Stomu Yamashta
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Henze/ Takemitsu/ Maxwell Davies (L'Oiseau Lyre, 1972) 5/10
Red Buddha (Barclay, 1972) 6/10
Come To The Edge: Floating Music (Island, 1972) 6/10
The Man From The East (Island, 1973) 6/10
Freedom Is Frightening (Island, 1973) 5/10
One By One (Island, 1974) 5/10
Takemitsu/Ishii (EMI, 1974) 5/10
Raindog (Island, 1975) 6/10
Go (Island, 1976) 7/10
Go Live From Paris (Island, 1976) 5/10
Go Too (Arista, 1977) 5/10
Iroha: Ten/Chi (RVC, 198#) 6.5/10
Iroha: Sui (RVC, 1982) 6/10
Iroha: Ka (RVC, 1983) 6/10
Iroha: Kucai (JVC, 198#) anthology
Sea And Sky (Victor, 1984)(Kuckuck, 1987) (Celestial Harmonies 11072, 19##) 7.5/10
Solar Dreams I (Kosei, 1990) 6/10
Solar Dreams II (Kosei, 1993) 5/10
Links:

Quando Stomu Yamashta viene rivelato al pubblico occidentale è un enfant prodige delle percussioni: ventisettenne (classe 1945), ha già alle spalle una militanza di tutto rispetto nelle file degli ensemble d'avanguardia, dei complessi di free jazz e persino delle orchestre sinfoniche.

Un numero impressionante di compositori moderni ha scritto musica per lui. Laureato in composizione a Kyoto e a Boston, non riesce però a mettere in luce le sue doti creative, preferendo speculare sul mito del percussionista monstre e sulle sue origini etniche.

Trasferitosi in Inghilterra, tenta una carriera più rock con un complesso ad hoc, Come To The Edge, documentato su Floating Music (1972), ma ottiene risultati più brillanti con il Red Buddha Theatre, un collettivo anglo-nipponico e teatro-musicale che debutta con l'opera The Man From The East (altre "recite" saranno raccolte in Raindog). Yamashta accentua la propensione per il jazz-rock con gli Eastwind (Hugh Hopper, Gary Boyle e Brian Gascoigne), che incidono Freedom Is Frightening e One By One.

Continua a segnalarsi come ideologo di supergruppi quando forma i Go, che annoverano Klaus Schulze alle tastiere elettroniche, Steve Winwood all'organo, Michael Shrieve dei Santana alle percussioni, Al DiMeola alle chitarre. In parallelo a questo jazz-rock esotico (molto presuntuoso, ma poco coinvolgente) Yamashta conduce una attività di accanito sperimentatore, peraltro altrettanto pretestuosa.

Ma la carriera più sincera di Yamashta è forse quella di Iroha, il suo alter ego new age, alle prese con le tastiere elettroniche, il canto tibetano e i suoni naturali, nella direzione che era stata abbozzata, ma non sempre perseguita, da brani come Space Theme, Space Requiem e Space Song (su Go).

Più facile e sentimentale, ma anche più maturo, Sea And Sky, poema sinfonico-elettronico arrangiato da Paul Buckmaster per sintetizzatore, percussioni e orchestra, costituirà forse l'apice della sua carriera.

If English is your first language and you could translate the Italian text, please contact me.
Scroll down for recent reviews in English.
What is unique about this music database