Stephan Micus
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Arhaic Concerts , 5/10
Implosions , 8/10
Till The End Of Time , 6/10
Behind Eleven Deserts , 6/10
Koan , 7/10
Wings Over Water , 7/10
Listen To The Rain , 6/10
East Of The Night , 6/10
Ocean , 8/10
Twilight Fields , 7/10
Music Of Stones , 6/10
Darkness And Light , 6/10
To The Evening Child , 6/10
Athos , 6/10
The Garden Of Mirrors , 6.5/10
Desert Poems , 6/10
Towards the Wind , 6.5/10
Life (2005), 6/10
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Stephan Micus (1953) esordi` con Arhaic Concerts (Caroline C1517, 1976), che usciva quando la grande stagione del rock elettronico in Germania era da tempo tramontata. Aveva fatto parte della generazione "hippie", quella che aveva viaggiato in Marocco (nel 1969) e in India (nel 1971). tedeschi del rock d'avanguardia, quando la musica cosmica ha ormai fatto il suo tempo e il pubblico manifesta una sensibilità più raffinata. Invece di limitarsi a speculare sul fascino esotico delle musiche orientali, Micus ne studia gli strumenti, si appropria dei loro timbri, sperimenta accostamenti che sono fuori dalla loro tradizione.

Il suo capolavoro rimane forse la suite As I Crossed A Bridge Of Dreams, su Implosions (march 1977 - Japo, 1977), un dolce salmo per sitar, chitarra elettrica e voce che ricorda l'Hosianna Mantra dei Popol Vuh ma ricorrendo a una più erudita escursione di culture. Micus vi sfoggia il suo "picking" assorto e sognante e il suo canto di derivazione persiana, ma soprattutto un senso dell'improvvisazione che è più occidentale che orientale, più raziocinante che mistico, più narrativo che contemplativo.

Altrettanto radicale e mistica è Till The End Of Time (june 1978 - ECM 1993), con un trepido lamento della cornamusa "kortholt" sul tripudio di rintocchi per tre strumenti a corda: cetra, chitarra e arpa. Più banale il salmo indiano di The Song Of Danijar, ancora all'insegna del suo stile concettuoso al sitar (su Behind Eleven Deserts).

La melodica Sambodhi Music, in coppia con Deuter, e la spagnoleggiante Salinas Dance, su Behind Eleven Deserts (Wind, 1979 - Verabra 1990), sono le sue opere più fruibili in questa direzione di musica meditativa.

La musica dei dischi successivi, sempre più elegante ed eccentrica, farà sembrare oleografiche e naif le opere degli esordi.

Koan (ECM, 1981), un balletto che ebbe la premiere nel 1977, soprattutto la seconda parte (per cetra e flauto shakuhachi), di un languore estenuante, la terza (per sarangi, liuto rabab, shakuhachi, bodhran, anklung), incalzante e sincopata, e la quinta (per cetra, chitarra, shakuhachi), dagli accenti di nuovo spagnoli, ma quanto più tenebrosa, inaugura il periodo "da camera", che culmina in Wings Over Water (october 1981 - Japo, 1982), una suite in sei parti cesellata da chitarre, sarangi, nay (flauto egiziano), cetra e decine di vasi di fiori. Le composizioni sono ora non solo più estese, ma anche più organiche, meno episodiche. Al tempo stesso l'orchestrazione è calcolata accuratamente per giostrare al massimo sui timbri degli strumenti, sulle pause della partitura, sullo spirito solenne che anima l'arte di Micus.

Listen To The Rain (july 1983 - Japo, 1983 - ECM 1993), con la lunga For Abai And Togshan, apre un periodo più radicale, all'insegna degli strumenti a corda. Se qui Micus impiega tre dilruba e quattro chitarre spagnole, in East Of The Night e For Nobuko, entrambe East Of The Night (january 1985), si diletta invece alle chitarre a 10 e 14 corde che costruisce in casa.

Con Ocean (january 1986) Micus realizza forse la fusione più perfetta di timbri, fra cetra, dulcimer, nay, shakuhachi, sho (un organo a bocca): la prima parte è un lamento mediorientale accompagnato da una briosa sarabanda di sei dulcimer e un nay; la seconda inizia con un ipnotico assolo di shakuhachi sul fischio subsonico di quattro sho e poi si inoltra in una jam improvvisata per tutto l'ensemble; la terza parte è la più sperimentale, tutta giocata sulle pause e sui tintinnii in cascata dei dulcimer; la quarta parte è un assolo di sho.

