Pussy Galore
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Right Now , 7.5/10
Dial M , 7/10
Historia De La Musica Rock , 5/10
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I Pussy Galore, nati quasi per scherzo a Washington per opera di John Spencer (cresciuto nel New Hampshire, laureando in semiologia alla Brown University, apprendista cineasta, ex Shithaus), furono uno dei gruppi piu` influenti del tardo punk-rock. Il loro sound aveva poco in comune con l'hardcore, ma il loro atteggiamento era la quintessenza di tutto cio` che fu il fenomeno punk: blasfemo, irriverente, animalesco, barbaro.
Fin dall'inizio (1985) Spencer aveva in mente una musica minimale non nella quantita' ma nella qualita' dell'esecuzione.
Al fianco di Spencer c'erano altri due chitarristi, Julia Cafritz e Neil Hagerty (che si uni` dopo il primo EP), e un batterista.

Benche' i quattro brani dell'EP Feel Good About Your Body (Shove, 1985), registrato in un salotto la terza volta che il gruppo provava a suonare insieme, abbiano dei "riff" e delle "melodie" riconoscibili, tutto, dalla raucedine sgradevole di Jon Spencer agli accordi puerili di chitarra, dalle liriche perverse ai rumori gratuiti, e' volutamente fuori posto, triviale, approssimato, e in definitiva offensivo. Die Bitch e' la loro versione del rock and roll, HC Rebellion un manifesto in stile "industriale" ante-litteram, fino alla totale nescenza musicale di Constant Pain e all'incubo espressionista degno dei Residents di Car Fantasy. Captain Beefheart e' l'ovvio nume della situazione, ma mediato attraverso l'intellettualismo sbandato della "no wave" e il nichilismo oltraggioso dell'hardcore.

L'EP Groovy Hate Fuck (Shove, 1986) contiene Teen Pussy Power, Dead Meat, Kill Yourself, Asshole. Sono parodie di canzoni che seppelliscono sotto un cumulo di sporcizia quattro decenni di musica rock. Spit 'N' Shit consacra il metodo con una jam di ridicoli strimpelli. Peggio, abbondano anche le appropriazioni indebite (Summertime Blues in Cunt Tease, la linea blues piu' sfruttata dal beat inglese in Just Wanna Die, i Cramps in You Like A Jew). Questi clown del rumore, la cui cultura non valica l'organo genitale femminile, immondi quanto basta per disgustare anche un punk, costituiscono la personificazione piu' perfetta del concetto di anti-musica espresso dalla no wave.

Trasferitisi a New York e ingaggiati Bob Bert (Sonic Youth) alla batteria e Cristina Martinez all'organo (la ragazza di Spencer), i Pussy Galore registrano l'EP Pussy Gold 5000 (Buy Our, 1987), focalizzandosi sul garage-rock che rubava riff e melodie al blues (Pretty Fuck Look, Get Out) dietro il quale si riescono ad immaginare scatenate danze da party (Spin Out); ma naturalmente sempre nell'ottica del loro sound bambinesco e rumoroso, ulteriormente regredito grazie alle percussioni di Bert, che incorporano cartelli stradali, molle delle sospensioni e serbatoi della benzina. E' un capolavoro del primitivo, unico nel suo genere.

Questi dischi ostici, assordanti, orrendamente prodotti, suonati in maniera sub-amatoriale, questi abominevoli festival dell'imperizia, costituiscono in realta' una pietra miliare nel corso del profondo rinnovamento che l'estetica rock attraversa alla fine del decennio.

I brani del primo periodo, ufficiali e non, verranno raccolti postumi su Corpse Love (Caroline, 1992).

Captain Beefheart e Cramps trovano un provvisorio punto d'incontro sull'album Right Now (Caroline, 1987), un avvenimento siglato dalla produzione congiunta di Kramer e Albini. I Pussy Galore non eseguono blues da garage, eseguono un blues delle caverne. Brani come Uptight, Biker Rock, Alright, NYC: 1999 e soprattutto l'esilarante Pussystomp da palude hanno un deviante approccio al blues dei Rolling Stones, ma stonato e detonato dall'ottica degli MC5.
La grottesca sceneggiata che e` questo disco viene completata dai sovratoni "industriali" di Wretch e Hellspawn, e dall'assalto androide alla Chrome di Punch Out. Lo spettro di generi e' anzi piu' ampio ancora, dal baccanale vecchio stile di Pig Sweat a un principio di "punk-a-billy" come White People, da Really Suck, sarabanda cacofonica con un gracchio "beefheartiano", a New Breed, sketch da vecchio 78 giri, con canto da megafono.
I brani sono ancora minuscoli, spesso al di sotto del minuto, e quasi tutti impiegano una strumentazione da sottoscala, spesso ridotta a due corde di chitarra e una grancassa; ma l'avventura e' infinitamente piu' musicale. Come in Trout Mask Replica, l'opera a cui piu' direttamente si riallaccia, la differenza fra "brano" e "riempitivo" e' puramente teorica. Sono in gran parte spunti a seguire, tentativi di canzone piu' che canzoni vere e proprie, incompiuti d'amatore senza l'ambizione di poter mai diventare vere e proprie composizioni.

