Kaleidoscope
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Side Trips (1967), 7/10
Beacon From Mars (1968), 8/10
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I Kaleidoscope furono uno dei complessi piu` originali dell'era psichedelica e uno dei primi ad adottare uno stile "orientaleggiante".

Formati nel 1966 a Berkeley, nei pressi di San Francisco, i Kaleidoscope contavano sul violinista e tastierista Fenrus "Maxwell Buda" Epp, sul chitarrista e fiddler David Lindley, sul bassista Chris Darrow, sul cantante Solomon Feldthouse (anche strumenti esotici) e sul batterista John Vidican. Il gruppo faceva leva sul classico quartetto rock (canto, chitarra, basso, batteria) ma lo aumentava con strumenti country (banjo, mandolino e fiddle) ed esotici.

Side Trips (Epic, 1967) prendeva lo spunto dai Byrds di quegli anni, quelli di Younger Than Yesterday. Il loro folk-rock psichedelico e orientale si concretizza in brani di rara bellezza formale: Hesitation Blues, Egyptian Garden, Pulsating Dream.

Il loro capolavoro, Beacon From Mars (Epic, 1968), e` uno dei dischi piu` avventurosi dell'epoca, zeppo di inflessioni jazz, cajun, tzigane e mediorientali. Il canto abrasivo, dilatato e demente di Feldthouse, l'organo, gli arrangiamenti esotici di Epp, la strumentazione folk di Darrow e Lindley, si cimentano in una trasfigurazione mistica del country & western, con il fiddle di Epp a imitare il sitar nel crescendo di Greenwood Side, e gli intrecci folk-rock di mandolino e piano honky-tonk nel bailamme epico di Life Will Pass You By. La sigla vaudeville di Baldheaded End Of A Broom riprende quella celeberrima del circo di Country Joe McDonald.
Capolavoro dentro il capolavoro e` Taxim, undici minuti di fusion esotico-improvvisata solo strumentale: sitarismi, chitarra classica, flamenco, musica da pagoda, fitta percussivita` orientale a corde, balli tzigani, folk andino, incantatori arabi, si susseguono e accavallano senza discontinuita` in un drammatico e vertiginoso crescendo ritmico-melodico. E` forse il capolavoro dell'intero raga-rock, uno dei pochi brani che riesca davvero a re-interpretare i raga alla luce della civilta` psichedelica e dei canoni "totali" del rock.
La title-track, swingante e distorta, e` invece il brano piu` acido, un mosaico di episodi cacofonici della durata di dodici minuti: armonica blues sul sibilo lancinante della chitarra con percussioni frenetiche e incalzanti, lunga cavalcata lisergica e scordata di chitarra a tempo pulsante di basso, ritorno sinistro e funereo del canto doorsiano di Feldthouse sulle note di un organo spiritico, e infine rarefazione cosmica di rumori strumentali. E` uno dei brani piu` inventivi di jam di jazz-rock.

La formazione era pero` gia` minata da instabilita` (Darrow si era unito alla Nitty Gritty Dirt Band) e il terzo Incredible (1969), dominato da Lindley, vantava soltanto l'orientaleggiante Seven Ate Sweet (peraltro un altro vertice della loro carriera) e il country di Banjo.

Dopo Bernice (Columbia, 1970), che continua la discesa verso un blues-rock bonario (ultimo sussulto di creativita` la lunga New Blue Ooze), il gruppo si sfaldo` e i suoi membri vennero relegati a ruoli marginali nell'entourage del country-rock.

Feldthouse, Darrow, Lindley (sotto falso nome) e Epp rimisero la formazione in piedi per registrare When Scopes Collide (Pacific Arts, 1976), sempre elegante ed eclettico (Balkan Blues, Black And Tan Fantasy), e Greetings From Kartoonista (Gifthorse, 1988), quest'ultimo un calderone immane di big-band jazz, rhythm and blues, klezmer, flamenco, etc.

Rampe Rampe (Edsel, 1984) e` un'antologia delle jam. Bacon From Mars (Edsel, 1983) e` un'antologia della carriera.

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