Eleventh Dream Day
(Copyright © 1999 Piero Scaruffi | Legal restrictions - Termini d'uso )
Prairie School Freakout, 7/10
Beet, 7/10
Lived To Tell, 6.5/10
El Moodio, 6/10
Ursa Major, 6/10
Eighth, 7/10
Stalled Parade, 5/10
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Gli Eleventh Dream Day vennero alla luce alla fine degli anni '80 con l'ondata di complessi che si ispirava in egual misura al revival psichedelico e al revival del "roots-rock". Provenivano dalle schiere punk di Chicago, ma con il passare degli anni le radici country avrebbero preso il sopravvento sulla foga. Lo stile della maturita` fonde la nevrosi di Neil Young e il misticismo di Tom Verlaine in una forma ballata piena di emozioni e di paure.

L'EP d'esordio (Amoeba, 1987), e in particolare la ballata Walking Through The Barrel Of A Gun, li distinguevano gia` dalla massa dei punk-rocker di Chicago. L'impeto della loro musica proveniva piu` che altro dai pirotecnici intrecci chitarristici alla Television di Rick Rizzo e Baird Figi, mentre la sua qualita` country-rock era alimentata dalle armonie vocali alla X (Rizzo e sua moglie, la batterista Janet Beveridge Bean).

A dominare su Prairie School Freakout (Amoeba, 1988 - Thrill Jockey, 2003), registrato quasi in presa diretta, e` comunque il loro lato selvaggio, che fa tornare in mente il sound piu' ruvido degli anni '60, una miscela esplosiva di cadenze frenetiche del punk-rock, raga dei Velvet Underground e rhythm and blues sguaiato dei Rolling Stones. L'album e` cosi` una cavalcata mozzafiato attraverso bluesrock alla Led Zeppelin (Driving Son), ballate countryrock (Tarantula), sarrabande psicotiche alla Gun Club (Through My Mouth), confessioni tempestose (Life On A String), con vertici di pathos nelle narrazioni drammatiche di Among The Pines (quasi Lou Reed per il fraseggio colloquiale e l'uso delle pause) e di Death Of Albert C.Sampson (con un ipnotico crescendo delle chitarre e un clima generale da fine del mondo). Al confine fra jam di acidrock, folk urbano di Neil Young, raga elettrici dei Velvet Underground nascono fantasie marbose come Sweet Smell. In canzoni brevi, ma terribilmente intense, come Coercion, il gruppo riesce a costruire atmosfere febbrili, solenni e disperate, all'insegna di un rock che ha perfettamente amalgamato le sue radici populiste. Ogni brano e' un piccolo racconto dell'orrore (o comunque dell'insolito) che applica un glaciale iper-realismo alla societa' Americana. La musica e' classica perche' cita i classici, li ricicla, li amalgama, li plasma alle diverse esigenze dei testi, li avvolge in coreografie sonore innovative.

Beet (Atlantic, 1989 - Collectors' Choice, 2001) modero' un po' il loro sound, portando in primo piano le sue radici storiche, che vanno ben piu' indietro del 1966. Se lo sferragliante rock and roll alla X di Between Here And There, la carica travolgente di Love To Hate To Love e la quadriglia-terremoto di Michael Dunne riportano ai climi piu' incandescenti del disco precedente, il resto dell'opera (quasi un concept su questa popolazione di nomadi, sbandati, derelitti, solitari e perdenti) si serve di un retroterra piu' adulto. Il loro modo di "raccontare" rimane unico, tanto per le liriche surreali quanto per la dinamica degli arrangiamenti: da un lago di accordi "lisergici" Testify lancia il suo ritornello marziale alla Gloria, ma puntellato da un coro femminile degno di una colonna sonora; Bagdad's Last Ride alterna un cinico boogie alla Lou Reed a un baccanale corale blues degno degli Stones; uno scoppietante country-blues sospinge Bomb The Mars Hotel nel maelstrom di urla e distorsioni.
Rizzo puo' costruire una parabola thriller con il solo tono della voce e il "controcanto" della chitarra, come in Axle e Awake I Lie, potendo contare su un ampio spettro di "voci". La vicenda della Teenage Pin Queen e' gridata con enfasi e suspence alla Jim Morrison, e in Road That Never Winds Rizzo sembra un Neil Young appena meno nevrotico e piu' trasognato.
La sua epica disperata culmina in Go, nella quale i suoi accenti accorati impongono una persona musicale simile a quella di Jeffrey Lee Pierce.
Nel cuore della musica degli Eleventh Dream Day non ci sono soltanto gli eroi dei garage (i Them, gli 13th Floor Elevator, i Seeds), ci sono anche i classici del blues, del country e del rock and roll. Il loro stile e' piu' dotto di quanto l'esecuzione un po' sciatta possa lasciar pensare. Anche la tecnica strumentale (soprattutto dei chitarristi) e' ragguardevole (soprattutto il contrappunto improvvisato), pur non essendo funambolica.

