Jean-Michel Jarre
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La Cage (1974), 6/10
Deserted Palace (1975), 6/10
Oxygene (1976), 7/10
Equinoxe (1978), 7.5/10
Le Chant Magnetique (1981), 7/10
Zoolook (1984), 6/10
Rendez-vous (1986), 5/10
Revolutions (1988), 5/10
En Attendant Costeau (1990) *
Images (1991), 5/10
Chronologie (1993), 6/10
Oxygene 7-13 (1997), 6/10
Odyssey (1998), 4/10
Metamorpohese (2000), 6/10
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Stabilitosi di fatto a Hollywood fin dal 1957, Maurice Jarre e` un compositore Francese di musica per film, autore di colonne sonore prestigiose come "The Longest Day", "Lawrence of Arabia", "Doctor Zhivago", "Dead Poets Society", "Gorillas In The Mist", "The Year Of Living Dangerously", "A Passage To India", etc.
Una delle sue colonne sonore più originali è Dreamscape (Sonic Atmospheres, 1984), una sorta di suite astratta eseguita in collaborazione con Craig Huxley, i cui brevi movimenti rendono l'idea del sogno attraverso riverberi e piccole dissonanze (salvo la toccata e fuga di Le Voyage e la danza robotica di Labyrinthe). Questo stile insolito per Jarre, poco melodico e molto orchestrale, culmina nella lunga Reve Sans Fin.

Suo figlio Jean-Michel Jarre, allievo a Parigi del compositore d'avanguardia Pierre Schaeffer, iniziò giovanissimo a suonare strumenti elettronici e in particolare il sintetizzatore, di cui divenne rapidamente uno dei primi virtuosi. La sua prima composizione elettronica venne eseguita all'Opera di Parigi nel 1971. Deserted Palace (1973 - Disques Dreyfus, 1975) raccoglie le sue composizioni d'avanguardia. Jarre scrisse partiture per numerosi spettacoli d'avanguardia, e la colonna sonora di Les Granges Brulees (Dreyfus, 1973), prima di avere l'idea chiave della sua carriera, quella di proporre il sintetizzatore a un pubblico molto più ampio. La Cage (1971) e Erosmachine (1971) passarono inosservati, cosi` come l'album La Cage (Disques Dreyfus, 1974), ma con il 45 giri Oxygene Part IV nel 1976 Jarre inventò così l'elettronica popolare. Quello fu di fatto il primo hit di un nuovo genere musicale, elettronico ma melodico e ballabile. L'album Oxygene (Disques Dreyfus, 1976) rimane un classico del rock elettronico.

Equinoxe Part V, con un ritmo più scalpitante e una melodia più accattivante, fece ancora meglio, cosicche' l'album Equinoxe (Disques Dreyfus, 1978) rimane forse il suo migliore.

Fu così che nel luglio 1979 Jarre trionfò con uno spettacolare show audiovisivo (the "concert spectacular") tenuto alla Place de la Concorde davanti a mezzo milione di Parigini, affascinati come lo erano stati un secolo prima dalle prime proiezioni dei fratelli Lumiere.

I suoi "canti magnetici" (o "campi magnetici", nella versione inglese), raccolti su Le Chant Magnetique (Disques Dreyfus, 1981), sono scalpitanti poemi elettronici che sfruttano tutte le qualità timbriche, ritmiche e armoniche dei sintetizzatori. Le Chant Magnetique Part II, trasferendo gli stessi concetti a una cadenza cosmica, inventò la novelty elettronica. Part III trova un'altra felice combinazione, quella fra un motivetto orecchiabile e una cadenza esotica, aprendo le porte alla world-music elettronica.

Le sue ambizioni neoclassiche emersero nel doppio registrato dal vivo in Cina, Les Concerts En Chine (Disques Dreyfus, 1982), del quale fa parte un concerto per 34 strumenti. Jarre fu il primo musicista occidentale a esibirsi in Cina.

Music For Supermarkets (1983), un album di musica "ambientale" alla Brian Eno, venne pubblicato in edizione limitata di... una sola copia.

Synthesis (Disques Dreyfus, 1983) e` un'antologia del primo periodo.

Se Orient Express nel 1982 lo catapultò in discoteca sull'onda di un ritmo travolgente, Zoolook (Disques Dreyfus, 1984) fu il suo esperimento più audace: decine di voci in decine di lingue vengono miscelate ed elaborate elettronicamente fino a trasformarle in musica.

Un'altra faraonica messa in scena fu quella per il Rendez-vous (Disques Dreyfus, 1986), realizzata sui grattacieli di Houston nel 1986. Jarre, che si stava volgendo all'opera a tesi e prestava sempre maggior attenzione all'aspetto coreografico, non seppe però più ripetere la fresca esuberanza del primo successo.

I suoi massimi concerti sono immortalati su Houston Lyon (Disques Dreyfus, 1989).

Jarre proverà poi ad assimilare i ritmi del Terzo Mondo, prima con l'"indiano" Revolutions (Disques Dreyfus, 1988) e poi con il Calypso di En Attendant Costeau (Disques Dreyfus, 1990). La lunga title-track del secondo e` invece una suite ambientale alla Brian Eno. Il concerto alla "Defense" del 14 luglio 1990 attrae due milioni di spettatori.

Images (Disques Dreyfus, 1991) e` un'altra antologia.

Bisognerà attendere Chronologie (Disques Dreyfus, 1993) perché Jarre provi a comporre un altro disco significativo. Questa volta però lo spettro di stili è troppo ampio: l'album non esiste come opera unitaria, ma soltanto come cornice di frammenti.

Volgare banalizzatore del mezzo elettronico, Jarre non possedeva il talento e la visione di un Schulze, ma fu lui a generare il boom degli strumenti elettronici.

Vent'anni dopo, Jean Michel Jarre torna al suo capolavoro con Oxygene 7-13 (Epic, 1997), seguito da Odyssey (Disque Dreyfus, 1998), un album di remixes.

Metamorpohese (Epic, 2000) annovera Laurie Anderson e Natacha Atlas al canto, e aggiorna la musica elettronica di Jarre ai ritmi del techno.

What Walter Carlos had done for electronic pop music, Jean-Michel Jarre did for electronic dance music. Oxygene (1976) and Equinoxe (1978) merely overlapped and contrasted a catchy melody, a steady beat and a synthesizer, while the electronic poems of Le Chant Magnetique (1981) explored melodic electronica at a more abstract level. Live performance of his hits involved colossal multimedia shows that eventually became more relevant than his music.
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