Royal Crescent Mob

(Copyright © 1998 Piero Scaruffi)

A Columbus, nell' Ohio, David Ellison conduce i suoi Royal Crescent Mob in danze attillate dai testi comici che confinano con quelle dei B52's di un decennio prima e con quelle degli Ohio Players di due decenni prima. Cio` che li distingue dai Red Hot Chili Peppers e` un avventuroso funkrock dall'accento piu` "nero" (soul, blues, jazz, rap) della media, come dimostrato dall'EP del 1986, Land Of Sugar (No Other), quello con il loro classico ed effervescente hip-hop Get On The Bus. Il primo album, Omerta (Moving Target), fa leva sui ritmi sensuali di James Brown per Love And Tunafish, torna all'hip-hop con l'ironica Two Sisters, da` fiato alla volgarita` di strada in Mob's Revenge e sfoga le ultime pulsioni nella lunga jam da ballo Red Telephone. Anche le liriche, con quel modo maniacale di fotografare i piu` minuti dettagli della vita quotidiana, contribuiscono al successo dell'operazione.

Dopo aver aggiunto nel 1988 un altro classico demenziale al repertorio con Happy At Home, il complesso registro` Spin The World (Sire), proponendo in chiave piu` commerciali le stesse componenti del proprio sound: l'hip-hop (Big Show), la discomusic (Silver Street) e il rock and roll (Stock Car Race). E' l'inizio della decadenza, che portera` ad un album sciatto come Midnight Rose's (Sire).

Per qualche anno i Royal Crescent Mob sembravano poter diventare i Madness d'America, ma in realta` il loro unico merito e` di aver fedelmente riproposto i ritmi dei grandi padri neri del funk.