Thomas Dolby
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L'album The Golden Age Of Wireless (Capitol) del 1982 segno` un capitolo importante per la musica da ballo inglese, in quanto rilancio` il synthpop sotto forma di prodotto "casalingo" (Europa And The Pirate Twins e She Blinded Me With Science), conservando al tempo stesso uno squisito gusto per il powerpop (Radio Silence).

Magic Wand (portata al successo dai Whodini), il singolo Get Out Of My Mix e Hyperactive, sull'album The Flat Earth (1984), tentarono invano di ripetere la magia di quell'esordio ma ottennero maggiore successo commerciale.

Dolby si trasferi` a Los Angeles, sposato a un'attrice televisiva, scrivendo canzoni su commessa per alcune colonne sonore e fungendo da sessionman per diversi dischi altrui. Soltanto nel 1988 comparve un suo nuovo album, Aliens Ate My Buick (EMI), in cui Dolby tento` di riabilitarsi con qualche gag nostalgica (lo swing da big band di The Key To Her Ferrari) e diverse imitazioni del funk psichedelico di George Clinton (Airhead e Hot Sauce).

Fallita anche quella prova, passano altri quattro anni prima che veda la luce Astronauts And Heretics (Giant), il suo album meglio curato (e pubblicizzato), che segna un ritorno alla ballata atmosferica (I Love You Goodbye, I Live In A Suitcase) e al powerpop (Close But No Cigar).

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Dolby returned after a long hiatus with A Map of the Floating City (Redeye, 2011), a claustrophobic concept album (originally three EPs) that offered an eclectic mix of country, soul, jazz and synth-pop. (Translation by/ Tradotto da xxx)

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