Durutti Column


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The Return Of The Durutti Column (1980) , 7/10
LC, 6.5/10
Another Setting , 5/10
Without Mercy , 6.5/10
Circuses And Bread , 6/10
The Guitar And Other Machines , 6/10
Vini Reilly (1988) , 6.5/10
Obey The Time
Sporadic Recordings
Dry
Sex And Death
Fidelity
Time Was Gigantic
Someone Else's Party , 4/10
Tempus Fugit (2005), 4/10
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Quando emerse dalla discografia indipendente dell'epoca, Il tenue impressionismo strumentale del chitarrista britannico Vincent Reilly, che scelse lo pseudonimo Durutti Column in omaggio all'anarchico spagnolo Buenaventura Durruti (sbagliando il cognome), si presento` come una delle novita` piu` anacronistiche.

Il primo album di Durutti Column, The Return Of The Durutti Column (Factory, 1980), esce al picco del punk-rock, ma propone invece una raccolta di melodie mute per chitarra ed effetti sonori. Memore della "frippertronics" e dell'"ambientale" di Eno, influenzato dagli stili del flamenco e del folk, Reilly compone musica da camera new age per timbri vellutati e arrangiamenti spartani. Almeno il solenne mantra per riverberi di Conduct, il motivetto di Sketch For Summer, le tessiture jazzate di Katharine e le vibrazioni piu` sinistre di Requiem For A Father giustificano il mezzo. Il singolo Lips That Would Kiss del giugno 1980, che porta alle estreme conseguenze la sua arte di timbri taglienti, di accordi smussati, di scale dissonanti e sincopate, e` la cigliegina sulla torta.

Diversi dischi in Belgio celebrano il suo status di guru. Sulla compilation A Factory Quartet risplende l'aria di For Belgian Friends, degna delle colonne sonore degli anni '60, cosi` come il singolo Danny (Enigma, 1981).

L'idea non ha pero` il fiato piu` lungo di un album, e il successivo LC (Factory, 1981), rinunciando al solismo illuminato dell'esordio, finisce per risultare monotono e scontato, nonostante Sketch FOr Dawn, nonostante Jacqueline, l'unico sfoggio di bravura chitarristica, e Missing Boy, una canzone new wave a cui nuocciono canto, arrangiamento e drum-machine.

Neppure le tre ambiziose piece dell'EP Deux Triangles (Factory, 1981), ovvero Zinni, Favorite Painting e Piece For Out Of The Tune Grand Piano, e il singolo Enigma (Sordide Sentimentale) redimono questo periodo infausto.

Reilly non rinuncia al canto (Spent Time) e all'accompagnamento atmosferico (Prayer) sull'album Another Setting (Factory, 1983), ma prova a moderare gli arrangiamenti e ritorna ad atmosfere pallide, crepuscolari, dimesse. Beggar e Dream Of A Child sono pero` pallide copie degli acquarelli del 1979.

Tanto che il successivo album Short Stories For Pauline rimarra` inedito (parte delle musiche compariranno sull'antologia Lips That Would Kiss). L'attivita` di Reilly e` comunque sempre intensa, fra le musiche per Changing Places (Red Flame) della poetessa Anne Clark, un album registrato in Portogallo e un nuovo EP, Say What You Mean (Factory), con Goodbye e A Little Mercy, e soprattutto il jazz soffice da salotto di Room.

Dopo la parentesi di Amigos Em Portugal (1983 - Kooky, 2005), Without Mercy (Factory, 1984) rappresenta la prima svolta. Reilly decide di mettere in musica un poema di Keats e lo fa strutturando il disco come un lunga (38 minuti) suite in movimenti (o "stanze") e facendosi accompagnare da un ensemble da camera (trombone, sassofono, viola, violino, violoncello, percussioni). L'esperimento funziona dove la chitarra riesce a entrare in risonanza con gli altri strumenti: nel fine contrappunto delle prime stanze. La seconda meta` rappresenta invece una svolta verso un suono piu` pop, con la ritmica in primo piano e motivi orecchiabili. Per Reilly questa e` una sorta di fantasia melodica alla Tubular Bells di Mike Oldfield. Lo spirito e` pero` sempre piu` vicino a quello della new age. I quattro brani dell'EP Greetings Three dell'anno dopo confermano lo stato di grazia di Reilly.

Domo Arigato (Factory, 1985) e` un album dal vivo e Valuable Passages (Relativity, 1986) e` un'antologia.

Circuses And Bread (Factory, 1986) sfrutta commercialmente questa ambizione, riunendo quella che e` forse la sua miglior canzone, Tomorrow, con quello che e' forse il suo brano piu` violento, Hilary, e un tentativo al pianoforte, Royal Infirmary. Ma La migliore delle jam strumentali, Blind Elevator Girl (dieci minuti), e` dominata dal sassofono, non dalla chitarra. L'EP coevo Greetings For Thee (Materiali Sonori) sfoggia All That Love And Maths Can Do, il successivo City Of Our Lady (Factory) ha invece Our Lady Of The Angels.

La varieta` aumenta su The Guitar And Other Machines (Virgin, 1987), Arpeggiator, When The World e Red Shoes, e l'anno dopo sulle venti vignette di Vini Reilly (Factory, 1988), fra cui Love No More, Red Square, People's Pleasure Park, e la lunga Finding The Sea (nove minuti), affidate ai campionamenti di celebri voci del pop, del soul e della classica.

Obey The Time (Factory, 1990), Sporadic Recordings (Spore, 1990), che raccoglie inediti e ristampato come Return Of The Sporadic Recordings (Kooky, 2002), e Dry (Materiali Sonori, 1991), che raccoglie altro materiale del 1988/89 rimasto inedito, toccano forse il nadir dell'ispirazione.

Il boom della musica ambientale riporta sulle scene anche lui, con Sex And Death (Factory, 1993), Fidelity (Crepuscule, 1995) e Time Was Gigantic (Factory, 1997).

Reilly, praticamente, passa alla storia per gli unici due album che valeva davvero la pena di registrare, Return e Without Mercy. Troppo poco in confronto alla mole di materiale prodotto nell'arco di un ventennio. Il problema `e che, oltre a non essere particolarmente virtuoso allo strumento, Reilly non e` neppure molto dotato come compositore. L'unica ragione di esistere e` data dall'aver registrato quel primo album da culto.

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Someone Else's Party (Artful, 2003) marks Reilly's return after a long hiatus, but adds little or nothing to his career.

Tempus Fugit (Kookydisc, 2005) collects some eerie experiments that prove Reilly's continuing desire to innovate but also how awkward and amateurish most of his work is.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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