Phil Ochs
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Phil Ochs fu probabilmente il migliore dei cantautori politici del Greenwich Movement e il piu` fedele discepolo del Woody Guthrie "ammazzafascisti". Le sue non sono canzoni ma sarcastici "je accuse" contro l'Establishment (e il loro valore si ferma purtroppo li`). Ochs aveva il dono del giornalismo, ma non quello della musica. In effetti, se Dylan fu il poeta della protesta, Phil Ochs ne fu il cronista. Il suo piglio era da articolo di prima pagina, la sua condanna era telegrafica e tagliente. Piu` di qualunque altro cantautore di protesta, il suo tema preferito fu l'attualita` (Cuba, Vietnam, etc).

Esordito nel 1962, All The News That's Fit To Sing (1964), con The Bells, The Power And The Glory e Bound For Glory, e I Ain't Marching Anymore (1965), con Draft Dodger Rag e Ain't Marching Anymore (1965), l'inno dei sit-in contro la guerra nel Vietnam (e per la quale Ochs venne bandito dalla programmazione radio e tv in tutta la nazione), sono gli album di quella stagione.

In Concert (1966) contiene i suoi primi hit non politici, There But For Fortune e Changes, ma anche The Ringing For Revolution, che, sotto l'influsso di Dylan, fu il suo maggiore sforzo politico-narrativo, il brano che lo colloco` nelle posizioni piu` avanzate in assoluto della canzone di protesta.

Quando, con Pleasures Of The Harbour (1967), tento` il capolavoro barocco alla Blonde On Blonde, i suoi limiti emersero evidenti: laddove Dylan continuava la tradizione dei poets maudits, Ochs poteva tutt'al piu` affidarsi allo spirito dei dandy romantici del primo Ottocento e sprofondare in arrangiamenti di archi e pianoforti (come in Crucifixion, il suo testo piu` forbito). Di quel disco ambizioso si salvano le ballate piu` vernacolari, The Party e soprattutto Small Circle Of Friends.

Tape For California (1968), con la fiaba folk Joe Hill e un'eccentrica ballata pacifista, The War Is Over, contiene anche il suo ultimo capolavoro, When In Rome, in cui rivisita la storia dell'America con toni apocalittici da far dimenticare Desolation Row.

La depressione di cui soffriva si fece evidente in Rehearsals For Retirement (1969), autobiografia critica a ritmo di rock and roll in cui Ochs si riconosce paladino romantico dei valori della Nazione Americana.

Il suo ultimo concerto, alla Carnegie Hall, fu un colossale fiasco anche perche' Ochs si ostino` a interpretare brani di rockabilly davanti a un pubblico che voleva ancora ascoltare il folksinger arrabbiato. Greatest Hits (A&M, 1970) e`, nonostante il titolo, una raccolta di canzoni in stile country, per quanto prodotte da Van Dyke Parks.

The Millennium Collection (A&M, 2002) e` un'antologia di quest'ultimo periodo.

Farewell and Fantasies (Rhino) e` un boxset di tre dischi che raccoglie 53 canzoni.

Si suicido` nel 1976.

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