Jeff Dahl
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I Kill Me , 4/10
Ultra Under , 4/10
Wicked , 4/10
Wasted Remains Of A Disturbing Childhood , 4/10
Leather Frankenstein , 5/10
Bliss , 4/10
French Cough Syrup , 4/10
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Jeff Dahl (nato alle Hawaii) aveva iniziato a suonare a Washington nei primi giorni del punk (Rock And Roll Critic il primo singolo, del 1976), per poi trasferirsi a Los Angeles e suonare in diverse formazioni locali, fra cui i Vox Pop (in cui militavano anche membri di Germs, 45 Grave e Dream Syndicate) e gli Angry Samoans.

Alla testa dei Powertrip, Dahl ebbe il merito di inventare lo speedmetal: When We Cut We Bleed (Public, 1983) conia senza saperlo uno dei linguaggi piu` importanti del decennio.

Dovettero comunque passare parecchi anni prima che Dahl potesse registrare un disco solista. Quando ci riusci`, nel 1987, forte del singolo Suicide City (Bomp), con Vomit Wet Kiss (Sympathy, 1987), questo clone di Iggy Pop deluse tutte le aspettative. I dischi successivi hanno accentuato la dipendenza dal sound degli Stooges, appena potenziato da produzioni heavymetal: Scratch Up Some Action (Dog Meat, 1989), forte di eccellenti cover; I Kill Me (Triple X, 1990), registrato ai tempi del primo album e contenente l'autobiografica The Boy Who Self-Destroyed; Ultra Under (Triple X, 1991), con Junkies Deserve To Die e Elke Lodge Riot; Wicked (Triple X, 1992), con l'anthem Radio Babylon, fino a Wasted Remains Of A Disturbing Childhood (Triple X, 1993), con She's So Cool e Cinderella. Ma sono fondamentalmente tutte stanche ripetizioni di se stesso.

Negli anni '90 l'attivita` di Dahl si e` fatta molto intensa, capeggiando persino i Chemical Dolls (ovvero gli ex Chemical People). Nel 1992 ha registrato un 7" (The Look At Me, per la Ultra Under) con la cantante Amy Lamotta che imita le grandi bluesinger di colore e John Manikoff che incalza al piano con vigorose figure boogie; un altro 7" (She's Outta The Scene, per la Get Hip) con i Motherfucker 666 di Mike Metoff (ex Pagans), questa volta con il suo caratteristico sound heavy-pop; e infine un doppio 7" (per la 1+2 Records) accreditato ai giapponesi American Soul Spiders che rivanga il garage-rock degli anni Sessanta e i suoi eccessi MC5 (con Living In The Shadows).

Con i Poison Idea ha stampato un tributo (scadente) a Stiv Bators, Dead Boy (Triple X).

Dahl corono` la sua rincorsa all'incendiario stile punkrock degli Heartbreakers con la title-track di Leather Frankenstein (Triple X, 1994) e con Hotrods To Hell, alternando, reprobo incorreggibile, il mezzo omaggio ai Ramones di Surf TV e, guitar-hero redento, il boogie da classifica di Stars And Moons, ma lasciandosi sfuggire anche il primo accenno di maturita`, l'ariosa ballata folk di Only Lovers Left Alive. Questo album, come i successivi Bliss (Triple X, 1995) e French Cough Syrup (Triple X, 1996) e` di fatto un album suonato interamente da Dahl.

Ma questi lavori hanno sostanzialmente dimostrato la fondamentale mediocrita` del personaggio, che era stato sopravvalutato dall'underground, anche se rimane un sincero rocker alla Johnny Thunders e, nei momenti piu` ispirati, un Jeff Beck del punk.

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