Roy Buchanan
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Il prodigioso chitarrista californiano Roy Buchanan (nato in Arkansas ma cresciuto a Los Angeles), discepolo di Johnny Otis e di Dale Hawkins, avvio` la carriera solista nel 1972 a Washington. Forse nessuno aveva mai suonato il blues con tanta eleganza come fece lui su Roy Buchanan (Polydor, 1972). Le varie Sweet Dreams, Haunted House, The Messiah Will Come Again sono show spettacolari di "picking" preciso e cristallino.

Second Album (Polydor, 1973) e` un album molto meno originale e un po' confuso Thank You Lord That's What I Am Here For (Polydor, 1974), Rescue Me (Polydor, 1975) e A Street Called Straight (Atlantic, 1976) sono album generici, in cui le carenze compositive di Buchanan lo costringono ad affidare tutto alla selezione di cover. Nonostante un arrangiamento di violini, Loading Zone (Atlantic, 1977) e` il suo album piu` vario del periodo.

Anche il successivo You're Not Alone (Atlantic, 1978) era interessante, grazie a un tono quasi mistico, ma My Babe (AJK, 1981) e` forse il peggiore dell'intera carriera, nonostante il lungo Blues For Gary.

Comincio` a meritarsi di nuovo la sua fama a partire dalle progressioni strumentali blues di When A Guitar Plays The Blues (Alligator, 1985), confermandosi poi grande e barocco stilista con lo psichedelico Dancing On The Edge (Alligator, 1986), a fianco dello shouter Delbert McClinton. Continuando fino alla fine l'altalena creativa, Hot Wires (Alligator, 1987) fu invece un album discretamente banale.

Buchanan si e` impiccato nell'agosto 1988. Sweet Dreams (Polydor) e` un'ottima antologia.

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