King's X
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Out Of The Silent Planet , 6/10
Gretchen Goes To Nebraska , 7/10
Faith Hope Love , 5/10
King's X , 4/10
Dogman , 5/10
Ear Candy , 4/10
Please Come Home...Mr. Bulbous , 4/10
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Attivi dal 1980 prima a Springfield (Missouri) e poi a Houston (Texas), anche se inizialmente con il nome Edge, i King's X giunsero agli studi discografici dopo una lunga gavetta.

Trio di hardrock psichedelico impostato sul roco canto blues del nero Doug Pinnick (anche bassista) e sui potenti fraseggi della chitarra di Ty Tabor, sul primo album, Out Of The Silent Planet (Megaforce, 1988), i King's X speculavano sul classico "midtempo" (di derivazione blues) dell'hardrock britannico. Di originale potevano vantare buone melodie (all'incrocio fra gospel e pop) ed efficaci armonie vocali, che vivacizzavano lo stereotipo (Power Of Love, Wonder), anche se l'obiettivo sembrava essere piu` che altro il rock progressivo da classifica alla Rush (King). La fusione di armonie vocali alla Beach Boys, riff di hard-rock, psychedelia e progressive-rock era comunque unica al mondo.

La fondamentale ambiguita` dell'operazione venne confermata anche dal migliore Gretchen Goes To Nebraska (Megaforce, 1989), forte di arrangiamenti vocali ancor piu` languidamente pop e di atmosfere ancor piu` baroccamente alla Rush (la title-track). Ma, mescolando l'heavymetal con il funk di Sly Stone (Over My Head) e i Cream con gli Yes (Mission), e tutti questi con la loro sbandierata spiritualita` cristiana, i King's X erano abilissimi nel costruire canzoni gradevoli.

La spinta commerciale tocco` il nadir sul terzo Faith Hope Love (Megaforce, 1990), opera senza nerbo e senza pudore, anche se arrangiata in maniera lussureggiante. Fondere le armonie vocali dei Beatles e l'hardrock e` un'idea marketing di tutto riguardo, ma l'unico valore tecnico e` dato dal chitarrismo di Tabor, nella cui lussureggiante timbrica si compenentrano la frenesia dello speedmetal e il midtempo del funk. It's Love e` comunque il loro primo successo radiofonico.

King's X (Atlantic, 1992), ormai poco imparentato con l'heavymetal, annovera canzoni raffinate come Lost In Germany, Black Flag, Prisoner e Not Just For The Dead, che riciclano un po' di tutto, dal soul al raga, senza particolare originalita`.

Dogman (Atlantic, 1994) segna invece un ritorno all'aggressivita` delle origini, soprattutto nella title-track, nella passionale Fool You e nel bluesrock viscerale di Flys And Blue Skys. Abbandonate le armonie cervellotiche e le acrobazie tecniche, il battito robotico di Gaskill sancisce la riscoperta di un modo di far musica piu` semplice.

Fautori con le loro armonie vocali in tre parti e dei loro ritmi progressivi di un heavymetal "ragionato", i King's X sono in realta` uno dei tanti complessi testardamente alla ricerca della formula commerciale che li catapulti in testa alle classifiche di vendita.

Except for The Train, Ear Candy (Atlantic, 1996) is a sleeping pill: Mississippi Moon and American Cheese are the least boring of a set of mildly decorative pop songs.

Tape Head (Metal Blade, 1998) also features one good song, Groove Machine, but again lost in a sea of Beatles-ian refrains (Mr Evil).

In the meantime, Pinnock released Massive Grooves (Metal Blade, 1998), under the moniker Poundhound, and Tybor put together the supergroup Platypus that released Whan Plus Comes To Shove (Inside Out, 1998).

Please Come Home...Mr. Bulbous (Metal Blade, 2000) is the album of a band obsessed with the Beatles (Julia, She's Gone Away) and specializing in old-fashioned three-part vocal harmonies (Bitter Sweet).

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