Slava Ranko
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Cresciuto in Giappone (fino all'eta` di ventitre anni) e attivo dal 1977 nell'undeground di San Francisco, alle spalle di gruppi come Tuxedomoon, Factrix e Voice Farm, il musicista elettronico Slava Ranko (alias Donald Philippi), nonche' saggista (i suoi volumi sono stati pubblicati dalle prestigiose universita` di Tokyo e di Princeton), registro` nel 1981 il suo primo album, Arctic Hysteria (Adolescent) all'insegna di una musica ambientale che ha toni leggermente piu` abrasivi e ha un passo leggermente piu` rapido di quella di Eno. Spesso i brani si evolvono stratificando idee e motivi fino a raggiungere una discreta densita` di suoni (Golden Peaches ad un certo punto sembra una fanfara di cornamuse).
L'arte di Ranko supera comunque le anguste premesse di Eno (benche' ne conservi sempre l'incedere ripetitivo e il tono atmosferico), conscio delle musiche orientali (Nachalo, quasi in chiave di mantra; il raga di Post Trauma) ed estremamente fantasioso (Half Animal, dalla timbrica ispida e contrappuntato da rumori sinistri; la tetra danse macabre di Right Hemisphere). L'album, che cita Cage e il minimalismo, la worldmusic e Eno, e` una delle opere piu` riuscite del genere elettronico sperimentale degli anni '80.

Coltissimo, Ranko e` rimasto un emerginato del genere elettronico (ha registrato ancora un nastro a tiratura limitata con il bassista dei Prefix), e a un certo punto ha preferito perseguire la sua carriera di traduttore piuttosto che quella, incompresa, di musicista. Il suo unico disco vale comunque piu` di qualunque altra opera degli avanguardisti californiani suoi contemporanei.

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Christopher Stephens writes from Kobe, Japan: Slava (Donald Philippi) only put out that one record, though there are many hours of tape I am hoping to someday get released. He died in 1993. He led an incredible life, but most of it had nothing to do with music. He was a master of languages and worked as a technical translator. If he is remembered, he is remembered more for his book translations of Japanese texts such as the "Kojiki" (the oldest extant book in the country's history) and the "Norito" (the Shinto prayer book), and Ainu poetry. I never knew him, but I heard that record when I was a teenager in California, and I never forgot it. Then after coming to Japan, I noticed his obit in the paper and my interest grew. Eventually, in the process of trying to contact the manga specialist Fred Schodt, I found his page on Slava. He has helped me meet dozens of people and given me hours of his time, and very slowly something is coming together, though there is still much to be done. My first piece on Slava is set to appear in an avant-garde journal in Paris this month (december 2002). (Translation by/ Tradotto da xxx)

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