Saints
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I'm Stranded (1976), 7/10
Eternally Yours (1978), 7/10
Prehistoric Sounds, 6/10
Monkey Puzzle , 5/10
Casablanca, 5/10
Chris Bailey: What We Did On Our Holidays , 5/10
A Little Madness To Be Free , 6/10
All Fools Day , 6.5/10
Prodigal Son , 5/10
Howling , 5/10
Everybody Knows The Monkey , 5/10
Chris Bailey: Demons , 5/10
Chris Bailey: Savage Entertainment , 5/10
Chris Bailey: 54 Days At Sea , 5/10
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Guidati da Ed Kuepper (chitarra) e Chris Bailey (canto), fin dal 1975 i Saints sono stati una delle istituzioni dell'underground australiano.

Vennero catapultati alla ribalta del punk-rock l'anno dopo da I'm Stranded (Fatal, sep 1976). Lo stile incendiario di Kuepper prendeva in egual misura da MC5 e Stooges, il piglio generale era quello degli Heartbreakers di Johnny Thunders. Sempre nel 1976 uscirono il frenetico rock and roll di Erotic Neurotic, la filastrocca demenziale di Demolition Girl e Do The Robot, tutti brani ad altissima tensione, come d'altronde tutto l'album I'm Stranded (Harvest), sempre piu` prossima al modello melodico/scipito dei Ramones. Rubando riff e melodie a mezzo mondo, i Saints pennellavano canzoni tanto abrasive quanto personali.

Risultarono meno trascinanti i numeri di Eternally Yours, che nel 1978 segnava l'inizio di una transizione verso il rhythm and blues. Nonostante le frequenti pause (comprese le ballad Memories Are Made Of This e New Centre Of The Universe), Know Your Product, a tutto gas con la sezione di fiati scatenata, e soprattutto l'hit This Perfect Day, con un martellante boogie di basso e chitarra, sono degne del repertorio classico. L'epos era in effetti ancora quello del punk, che veniva alla luce nei ritornelli sfrontati e solenni e nei riff irresistibili di Lost And Found e Run Down. E il disco si chiudeva con due rock and roll acrobatici, Misunderstood e International Robots, che erano altri due omaggi indiretti agli Heartbreakers.

Continuando giu` per quella china, la conversione al rhtyhm and blues venne sancita da Prehistoric Sounds (Harvest), che suono` come un mezzo tradimento: per quanto meglio prodotti e orchestrati, canzoni come Swing For The Crime ("twang" atmosferico della chitarra da film western, cadenza tribale, canto distaccato, fanfare solenni dei fiati) sembravano suonate da un complesso di revival di qualche night club di serie B.

Kuepper formera` poi i Laughing Clowns , mentre Bailey continuera` con altri proseliti, ma i Saints del mini-album Paralytic Tonight (Lost) e dei primi anni '80 non hanno piu` nulla in comune con quelli dell'epoca d'oro.

Monkey Puzzle (New Rose, 1981), con ballate zoppicanti come Let's Pretend e In The Mirror, Out In The Jungle (Flicknife, 1982), originariamente intitolato Casablanca, con Casablanca e l'incalzante arringa di Curtains, cosi` come l'album solista di Bailey, What We Did On Our Holidays (New Rose, 1984), sono lavori di transizione, nei quali il canto viene portato sempre piu` in primo piano.

Con A Little Madness To Be Free (RCA, 1984) la mutazione da punk-rocker a cantante melodico si era compiuta. Bailey resuscitava nei panni di un abile confezionatore di motivi country-pop come Down The Drain e di ballad strappalacrime come The Hour. Nel powerpop incalzante di Angels, nel soul viscerale alla Wilson Picket di Imagination, nella polka spigliata di It's Only Time, nel chiassoso rhythm and blues di Someone To Tell Me aveva indubbiamente modo di mettere in luce un eclettismo degno di Randy Newman, Poi chiudeva alla grande, o, meglio, "grandiosamente", alla Bruce Springsteen, con la sceneggiata di Ghost Ships, pulsazione rock and roll e gran spiegamento di fiati.

Il culmine di questa fase e` All Fools Day (Polydor, 1986), in cui Bailey riesce a fondere motivetti country e Alex Chilton (in Just Like Fire Would, uno dei suoi capolavori), arrangiamenti alla Smokey Robinson e jingle jangle dei Byrds (in Hymn To Saint Jude), Rolling Stones e Elton John (in See You In Paradise). A Van Morrison si ispirano sia il canto "nero" sia gli arrangiamenti orchestrali. C'e` la sua impronta nel folk marziale di Celtic Ballad, nella lenta e jazzata Empty Page, nel jump blues a trombe spiegate di Temple Of The Lord e nel passo esuberante di Big Hits, con scansione dei fiati e coro gospel. Su tutto si stagliano il Mersey-beat orecchiabile di First Time e il pop cristallino di Love Or Imagination. Bailey e` diventato un mago della melodia.

Prodigal Son (Mushroom, 1988), nonostante l'ennesima elegia country (Grain Of Sand), non riuscira` pero` a ripetere quel miracolo e sancira` la fine dei Saints.

All'insegna di uno spartano blues-rock, Chris Bailey pubblico` invece a proprio nome Demons (New Rose, 1991), con Demons e Marquis Of Queensbury, Savage Entertainment (New Rose, 1992), con Queen of The Hour e Do They Come From You, 54 Days At Sea (New Rose, 1994), con Vampyres, nei quali sposa il verso agonizzate di Tom Waits con il crooning melodrammatico di Roy Orbison.

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Bailey resuscitera` il gruppo per Howling (Triple X, 1998), con Only Stone e Shadows, e Everybody Knows The Monkey (Amsterdamned, 1999), con What Do You Want: immutati lo spirito ribelle e la passione per il rhythm and blues "sporco" dei Rolling Stones. Bailey will resurrect the Saints to record Howling (Triple X, 1998), with Only Stone and Shadows, and Everybody Knows The Monkey (Amsterdamned, 1999), with What Do You Want: same rebel spirit and same passion for the Rolling Stones' "dirty" rhythm and blues. Nothing Is Straight In My House (2005) features Bailey on vocals, Church's Marty Willson-Piper on guitar, Caspar Wijnberg on bass and Pete Wilkinson drums; and it is pure nostalgia.

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