Crass
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The Feeding Of The Five Thousand (1978), 7/10 (compilation)
Stations Of The Crass (1979), 7/10
Penis Envy (1981), 6/10
Christ (1982), 6.5/10
Yes Sir I Will (1983), 5/10
10 Notes On A Summer's Day (1986), 7/10 (EP)
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If English is your first language and you could translate the Italian text, please contact me. I Crass furono il punk-group anarchico per eccellenza, una agit-prop band per la quale l'idioma sonoro vale quanto l'iconografia. Violenti e brutali, blasfemi ed estremisti, con i loro veementi reportage espressionisti (a partire dai singoli Do They Owe Us A Living del 1977, il loro primo "anthem" generazionale e rivoluzionario, e Reality Asylum del 1978, un rosario blasfemo che inveisce contro Cristo con lo stile visionario dei poeti beat su uno sfondo di rumori astratti, nonche` il suo retro, Shaved Women, sorta di esorcismo di strega invasata) divennero una comune radicale, una etichetta alternativa e un servizio di informazione. L'EP The Feeding Of The Five Thousand (Small Wonder, october 1978 - Crassical Collection, 2011) raccolse l'intero repertorio del complesso (diciotto canzoni, o, meglio, "rallying cries").

Abbracciate tutte le cause disponibili (pacifista, "no nukes", femminista, anti-razzista, anti-consumista), sono assurti a punto di riferimento obbligato per tutte le band di simili intenti. Jeremy "Penny Rimbaud" Ratter (la mente dell'operazione, gia` artista performance e fondatore dello Stonehenge Free Festival, insieme a Bronwyn "Eve Libertine" Jones e Steve "Ignorant" Williams (le due voci) hanno guidato il gruppo su strade via via piu' sperimentali (come dimostrano nel 1980 il comizio marziale di Bloody Revolutions, la danza di guerra di Nagasaki Nightmare, e il balletto grottesco di Big A Little A), emancipandolo dalle anguste armonie del thrash.

Con Stations Of The Crass (Crass, 1979) i Crass approdarono al capolavoro. La loro prassi e' efficace quanto quella dei Clash, benche' si situi a estremi ideologici quasi opposti. Per quanto elementare, ogni idea musicale viene riempita di significato attraverso un processo di mitologizzazione che e' piu' naif ma non meno acuto di quello di Strummer. Il musichall piu' demenziale e schizoide trionfa in numeri epilettici come You've Got Big Hands, Big Man, Contaminational Power, filastrocche a rotta di collo sempre all'insegna di un vernacolare rozzamente volgare e provocatorio. Dai Ramones e soprattutto dai New York Dolls i Crass hanno appreso (soprattutto in I Ain't Thick come trasformare in epica generazionale le marcette scipite del beat. Quest'umore goliardico si sposa talvolta a insoliti esperimenti armonici: Libertine delira come una soprano d'opera impazzita nel folle scherzo di Darling, l'altra cantante Joy De Vivre gorgheggia paranoica nel ballabile "industriale" di Walls, Ignorant propelle la danse macabre di Gasman Cometh.
E' comunque nel registro tragico che i Crass danno il meglio e dimostrano di essere musicalmente molto piu' colti di quanto pretendevano di essere: Mother si apre su un declamato desolato di Libertine, che fa da apripista per le possenti linee di basso e le violente distorsioni di chitarra e tutta la sarcastica e grottesca recita di Ignorant che segue (a passo di musichall); l'inno polemico e furibondo di White Punks On Hope, uno dei proclami piu' feroci dell'estrema sinistra punk, incalza con le sue ragnatele funky; Fun Going On, scossa da sincopi maniacali, e Tired, propulsa da un'irresistibile cadenza alla Clash, sono brani iper-distorti in progressione degni del miglior garage-rock.
Ogni loro brano, con la sua sfilata di crimini e orrori, e' una Desolation Row della contro-informazione punk o, con le sue massime insurrezionali, un libretto di Mao rivisto da Zappa.

Penis Envy (1981), un concept su temi femministi cantato esclusivamente da voci femminili, ha dalla sua soltanto un arrangiamento piu` professionale, poiche' la musica ha l'aria di essere semplicemente uno scarto dell'album precedente.

Il doppio Christ (Crass, 1982) e` il loro lavoro piu` dottrinale, non necessariamente il migliore. Nessuno sa come loro trasformare il punk-rock in uno slogan corale (Banned From The Roxy, They Owe Us A Living, I Ain't Thick, So What). Le loro sceneggiate comiche e pantagrueliche (Big A Little A), le loro danze valpurgiche (Rival Tribal Rebel Rebel, Bata Motel Blues, Shaved Women), le loro filastrocche epiche e demenziali (Have A Nice Day) fanno leva su uno spirito anche troppo sbandierato di ribellione. Disco un po' troppo amatoriale (nella quarantina di brani ce ne saranno una decina che sono canzoni e non frammenti di canzone) e decisamente troppo parlato, porta comunque le stigmate dei Crass come forse nessun altro loro album.

La sferzante satira di Sheep Farming In The Falklands (1983) li riporta nel frattempo al centro dell'attenzione. Yes Sir I Will (1983), che contiene un lungo sproloquio politico con accompagnamento improvvisato in stile free-jazz, e l'EP 10 Notes On A Summer's Day (1986), che contiene soltanto due lunghi brani, Ten Notes on a Summer's Day e The Swan Song, ormai al confine con la musica elettronica e dissonante, chiusero una carriera politica che forse cominciava a essere anacronistica anche se quella musicale forse cominciava appena a sbocciare.

Se ideologicamente i Crass suonano oggi come patetici tardo-sessantottini (con inflessioni flower-power) che combattono battaglie un po' antiquate, musicalmente il complesso ha fuso la brutalita' "tragica" del punk con una forma "comica" di arrangiamento, che impiega, straniandoli, elementi del tutto estranei alla prassi punk. Il loro petulante ma austero punk rock dell'estrema sinistra costituisce in realta' una forma di punk "brechtiano".

Dei Crass e` rimasto un ricordo molto vago: Eve Libertine fa massaggi e Steve Ignorant fa il falegname. Soltanto nel 1993 Ignorant torna sulle scene, alla testa degli Schwartzeneggar, che sono un concentrato di reduci del primo punk-rock politicizzato, da Andy Tuck (Thatcher On Acid) a Mark Pickstone (Conflict). Goodbye To All That (Rugger Bugger), Art & Craft e Take Your Elbow Off The Table sono i singoli che riattizzano l'odio e The Way Things Are (1994) l'album che fa ricordare tutti i difetti del genere.

Penny Rimbaud si e` concentrato sulla poesia politica.

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