Lived To Tell (Atlantic, 1991) conferma la progressione verso un sound che, senza rinunciare alle esplosioni rock and roll e al piglio epico ed indemoniato alla Gun Club (dei quali sono ormai i massimi eredi), prova a recuperare la tradizione in misura piu' rilassata, e persino piu' pop, come in Rose Of Jericho e I Could Be Lost. In realta', eliminando le asprezze dei primi tempi tramite una produzione piu' temperata, i toni sinistri e fatalisti di Jeffrey Lee Pierce, le marziali cadenze blues dei Gun Club, le loro improvvise scosse epilettiche sono ancora piu' pronunciati: Dream Of A Sleeping Sheep e North Of The Westland esplorano il lato piu' morboso e inquietante, mentre Trouble e Strung Up si immergono nella stessa isteria da mente devastata. I testi sono i piu' allucinati e invasati della loro carriera e trasformano l'album in un concept sul peccato, sulla dannazione, sulla redenzione e sulla salvezza.

Non meno tetro e pessimista, El Moodio (Atlantic, 1993), con il secondo chitarrista Matthew O'Brannon al posto di Figi, annovera Makin' Like A Rug, un altro dei loro momenti pop, e le lunghe ballate di The Raft e Rubberband, sempre piu' radicate nell'estetica di Neil Young e dell'acidrock. Vertice psichedelico e' forse la lugubre Honeyslide, al confine fra i morbidi Pink Floyd e i ruvidi Velvet Underground. Fra paure domestiche e drammi amorosi l'opera degli Eleventh Dream Day si configura sempre piu' come un lungo blues della fatale impossibilita' delle relazioni interpersonali.

Rizzo, Figi e Bean hanno scritto tantissime pagine memorabili di racconto in musica e (a prescindere dagli intenti) di rock chitarristico: Sweet Smell, Coercion, Death Of Albert C.Sampson, Bagdad's Last Ride, e Rose Of Jericho di Bean (che e' forse la compositrice principale del repertorio); Between Here And There, Bomb The Mars Hotel e Trouble di Figi; Love To Hate To Love, Testify, Dream Of A Sleeping Sheep e North Of The Westland di Rizzo, che costituisce sempre piu' l'ala "blues" del complesso.

Bean (nata e cresciuta nel Kentucky) ha anche lanciato con la compagna un complesso parallelo per far sfogo alle sue libidini country: i Freakwater. Sempre nel Kentucky, anche O'Brannon ha una seconda vita: con i Bodeco. Douglas McCombs a sua volta forma i Tortoise a Chicago.

Il gruppo, licenziato dalla casa discografica, ripara nell'underground con Ursa Major (Atavistic, 1995), registrato in pochi giorni. Rizzo e` ormai un pensionato di lusso del rock psichedelico, e Bean e` distratta dalle Freakwater. Gli Eleventh Dream Day non sono piu` un gruppo dal vivo, ma soltanto un progetto di studio.
The instrumental opener History Of Brokeback is an essay in roots-inflected, syncopated, angular, rock jamming. The country harmonies of Janet Bean and her gentle melodies (Flutter, Exit Right) create a stark contrast to Rizzo's softly psychedelic lullabies (Occupation Or Not) and heavily distorted rockers (the Velvet Underground clone Bearish On High). The band comes up with a spectacular boogie, Orange Moon, that weaves a buzzing guitar into the raga-like melody of the other guitar. Soft Boys But the album was originally conceived as an EP and you can feel that a few of the songs are mere filler. It should have been an EP.

