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Gli inglesi Troggs appartengono alla storia del rock soltanto per una canzone,
scritta da Chip Taylor e registrata in venti minuti nell'estate del 1966:
Wild Thing
e` certamente il brano piu` devastante di tutta l'era del Merseybeat:
la cadenza e` quella
di un ritmo primordiale violentissimo, scandita da tutti gli strumenti all'
unisono come in una selvaggia danza tribale; il canto (Reg Presley)
e` una sorta di urlo
isterico continuato; e nel bel mezzo si libra un assolo di ocarina che infrange
le barriere armoniche dell'epoca.
Il riff di Wild Thing
e' la quintessenza di quello che sara` il rock amatoriale dei garage Americani.
Il registro lascivo di quella canzone guadagno` a Reg Presley il titolo di
"King Leer".
Presley, al tempo stesso, invento` quel modo di cantare senza avere le benche'
minime doti canore. Mick Jagger aveva inventato il
cantante che non sa cantare intonato, ma Presley non provava neppure a cantare.
Con lui nacque (vent'anni in anticipo) la figura del cantante punk.
I Troggs confermarono la loro ambigua fama, che rivaleggiava con quella dei Rolling Stones, con i temi scabrosi di Any Way That You Want Me (1966, di Taylor), Give It To Me (1967) e Night Of The Long Grass (1967). Dopo la soffice psichedelia di Love Is All Around (1967), il gruppo smise di fatto di esistere. Cellophane e Mixed Bag (riediti nel 1997) sono dischi molto rilassati di rock psichedelico. Il gruppo dovra` attendere trent'anni perche' quel classico e la loro opera anticipatrice vengano riscoperti. Poi si succederanno le tardive celebrazioni (compresa una sessione con gli REM e Peter Holsapple dei DB's) e avverra` una nostalgica reunion. Best (Rhino, 1986) e` una buona antologia. | If English is your first language and you could translate this text, please contact me. |
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