Patrick Moraz
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Lo svizzero Patrick Moraz è un organista di formazione classica che lavorò con Robert Moog al sintetizzatore Polymoog, ma la sua carriera di musicista ebbe inizio nel mondo del rock.

I suoi esordi si perdono nei primordi del progressive-rock britannico. All'inizio c'erano i Nice, il trio che, grazie alla figura istrionica di Keith Emerson, rese celebre l'organo elettronico. Gli scudieri di Emerson non furono mai famosi: Lee Jackson (basso) e Brian Davison (percussionisti) tentarono invano di ricostruirsi una carriera quando il divo li abbandonò per formare gli EL&P. Moraz aveva appena pubblicato un album con i suoi Mainhorse (Polydor, 1971), un trio in cui lui faceva la parte di Emerson. Jackson lo scoperse e lo assoldò per i suoi Jackson Heights. Il gruppo stentò per qualche anno poi si sciolse. Allora Jackson chiamò a sé anche Davison e diede vita a quello che era davvero il gruppo-sosia dei Nice, con Moraz al posto di Emerson: i Refugee (Charisma, 1974). L'evento lasciò del tutto indifferente il pubblico, che ormai aveva altro per la testa. Moraz passò con gli Yes di Relayer, a sostituire l'altro genio britannico delle tastiere, Rick Wakeman, e poi suonò sulle prime prove soliste di due membri degli Yes, Chris Squire e Steve Howe.

A quel punto Moraz si mise in proprio e cominciò a pubblicare album sempre più arditi di rock elettronico. Se i primi album suonano molto naif, Moraz vi manifesta già quella che resterà la sua caratteristica fondamentale: una curiosità maniacale per l'ingegneria del suono, che lo porterà a fabbricare armonie sempre più artificiali di proporzioni sempre più colossali, suonando quasi sempre tutti gli strumenti da solo.

Per Patrick Moraz (Charisma, 1976), suo capolavoro, assoldò dei percussionisti brasiliani. Nell'ouverture di Impact i mellotron e i sintetizzatori stendono lenzuoli di elettronica tragica sul frenetico pulsare delle percussioni, mentre le dissonanze del pianoforte creano suspence snervanti. Caracollando fra carillon sudamericani (Cachaca) e marce barocche (Intermezzo), il disco approda a uno stile elettronico che ricorda quello virulento e clownesco di Todd Rundgren (Indoors) e sconfina nell'hard-rock (Rise And Fall). I brani si gonfiano a dismisura, carichi di elettricità e di nevrosi, propulsi da un'energia incontenibile. Se gli spunti melodici ricordano un po' troppo gli Yes, è la ritmica paradossale a dare un senso a questa musica.

Out Of The Sun (Chrisma, 1977), Future Memories (Carrere, 1979), Syrinx/ Co-existence (Carrere, 1980), Timecode (Passport, 1984), sono album inferiori.

Music For Piano And Drums (Editions EG, 1983) e Flags (Editions EG, 1985) sono collaborazioni con Bill Bruford.

Human Interface (EMI, 1987) coronerà le sue ricerche sull'essenza del suono.

Windows Of Time (Spirit, 1994)

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