Rizzo si prende poi qualche anno di tempo per completare la laurea. Il trio capitanato da Rick Rizzo e Janet Bean (che adesso sono coadiuvati da Douglas McCombs) raggiunge con Eighth (Thrill Jockey, 1998) l'apice barocco della sua carriera. Abbandonate le velleita` per la ballata nevrotica alla Neil Young (un solo momento di ripensamento, l'agonizzante View From The Rim), Bean e Rizzo si lasciano andare al fiume della piu` leziosa nostalgia, due passi dal sound svenevole dei Mazzy Star. Per cominciare si convertono alla religione della trance ambientale con For A King, sette minuti che cominciano all'insegna di una musica strumentale impressionista e terminano con una ballad soavemente sussurrata da Bean su un sottofondo onirico, e con Motion Sickness, un raga strumentale squarciato da una distorsione monumentale. Per quanto riguarda Motion Sickness, l'influenza diretta e` quella di Tom Verlaine, precisamente di quel capolavoro strumentale che fu Warm And Cool."
Poi ne approfittano, con Writes A Letter Home, per scorazzare fra new age jazzata e pan-etnica e i deliri percussivo-chitarristici di Carlos Santana. Sfoderano persino il coraggio, in View From The Hill, di danzare attorno alla Sister Ray dei Velvet Underground (stessa distorsione di viola, passo piu` rapido, da carica, e uno strato di dissonanze in piu`).
A conferma dei limiti di sempre, il gruppo riesce molto meno interessante quando si cimenta con il pane e burro dei trii rock, come nel boogie di Two Smart Cookies.
Nessuna composizione di Janet Bean, ormai impegnata a tempo pieno con le Freakwater.
Elegante e raffinato, arrangiato con cura certosina, quest'"ottavo" album (in realta` sesto) conferma che gli Eleventh Dream Day sono uno dei gruppi piu` sottovalutati della loro generazione.

La transizione da country-punk a autori psichedelici non ha minimamente nuocioto a questo umile gruppo che e` sempre riuscito a scrivere musica di alta qualita`.

Chicago's Eleventh Dream Day, led by Rick Rizzo and Janet Bean (also in Freakwater), were unique in the way they fused baroque psychedelia and roots-rock. The savage garage-rock of Prairie School Freakout (1988), still influenced by the new wave (for example, the Television-like guitar interplay), was soon abandoned for the warm, "rootsy", domestic simplicity of Beet (1989). The poppy, albeit bleak, Lived To Tell (1991) and its mediocre successors, El Moodio (1993) and Ursa Major (1995), perfected Rizzo's formula, up to the manneristic zenith of Eighth (1998).
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Rizzo will release an un album with Tara Key, Dark Edson Tiger. Rizzo, a guest musician for Palace, Smog and Edith Frost, also plays in Chestnut Station.
Eleventh Dream Day may go down into rock history as an incubator of talents (Rick Rizzo, Douglas McCombs, Janet Bean) but the trio has a long and distinguished career that Stalled Parade (Thrill Jockey, 2000) does not completely stand up to. What is surprising, is that this album does sound like the previous ones. No matter how much the individual artists grow up in their parallel projects, they play the same music when they are together, and it is the most traditional rock and roll that can be played in the year 2000. What is missing is the "punk" energy of their early years, and de-facto fourth members John McEntyre of Tortoise may be blamed for this. Stalled Parade, Way Too Early On A Sunday Morning, Storm are mellower and brainier versions of vintage Eleventh Dream Day.

After a long hiatus, Eleventh Dream Day returned with Zeroes And Ones (Thrill Jockey, 2006) and a sound that was largely shaped by Coctail's multi-instrumentalist Mark Greenberg.

Eleventh Dream Day's Janet Bean formed the Horse's Ha with the Zincs' multi-instrumentalist (and main songwriter) James Elkington that debuted with the folk-jazz songs of Of The Cathmawr Yards (2009).

Douglas McCombs teamed up with fellow guitarist David Daniell for Versions (2012), half live and half studio recording.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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