Died Pretty
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )

Free Dirt, 7/10
Lost , 6/10
Every Brilliant Eye , 5/10
Doughboy Hollow , 5/10
Trace , 6/10
Sold , 5/10
Using My Gills As A Roadmap, 6/10
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I Died Pretty vennero alla luce nel periodo di transizione fra il dark-punk e gli shoegazer e la loro musica contiene elementi di entrambi, filtrati attraverso il rozzo garage-rock dell'Australia.

Il gruppo, formato a Sydney, contava di tre forti personalita`: Brett Myers (chitarra), Frank Brunetti (tastiere) e Ronnie Peno (canto). Rivelatisi nel 1984 con le atmosfere morbide e gotiche del singolo Out Of The Unknown (World Without), peraltro ancora legato agli schematismi del rock psichedelico, si volsero ai mantra elettrici dei Suicide e al "rumor bianco" dei Velvet Underground con Mirror Blues (Citadel), un lungo, incalzante incubo di distorsioni e dissonanze a ritmo voodoobilly.

Il gruppo continuo` a sfornare singoli ed EP. Su Next To Nothing (1985) Peno e compagni miniano il maestoso ed opprimente psicodramma di Ambergris, poi con le due cupe, vibranti ballate di disperazione del 1986, Blue Sky Day e Stoneage Cinderella, che indovinarono un connubio fra folkrock e dark punk. Infine, Next To Nothing, teatrale, enfatica, apocalittica, riprende il carisma messianico di Jim Morrison e sviluppandone l'apologia della fine.

Energico e disperato, il lamento dei Died Pretty sfoglia le pagine consunte dello spleen adolescenziale con rinnovata enfasi, non ignaro delle litanie di Patti Smith e dei melodrammi di Bruce Springsteen.

Quando finalmente usci`, il primo album, Free Dirt (What Goes On, 1986), attenuo` molto la violenza (psichica e sonora) degli esordi a favore di una ballata debitrice nei confronti di Bob Dylan e Gram Parsons. Il modello di quest'ultimo domina il disco: la sua ballata maledetta viene imbrigliata in grezzi vocalizzi e arrangiamenti rhythm and blues (Through Another Door, Life To Go) con un contorno pittoresco di quadriglie scapestrate alla Holy Modal Rounders (Wig-out) e di psicodrammi psichedelici alla Doors (Just Skin).

Quel suono, non meno torbido e angoscioso, impregna anche l'incalzante singolo Winterland, anteprima all'album Lost (Blue Mosque, 1988), con la morbida Towers Of Strength e la ballata acustica As Must Have, nonche' i singoli Everybody Moves e Whitlam Square.

Every Brilliant Eye (Blue Mosque, 1990) dimostra come fosse in atto una rapida regressione alla normalita`, dal folkrock di True Fools Fall alla trance di Face Towards The Sun, parzialmente riscattata dai sei minuti di The Underbelly.

Quella sara` la strada intrapresa dal gruppo durante la maturita`. Sempre piu` fiacche e orecchiabili, le Stop Myself, DC e Sweetheart di Doughboy Hollow (Blue Mosque, 1991) li propongono nei panni di mediocri epigoni di Tom Petty e REM.

Sorprendentemente Using My Gills As A Roadmap (Citadel, 1998) segna invece un ritorno alla corrente elettrica di Free Dirt.

Outoftheunknown (Citadel, 1999) e` un'antologia della loro carriera.

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(Translation by/ Tradotto da xxx)

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Trace (Columbia, 1993) is a dignified work that, while lacking the energy of the old days, features mature compositions like The Rivers and Days, besides a commercial sell-out like the funk-metal 110 BPM. Sold (Columbia, 1995) is even more compromised.

Surprisingly, Using My Gills As A Roadmap (Citadel, 1998) marks instead a return to the psycho-electrical sound of Free Dirt, with elegant and fantastic jams like Paint It Black You Devils and romantic anthems like Radio and Stay.

Outoftheunknown (Citadel, 1999) is a career anthology.

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