Peter Case
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Nerves
Plimsouls, 7/10
Everywhere At Once , 6/10
Peter Case, 6.5/10
The Man With The ... Guitar, 6.5/10
Six Pack Of Love , 6/10
Sings Like Hell , 5/10
Full Service No Waiting , 6/10
Flying Saucer Blues , 5/10
Bee Line , 4/10
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Un gruppo fondamentale per lo sviluppo del power-pop di Los Angeles fu quello di Paul Collins (batteria), Peter Case (basso) e Jack Lee (chitarra): i Nerves. Il loro primo, omonimo, ed auto-prodotto, EP del 1976, contiene tre classici del "Sixties revival" in voga ai tempi: Hanging On The Telephone di Lee (portato al successo da Blondie), When You Find Out di Case, un perfetto restauro del sound dei garage, e Working Too Hard di Collins, ballad raffinata.

I Nerves durarono soltanto una stagione. Poi Collins formo` i Beat e Case i Plimsouls (di Lee si sarebbero perse le tracce). Fin dall'EP Zero Hour (Beat, 1980) Case si dimostro` subito il piu` valido erede dei Nerves: la title-track e` un effervescente soul cantato con acidita` alla Costello e accompagnato da un organetto gospel; How Long Will It Take e` un concentrato di melodismo e arrangiamento folkrock.

Plimsouls (Planet, 1981) e` uno dei capolavori del genere, insieme ai migliori di Tom Petty e pochi altri. Il registro del canto di Case e` un misto di Paul McCartney adolescenziale e di rhythm'n'blues passionale. Gli assoli timidissimi e i riff in punta di piedi del chitarrista Eddie Munoz, e la sezione ritmica in primo piano di Dave Pahoa (basso) e Lou Ramirez (batteria) compongono una miscela elegantemente classica e ingenuamente fresca.
Lo spettro espressivo non e` molto ampio, racchiuso fra il rock'n'roll "medio" alla Petty di Lost Time e la ballata grintosa alla Who di In This Town, fra la canzoncina alla Beatles di Now e il garage-rock di Hush Hush. Ma se sono infinite le citazioni di gruppi e stili degli anni '60, il modo in cui il loro powerpop fonde melodie orecchiabili e riff trascinanti in brani come Everyday Things e` davvero unico. Tutti i brani sono pervasi da armonie vocali del Merseybeat, ma al tempo stesso irrobustiti da vibranti figure boogie della chitarra. Ma il disco pullula anche di inflessioni Stones, soprattutto nel trittico composto dal soul di I Want What You Got, dal boogie di Nickels And Dimes e dal blues di I Want You Back. Il capolavoro di arrangiamento e` forse la cover di Women, un rock and roll a ritmo sostenuto con una pulsazione vertiginosa di basso, un ritornello da Merseybeat cantato in un registro lascivo e grintoso a meta` fra Jagger e Daltrey e un assolo di chitarra furibondo alla Alvin Lee.
Maestro nel rielaborare il bluesrock e il folkrock, il rock and roll e il beat, Case fu uno dei primi a compiere l'operazione di reinterpretazione che i Fleshtones porteranno al massimo splendore.

Il 45 giri A Million Miles Away (auto-prodotto e uscito nel 1982) in particolare rinnovo` i fasti dei Byrds con una grinta appena piu` hardrock.

Il secondo album dei Plimsouls, Everywhere At Once (Geffen, 1983), abbandonava le pose "beat" e sfoggiava arrangiamenti piu` maturi, all'insegna di un rhythm and blues irruente e tribale, nonche' un registro di canto piu` vicino al punkrock che al Merseybeat. Aperto da Shaky City, un rockabilly swingante alla Stray Cats, metteva in mostra soprattutto le filastrocche rabbiose e "anthemiche" Magic Touch e Play The Breaks che si servivano di un contrappunto melodico di chitarra e di una verve degna dei Monkees.

I Plimsouls, incompresi nonostante non avessero mai sbagliato un disco, si sciolsero nel 1984. (Munoz tornera` a suonare soltanto nel 1988, con i Walking Wounded, al fianco di un altro veterano di quella scena, l'altro chitarrista Roger Prescott dei Pop).

