Colin Newman
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A-Z , 8/10
Singing Fish , 6.5/10
Commercial Suicide, 5/10
It Seems , 6/10
Bastard , 5/10
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Quando esce nel 1980, la prima opera solista di Colin Newman, A-Z (Beggars Banquet), non e` altro che la logica continuazione del nuovo corso modernista dei Wire, con il produttore Mike Thorne di fatto al posto di comando. Ma Newman puo` finalmente imporre le sue strategie, e in particolare la sua passione per la psichedelia di Barrett e il meta-rock di Eno: armonie spaziali, liriche oblique, canto convulso, incedere allucinogeno.
Dell'alchimia di Newman e Thorne sono emblematici gli equilibrismi ritmici, violenti e surreali, le cariche spasmodiche che esasperano la prassi di Eno e detonano iceberg di demenzialita` armoniche in un baldanzoso music-hall dell'olocausto industriale: il boogie di I Have Waited Ages, vertigine supersonica di voci "trovate", accelerate, distorte, rallentate, sovrapposte alla Wyatt in un tornado di distorsioni elettricissime e ritmi metallurgici; il power-pop in forma di balletto androide di & Jury; le cadenze maciullanti e le urla nevrasteniche di Life On Deck, frenetica pantomima robotica da cabaret espressionista; il trascinante voodoobilly di Inventory, con accenni di danza cosacca e stacchetti sinfonici; e il sommo canto della nevrosi di Star Eyes, dove il ritmo e` un coro catacombale intrecciato a un balbettio psicotico.
Alla psichedelia piu` lisergica rimandano invece la litania di Alone, funerea e orientaleggiante, la trance di Seconds To Last, cosmica e disperata, e il vortice di organi glaciali di Order For Order.
Esasperando il concetto, Newman perviene a incubi abominevoli di nevrosi industriale, degni delle atmosfere apocalittiche dei Joy Division: le sincopi e le dissonanze maniacali di Troiseme, la suspence agghiacciante di Image (ossessivamente sfigurata da una vibrazione discordante di lamine metalliche), il crescendo incalzante dello psicodramma espressionista But No; per culminare nel declamato marziale e nel finale caotico e apocalittico di B, dove un marchingegno ritmico spappola dissonanze, miasmi vocali e fili solenni di synth, librandosi in un'epica danza futurista, maestoso inno all'urlo primordiale che erompe in tutta la sua selvaggia bestialita`.
Ogni brano e` un mini-requiem costuito su frasi d'organo titaniche, su uno schitarrare drammatico, su ritmi da industria pesante, su pianismi e vocalizzi da cabaret decadente declamati in modo isterico, su nastri orrendamente deformati. Tutti sono cesellati con una accurata sovrapposizione di trovate ritmiche, melodiche ed elettroniche, che li rendono spesso camaleontici e densi di eventi sonori, pur non oltrepassando mai la misura della canzone, e senza mai confonderne l'identita`. Si concludono sistematicamente con una coda distruttiva che ne detona del tutto l'armonia. Newman e` un Barrett degli anni '80, che ha conosciuto i pastiche ritmici di Eno e il caos vocale di Wyatt. E` un Barrett tecnologico, la cui pazzia e` ora prigioniera delle macchine e di un'alienazione ben piu` devastante e ben meno poetica.
Modernismo punk, musica "industriale" e neo-psichedelia raggiungono in questo disco un magistrale punto d'equilibrio. Opera classica in tutti i suoi aspetti, A-Z e` una delle pietre miliari del rock britannico, naturale raccordo fra l'Eno di Before And After Science e la musica "industriale" dei Throbbing Gristle. L'atmosfera funerea che lo avvolge, il lirico fatalismo che lo sovrasta, la tensione drammatica che lo dilania dall'inizio alla fine, l'espressionismo violento di tanti suoi numeri, sottendono sempre un senso epico e titanico della condizione umana, che ne fa in realta` un commosso tributo alla tragedia di esistere.

La prova successiva, Singing Fish (4AD, 1981), e` molto piu` austera, pare quasi un trattato musicologico. Sono dodici pezzi senza titolo in cui Newman esprime le sue velleita` di musicista elettronica all'insegna del "do it yourself" in voga in quegli anni. Quasi tutte le vignette sono suggestive, anche se nessuna e` particolarmente innnovativa. Nate al confine fra il Brian Eno di Another Green World e i Throbbing Gristle delle Jazz Funk Greats, le piece di Newman brillano di una loro geniale forma di concisione ed eleganza Fish 1 unisce la scansione industriale a una marcetta psichedelica con un piglio squisitamente minimalista; Fish 4 abbozza una stasi elettronica degna delle sinfonie interstellari del primo Klaus Schulze; Fish 5 mette in pista uno dei suoi fragorosi balletti robotici; Fish 9 sovrappone un canticchiare da bambino a un tribalismo androide; Fish 7 elabora le cantilene e i passi di danza del Medioriente. Sono tutti numeri di altissimo livello, nei quali Newman alterna le pose dello sperimentatore di conservatorio a quelle del guitto di cabaret. Newman fornisce insomma il suo contributo a coniare quella muzak per intellettuali abbozzata da Eno nel decennio precedente.

Not To completa la trilogia, ma deve fare a meno di Thorne (soppiantato nei panni dell'arrangiatore dal chitarrista Desmond Simmons). Non soltanto le canzoni sono piu` convenzionali, ma il sound si e` anche fatto spinoso, frenetico, nevrotico. Non e` un caso che il brano migliore sia la novelty strumentale di Indians.

Passeranno quattro anni prima che Newman senta il bisogno di riprovare a scrivere musiche per se stesso. Piu` malinconico e fragile, un po' distratto dalla presenza di Malka Spigel (la moglie), il sound di Commercial Suicide (Crammed, 1986) denota l'incapacita` di Newman di fare davvero tutto da solo, senza ne` i compagni ne` Thorne, indispensabili per completare gli arrangiamenti. Ci riuscira` due anni dopo con It Seems (1988), la sua opera piu` lirica e sofisticata (It Seems), contemplativa ed evocativa (Rite Of Life), melodica e ballabile (Quite Unrehearsed), esistenziale e classicheggiante (Not Being In Warsaw), intrisa di umori decadenti alla Ultravox e di orientalismi soffusi alla Japan.

Newman ha pubblicato sotto lo pseudonimo di Oracle la raccolta Tree (Swim) di registrazioni degli ultimi cinque anni, aiutato dalla moglie Malka Spigel, un'opera che testimonia come in lui non si sia spento l'anelito per una musica elettronica che sia al tempo stesso tribale e ambientale.

After the demise of Wir (for which he wrote all the singles except Eardrum Buzz), Colin Newman returned to solo music with the instrumental album Bastard (Swim, 1997). These pieces fuse ambient music, dance beats and hard-rock guitars. The most striking feature of this new course is the eclectic choice of rhythmic styles: hip hop (Sticky), drum'n'bass (Slowfast), techno (G-Deep) and a personal variation on trip-hop (the haunting The Orange House). However, Newman is at his best in the elegant atmospheres of May, Without and Spaced In (perhaps the standout), where his career-long search for "sound" yields the most inspired moods.

The four-song EP Voice is less ambitious but possibly more artistically focused.

Githead's HeadGit (Swim, 2004) is a collaboration between Newman, Scanner and Minimal Compact's Malka Spiegel.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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