art Songs (Kopf, 1978), A New Sound Of An Old Instrument (Kopf, 1979), Facets (MC Managarm, 1981), Sax Pax For a Pax (Kopf, 1994), un gruppo di composizioni per soli sassofoni in cui trova il nesso fra swing jazz e musica barocca, Bracelli (Kakaphone, 1986), Elpmas (Kopf, 1992), Big Band (Trimba, 1995).

Moondog (Columbia, 1990) e The Viking of Sixth Avenue (Honest Jon's) sono antologie.

The double-disc The German Years 1977-1999 (Roof Music) collects his last compositions, mostly for piano.

Moondog e` morto l'8 settembre 1999 di arresto cardiaco all'eta` di 83 anni in Germania.

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