Case passo` due anni a vagabondare suonando nei cafe` finche' arrivo` a San Francisco. Con il suo primo album solista, Peter Case (Geffen, 1986), il leader diede un'opera molto diversa, improntata all'umilta` e all'introspezione. Il registro della sua voce e` cambiato un'altra volta, diventando un tenore da "roadhouse" molto piu` personale. Ma soprattutto e` lo scopo della musica ad essere mutato: la marziale e dolente Echo Wars, il solenne boogie di Old Blue Car, affrescano l'America della sua generazione; e non a caso Steel Strings (nonostante una percussivita` da world-music) e I Shook His Hand (nonostante un andamento da anni '50) riecheggiano il piglio trascinante, da capo-popolo, di Bruce Springsteen. Nelle sue canzoni rimane sempre un'ombra, una scia, un gene, per quanto impercettibile, di arcaico, come dimsotrano il blues di Icewater e il folk di Walk In The Woods. Senza saperlo, Case, ispirato da T-Bone Burnett, stava lanciando il revival del folk acustico fra le truppe della new wave e del punk-rock.

Nonostante l'ottima accoglienza riservata all'opera da critica e pubblico, il successivo The Man With The Blue Postmodern Fragmented Neo-Traditionalist Guitar (Geffen, 1989) esce soltanto tre anni dopo. Prendendo come punti di riferimento Petty (This Town's A Riot) e Springsteen (Hidden Love), ovvero i due cantori per eccellenza del decennio, Case continua una parabola artistica che si allontana sempre piu` dalla forma e si avvicina sempre piu` al contenuto. I personaggi coloriti di questo suo teatrino di provincia (Poor Old Tom), e la vivacita` delle scenette in cui vengono coinvolti, lo pongono comunque in una nicchia a parte nel panorama dei neo-folksinger.

Six Pack Of Love (Geffen, 1992), forte di uno dei suoi capolavori melodici, Dream About You, abbandona il folkrock a favore di un roots-rock piu` passionale ed arrangiato. Il cuore del disco sono le meste confessioni autobiografiche di Vanishing Act, Never Comin' Home e It Don't Matter What People Say.

Sings Like Hell (Vanguard, 1994) sanci` questo approdo al sound dei maestri con una raccolta di traditionals arcaici. L'album e` una metafora per la transizione che si stava verificando nella sua vita privata: divorziato da Victoria Williams, si era risposato e aveva avviato una nuova famiglia.

Torn Again (Vanguard, 1995) si riallaccia alla tradizione che congiunge Woody Guthrie a John Hiatt, quella del folk proletario suonato in maniera asciutta e finanche brutale (Workin' For The Enemy, Turnin' Blue). Blind Luck e` invece un rock and roll vigoroso, quasi uno scatto rabbioso dopo tutta la malinconia ingoiata durante il suo viaggio attraverso l'America degli sconfitti.

La semplicita` regna sovrana su Full Service No Waiting (Vanguard, 1998), sesto album solista, opera appena malata di un umore senile. Quello di Honey Child, Beautiful Grind e On The Way Downtown e` un borghese domestico che, invecchiando, aspira alla saggezza. L'album si chiude con l'autobiografica Still Playin', che sembra fare il punto della sua esistenza.

Talento enorme della canzone sociale, Peter Case ha la capacita` di evocare immagini come se facesse film invece che musica.

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(Translation by/ Tradotto da xxx)

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Kool Trash (1998)
(Translation by/ Tradotto da Alessandra De Angelis)

Con Flying Saucer Blues (Vanguard, 2000) Case continua a tirar fuori collezioni personali, profondamente sentite e mature, che lo differenziano tra la spessa folla di folksingers post-Petty. Il suo stile e' classico, con reminescenze di Gram Parsons (Black Dirt & Clay), Warren Zevon (Paradise Etc) e Bob Dylan (Two Heroes) senza mai suonare derivato.

With Flying Saucer Blues (Vanguard, 2000) Case continues to turn out personal, deeply-felt and mature collections that set him apart among the thick crowd of post-Petty folksingers. His style is classic, reminiscent of Gram Parsons (Black Dirt & Clay), Warren Zevon (Paradise Etc) and Bob Dylan (the long narrative Two Heroes) without ever sounding derivative. The roaring rhythm and blues of Cool Drink O' Water and the lounge serenade Lost In Your Eyes change his musical landscape. And it is probably the first time in his career that one of his records is the natural follow-up to the previous one (even the line-up is the same).

Most of the tracks on Bee Line (Vanguard, 2002) are lengthy and are obviously trying very hard to say something very important, but Case's talent is light and frivolous (as in If You Got a Light to Shine), not ponderous and metaphysical. The net result is slightly unnerving, like when you don't dare interrupt somebody even though you know he's embarrassing himself.

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