Robin Lee Crutchfield
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Exterminating Angel (1980), 7/10 Window (1982), 6.5/10 Links:
  • DNA). Con questa sigla diede vita a uno degli stili elettronici piu` cupi della storia del rock, una musica che incrocia il dark-punk dei Joy Division e il vuoto morale dei decadenti, la letteratura dei vampiri e la "noia" degli esistenzialisti. Il manifesto programmatico del suo progetto fu il 45 giri Hand In The Dark. Dark Day ripassava senza mai entusiasmarsi i costrutti armonici tradizionali basati sulla melodia.

    L'album Exterminating Angel (Lust, 1980 - Dark Entries, 2012), un omaggio al classico di Luis Bunuel, catalogava una serie da brivido di queste pantomime del nulla. Tutto si muove lentamente, all'insegna di melodie funeree e nell'ottica di una desolazione totale, e letale. I ritornelli e i ritmi delle tastiere ipnotizzano piu` che traumatizzare, con iterazioni ossessive in maniera quasi minimalista. Crutchfield li accompagna recitando (non cantando) i pochi versi, opprimenti e paranoici, delle sue liriche con voce glaciale e lugubre, tanto lapidaria quanto indolente, intercalando frequenti e lunghe pause che rendono snervante l'attesa del prossimo verso. Spleen e angoscia dominano le atmosfere di quelli che sono piccoli poemi tonali sulla grigia monotonia dell'infelicita` quotidiana: musica cerimoniale con inflessioni orientali (lo strumentale Raven's Wing), tribalismi sinistri (Arp's Carpet), cavalcate epiche (Chamaleon), lamenti struggenti (Flightless Birds), balletti robotici (l'anti-inno nichilista No Nothing Never), per culminare nel crescendo da brividi di Trapped, maestosa e terribile processione di fantasmi.

    Window (1982 - Dark Entries, 2012) stacca un'altra sequenza di nenie disperate dal rosario delle allucinazioni di Crutchfield, un Dada claustrofobico avvizzito nel castello diroccato del Conte Dracula. Anche qui la title-track, uno strumentale metronomico e sintetizzato dall'andamento mediorientale, stabilisce lo standard a cui si attengono tutti i brani, dalla fanfara marziale di Nudes In The Forest alla catalessi tenebrosa di Sleep. Il ritmo e la melodia, molto semplici e lineari, piu` adatti a danze popolari che a meditazioni trascendenti, rimandano a paesaggi fantastici ed esotici, scenografia ideale per millenari cerimoniali occulti. Su questa colonna sonora Crutchfield mormora in trance le sue litanie di paranoia e di claustrofobia.

    L'abulia del sound decreta la morte commerciale dei Dark Day. L'opera successiva, Beyond The Pale (1986), esce soltanto privatamente su cassetta. E' una raccolta di strumentali inquietanti, costruiti attorno al suono gotico e medievale di un organo, e ritmati con percussioni da castello dell'horror come sonagli, campanelli, bongo. Crutchfield continuera` a eseguire danze pagane del soprannaturale con i Darkest Before Dawn (Nigh Eve, 1989).

    Collected 1979-82 (Daft, 1998) raccoglie tutto il repertorio.

    Crutchfield later tried to resurrect Dark Day with Darkest Before Dawn (1989), Loon (2000), The Happy Little Oysters (2001) and Strange Clockwork (2003).

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