L'EP Sugarshit Sharp (Caroline, 1988) e` dedicato agli amici Einsturzende Neubauten, ma e` in realta` un lavoro infinitamente piu' accessibile dei precedenti. I brani hanno finalmente abbastanza respiro da poter sfoggiare un minimo di musicalita': ancora rock and roll scalmanati (Handshake e soprattutto Brick), ancora "punk-a-billy" epilettici (Sweet Little Hi-fi), ma tutti sono di prima qualita'. Se il sound conserva le sua qualita' orgiastiche, e' pero' piu' evidente che mai la derivazione dal garage-punk degli anni '60.

Ma Dial M For Motherfucker (Caroline, 1989), il loro secondo capolavoro, con Kurt Wolf al posto di Cristina Martinez, continua il nobile affronto di Right Now: la produzione e' di nuovo amatoriale, il canto sommerso in un mix approssimativo, il battito pesante e cadenzato della batteria in primo piano, gli accordi di chitarra effimeri e patetici. Il nuovo formato si addice alle loro sarabande di cacofonie, alle danze tribali senza capo ne' coda di Understand Me, Waxhead, Evil Eye e Solo=Sex, che basta vivacizzare con qualche schitarrata meglio indovinata per trasformare in incendiari blues alla Stones (1 Hour Later). Il loro rock and roll catastrofico trionfa in Undertaker e in Dick Johnson. Le cacofonie sono questa volta concentrate in alcuni brani sperimentali (SM 57 e DWDA), che sfoggiano lunghi intermezzi strumentali. Nel complesso e' l'album meglio suonato ed articolato della loro carriera.

L'ultimo album della formazione, Historia De La Musica Rock (Caroline, 1990), e` di fatto un disco di Bob Bert e uno dei loro migliori scherzi (un perfetto "falso" della celebre serie spagnola di antologie). E' pero' una raccolta blanda, media, senza la verve dissoluta e orgiastica di un tempo.

C'e` una corrente della musica occidentale che era passata per Howlin' Wolf, Rolling Stones, Captain Beefheart, Stooges, Einsturzende Neubaten, Cramps, Sonic Youth. Quella corrente ricevette un impulso enorme dall'animalesco e analfabeta sub-rock dei Pussy Galore. Spencer disassembla e de-semantizza il rock and roll privando il genere di tutti i suoi segni convenzionali e ricostruendo una sintassi basata unicamente sui suoni illegali della sua storia, ovvero sui suoi codici piu' eversivi. Il suo vizio pornografico, da vecchio reprobo, conferisce inoltre un tono satanico alle armonie cosi' detonate.

Dai Pussy Galore avranno origine due delle formazioni piu` importanti degli anni '90: Jon Spencer Blues Explosion e Royal Trux. Bert militera` fra il 1990 e il 1995 in gruppi importanti come Bewitched, Action Swinger, Chrome Cranks. Martinez lancera` i Boss Hog. Cafritz collaborera` fra il 1989 e il 1992 a tutta una serie di esperienze noise-rock di New York: Velvet Monkeys, Action Swinger, Free Kitten.

Arguably one of the most inept bands of all times, Pussy Galore played blaspheme, obscene, irriverent, barbaric and often out-of-tune punk-blues. The hoarse and demented vocals of John Spencer, the ridicule guitar strumming of Julia Cafritz and Neil Hagerty framed the sub-amateurish sound of the EP Groovy Hate Fuck (1986). They moved to New York, where they added ex-Sonic Youth drummer Bob Bert and keyboardist Cristina Martinez, and they tripled the absurdity of their garage-sound. Thus, their first full-length, Right Now (1987), sounded like Captain Beefheart meeting the Cramps and Einsturzende Neubauten in a studio with defective microphones. Spencer disassembled and "de-sematicized" rock'n'roll and then built a new syntax based on the genre's illicit sounds, i.e. on its most subversive codes. And carried out this semiotic operation while posing as a satanic pervert. Dial M For Motherfucker (1989) was even more meaningless and pointless, but that was precisely the point. Pussy Galore begot an impressive cast of alternative groups: Jon Spencer Blues Explosion, Royal Trux, Bewitched, Boss Hog, etc. Never was an irrelevant entity made so relevant by its irrelevance.
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