Addirittura in Twilight Fields (november 1987) suona vasi di fiori accordati e su Music Of Stones (recorded in 1988 - ECM, 1989) gli strumenti principali sono grosse rocce di granito. L'obiettivo è sempre quello di generare musica meditativa e cerimoniale di grande suggestione.

Twilight Fields (november 1987 - ECM, 1987) è tipica dei pregi e dei difetti della sua arte: gran parte della suite è pura musica di sottofondo, che concede poco se ascoltata per il suo valore intrinseco, ma il quarto movimento, sospinto da un dulcimer, è una danza incalzante di grande presa emotiva e il quinto movimento (per soli shakuhachi e cetra) è una delle trance zen più intense della sua carriera.

Le sei improvvisazioni per "pietre risonanti" non sono né meno pretestuose né meno affascinanti. Nella prima (per pietre e shakuhachi) il rombo di sottofondo non ha molta parte nelle evoluzioni del flauto, ma nella quarta le pietre sono sole, a dar vita a uno dei concerti per strumenti percussivi più insoliti di sempre.

La lunga suite di Darkness And Light (february 1990 - ECM, 1991) e To The Evening Child (february 1992 - ECM, 1992), che esperimenta con le steel drums, hanno continuato senza grandi emozioni l'ascetica musica da camera per strumenti esotici, filosofia zen e partiture ipnotiche di Micus.

Micus ha la dote di saper inventare le forme di musica più fantasiose ricorrendo al minimo dei mezzi, e di saper sfruttare quel minimo con la malizia di un veterano della meditazione.

Storicamente Micus è stato importante per il coraggio con cui impiegò le combinazioni più svariate di strumenti, mescolando senza pudori strumenti occidentali e strumenti orientali. Non solo ciò aiutò a riscoprire la musica acustica e a divulgare i timbri degli strumenti orientali, ma favorì la nascita della moderna world-music da camera, che è tanto austera e "seria" quanto quella classica e se ne differenzia unicamente perché non pone limiti agli strumenti che vi possono partecipare.

The exotic element was central to the music of Stephan Micus, as was the entire cultural world of the Far East. Implosions (1977) is more than an erudite version of Popol Vuh's Hosianna Mantra. In pieces such as As I Crossed A Bridge Of Dreams, a gentle psalm for sitar, guitar and voice, Micus sets zen philosophy to hypnotic quasi-ambient music. That form of languid Eastern-western chamber music for small orchestra of ethnic instruments was further explored on Koan (1981) and Wings Over Water (1982), and articulated in more and more virtuoso combinations. Ocean (1986), Micus' definitive symphony of timbres, led to the more abstract soundscapes of Twilight Fields (1987), which is static music for droning instruments and found objects, and Music Of Stones (recorded in 1988), which collects, literally, improvisations for resonating stones.
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After Athos (february 1994 - ECM, 1994), that employed the voice as well as the usual ethnic instruments (notably the shakuhachi flute), Micus relocated to Italy and relaxed his musical career. He resumed it in grand style with The Garden Of Mirrors (ECM, 2000), that contains the dreamy psalm of Night Circle, and Desert Poems (ECM, 2001), a collection of humble vignettes that are drenched in a different, intimate, very earthly kind of spirituality. All of them exhibit his trademark pan-ethnic style and his obsession with the timbres of exotic instruments.

Towards the Wind (ECM, 2002) offers melodic and droning chamber music for duduk, kalimba, shakuhachi and guitars (Birds of Dawn, Flying Horses, Before Sunrise).

Life (ECM, 2005) is a carefully-crafted 50-minute suite that represents everything that is charming and everything that is indulgent in Micus' art. On one hand, he develops melodic motifs that have universal appeal precisely because they are so unlike anything else in any culture. On the other hand, he toys with timbres and juxapositions mainly for sake of finding out how it feels. The music lacks an organic structure, and eventually sounds as profound as the window of an exotic shop.

Micus continued his calm journey through the collective ancestral psyche (and other dimensions) via his symphonies for multi-tracked vocals and world instruments: On The Wing (ECM, 2006), Snow (ECM, 2008) and Bold As Light (ECM, 2010).

Panagia (ECM, 2012), recorded between 2009 and 2012, collects six Byzantine Greek prayers performed with world instruments.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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