Flipper
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Negative Trend: We Don't Play, We Riot (1983), 7.5/10 (EP)
Generic (1982), 8/10
Gone Fishin' (1984), 7/10
American Grafishy (1993), 6/10
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Summary.
Flipper were the indisputed masters of San Francisco's experimental hardcore, forefathers to one of the most fertile scenes of the 1980s. The bleak anthems of Generic (1982) were built around Mersey-beat singalongs, Rolling Stones-ian boogies, Cramps-ian voodoobillies, Stooges-ian garage-rock, P.I.L.-like hallucinations, Chrome-esque zombie dances, but then drenched into the musical equivalent of nuclear radiations (loud and frantic drums, overdosed feedbacks). Gone Fishin' (1984), in fact, wasn't even hardcore anymore: its pieces weremore fit for a psychedelic freak-out.
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La fama postuma dei Flipper, e del complesso che li precedette, i Negative Trend, fu enorme fra le masse dei punk, benche' dalla nascita dei Negative Trend alla morte del cantante Will Shatter (dicembre 1987) le due formazioni fossero riuscite a registrare soltanto due veri album. Precursori del noise-rock, del grunge e delle aperture piu` sperimentali dell'hardcore, questi gruppi non ebbero mai fortuna in vita. Il sound dei Flipper e` stato definitio "un cestino della spazzatura dal coperchio difettoso". E pochi grandi musicisti negli ultimi secoli possono vantare complimento piu` epico.

I Flipper, formati da Shatter dopo la dissoluzione dei Negative Trend, dei quali sarebbe uscito postumo We Don't Pay We Riot (Subterranean, 1982), vissero sempre ai margini del punk. Scomunicati dall'hardcore, simpatizzarono con gli sperimentatori subliminali di San Francisco. il primo, leggendario 45 giri, Love Canal/ Ha Ha Ha (febbraio 1981) e lo strascicato e lisergico Flipper Blues li presentarono all'insegna di atmosfere apocalittiche degne dei Velvet Underground. La loro fama crebbe per effetto di composizioni nefande e violente come We Don't Understand e Hard Cold Wind.

Su disco i Flipper non furono mai gli stessi. Se le registrazioni documentano la loro ricerca di soluzioni armoniche innovative, perdono pero` gran parte della forza spaventosa del loro sounds. Generic (Subterranean, 1982) e` comunque un lavoro tanto estremo quanto perfetto nel riassumere lo spirito dei tempi. La melodia cadenzata alla New York Dolls di Way Of The World, il boogie alla Rolling Stones di Life, la filastrocca mutante alla Residents di Life Is Cheap, il garage-rock alla Stooges di Ever, le allucinazioni dark-punk alla Public Image Ltd di Shine, la cadenza cingolata alla Chrome di Shed No Tears costituiscono piccoli, torvi anthem dell'era eucleare. L'esecuzione e` da folli criminali, ma, a differenza dell'hardcore, nasconde piu` alienazione che violenza. Anzi, in certi casi e` persino una sarcastica parodia della depressione paranoica dei punk (che piu` punk non potrebbe essere). Su tutto si leva il pandemonio infernale di Sex Bomb, un caotico sabba a ritmo tribale squarciato da urla sataniche, crivellato dal fischio di un sintetizzatore e dal ritornello trionfale di un sassofono, un incrocio fra jam di free-jazz e danza pellerossa. La musica non concede tregua, grazie all'impiego di due bassi, al rombo assordante della sezione ritmica, al feedback eroinomane di Ted Falconi, e ad atmosfere sempre cupe e demenziali. Lo stile cambia di canzone in canzone, ma l'atmosfera quasi apocalittica rimane la stessa. I Flipper inventano una dozzina di generi del post-hardcore che avranno in comune proprio l'atmosfera, non lo stile.

Ancor piu` lavoro di studio che di presa diretta, Gone Fishin' (Subterranean, 1984) curo` in maniera ancor piu` malvagia gli arrangiamenti, spesso in piena atonalita`, e non provo` neppure a far risuonare i gridi di battaglia dell'hardcore. The Lights The Sound The Rhythm The Noise fu un po' la loro White Light White Heat, Sacrifice suona come il proclama satanico di Shatter, e il raga psichedelico One By One corono` la loro ricerca stilistica.

Il live Blow'n Chunks (ROIR, 1984) e` una testimonianza dei loro catastrofici concerti.

La morte per overdose di Shatter (dicembre 1987) chiuse la lunga odissea di questo gruppo storico dell'avant-punk. Nonostante l'influenza esercitata sul resto del punk e nonostante il carisma leggendario che li aveva sempre circondati, non erano riusciti a incidere che due album.

Nel 1988 venne pubblicato il disco che Shatter aveva registrato nel 1986 con gli Any Three Initials, un'opera confusa ed eclettica che sembrava puntare verso nuovi orizzonti.

L'antologia Sex Bomb Baby (Subterranean, 1988) sembro` chiudere per sempre la bara.

Invece Ted Falconi (chitarra), Bruce Lose (canto) e Steve Depace (batteria) riformaron i Flipper nel 1991 con il nuovo bassista John Dougherty. Il 45 giri Some Day/ Distant Illusion saluto` la terza rinascita del gruppo, subito seguito dall'album American Grafishy (Def American, 1993). Nonostante il Flipper Twist, l'autobiografica Fucked Up Once Again e la macabra Distant Illusion, l'opera, probabilmente composta anni prima, risulta un po' datata, ma sempre una spanna sopra la media dei loro discepoli grunge.

I Flipper insegnarono a un'intera generazione (anche a Seattle) come suonare brutalmente rumorosi, dissonanti fino all'inascoltabilita`, ma al tempo stesso conservando un profondo melodismo. I fondatori del grunge ne rimangono comunque i massimi esponenti, come dimostrano le leggendarie esibizioni dal vivo, da far impallidire qualsiasi pivello di Seattle.

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