Ennio Morricone
(Copyright © 2006 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso)
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Italian soundtrack composer Ennio Morricone was a master of ambience and suspense whose soundtracks relied on martial but slow rhythms, evocative melodies (often sung by classical voices), that mixed exotic and almost sacred overtones with a sense of nostalgy and of fatalism. His arrangements shunned the orchestra and preferred to emphasize the timbres of the individual instruments (particularly harmonica, trumpet and guitar) and the female voice. He applied this austere style to a rather trivial genre, Sergio Leone's "spaghetti westerns" A Fistful of Dollars (1964) and The Good, the Bad and the Ugly (1967), as well as other westerns such as Don Siegel's Two Mules for Sister Sara (1969). By the time Leone upped the ante with the epic Once Upon a Time in the West (1969), Morricone's style approached the classical opera. He continued to refine the metaphysical element of his music in Bernardo Bertolucci's 1900 (1976) and Terrence Malick's Days of Heaven (1978), achieving in Roland Joffé's Mission (1986) an almost liturgical peak.

Ennio Morricone's main guitarist and whistler Alessandro Alessandroni also recorded an album of haunting compositions, Prisma Sonoro (1974 - Omni 2012).

(Translation by/Tradotto da Davide Carrozza)

Il compositore italiano di colonne sonore Ennio Morricone era un maestro di atmosfera e suspense, le cui composizioni fanno affidamento su ritmi marziali ma lenti, melodie evocative (spesso cantate da voci classiche), che mescolavano sfumature esotiche e quasi sacre con un senso di nostalgia e di fatalismo. I suoi arrangiamenti sfuggivano all'orchestra e preferivano dare enfasi al timbro dei singoli strumenti (in particolare l'armonica, la tromba e la chitarra) e alla voce femminile. Applicò questo stile austero a un genere piuttosto banale, lo "spaghetti western" di Per un pugno di dollari (1964) e Il buono, il brutto, il cattivo (1967) di Sergio Leone, come pure altri western come Gli avvoltoi hanno fame (1969) di Don Siegel. Nel momento in cui Leone alzò la posta con l'epico C'era una volta il West (1969), lo stile di Morricone si avvicinò all'opera classica. Continuò a rinifire l'elemento metafisico della sua musica in Novecento (1976) di Bernardo Bertolucci e I giorni del cielo (1978) di Terrence Malick, raggiungendo in Mission (1986) di Roland Joffé un picco quasi liturgico.

Alessandro Alessandroni, il chitarrista principale e fischiatore di Ennio Morricone, registrò un album di composizioni incalzanti, Prisma Sonoro (1974 - Omni 2012).

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