Romantics

(Copyright © 1998 Piero Scaruffi)

I Romantics di Detroit sono i piu` felici nel catturare lo spirito da party del beat, soprattutto nel primo album, Romantics (Nemperor, 1980), dove brani come What I Like About You, una delle piu` travolgenti epilessi di garage-rock di tutti i tempi (con tutto l'arsenale linguistico delle grandi occasioni: canto macho, battito marziale, ritornello-slogan, coristi del Mersey, furibondo pandemonio strumentale e supersonico assolo di armonica), Gimme One More Chance (1980) e When I Look In Your Eyes emulano i rave-up dei complessi piu` scalmanati della Swinging London anche nel ripetere fino alla nausea riff alla You Really Got Me, nello schitarrare selvaggio e infantile, e nell'imitare goffamente il canto rauco degli shouter neri.

Secondo un assortimento tipico di complessi Merseybeat come Troggs o Them il batterista Jimmy Marinos (l'autore del materiale) imprime pulsazioni primordiali, Wally Palomar canta come un Iggy Pop piu` macho e sventra le parti strumentali con furenti assoli di armonica, l'indemoniata Rickenbacker di Rich Cole ricama riff da brivido. Tom Boy e Stone Pony, su National Breakout (Nemperor, 1980), poi le mediocrita` altisonanti di Strictly Personal (1981), poi l'hit Talking In Your Sleep e One In A Million, da In Heat (1983), infine Rhythm Romance (1985), tracceranno una parabola via via piu` commerciale.

Nella saga del revival i Romantics sono complementari agli Shoes: se quelli formalizzano il linguaggio del canto, questi sintetizzano il ritmo degli anni '60.