Southern Culture On The Skids
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First Album (1985), 6/10
Too Much Pork For Just One Fork , 6.5/10
For Lovers Only , 7/10
Ditch Diggin' , 7/10
Dirt Track Date , 6/10
Plastic Sweat Sweat, 6/10
Liquored Up And Lacquered Down , 5/10
Mojo Box (2004), 5/10
Countrypolitan Favorites (2007), 4/10
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I Southern Culture On The Skids vennero formati a Chapel Hill (North Carolina) dallo studente californiano Rick Miller per rifare il verso ai Cramps, e quello e` il leitmotiv dell'EP Voodoo Beach Party (Lloyd Street, 1984) e del First Album (Lloyd Street, 1985), da cui e` tratta la danza indemoniata che diventera` la sigla dei loro concerti, Fried Chicken & Gasoline, un impasto demenziale di Slim Harpo e Creedence Clearwater Revival. Il gruppo deve molto anche alle colonne sonore dell'horror e alla musica surf, come dimostrano Psycho Surfing, Demon Death e Atom Age Trucker.

Ci vollero diversi anni e diverse formazioni prima che il gruppo tornasse sulle scene. Questa volta il repertorio era composto di diligenti imitazioni del rockabilly, del country, del rhythm and blues. Miller suonava una chitarra rigorosamente Sixties, accompagnato dal basso arcaico di Mary Huff e dalle percussioni casalinghe (portaceneri, lamiere,...) di Dave Hartman.

Ci vollero cinque anni perche' di Miller si riascoltasse qualcosa su disco: il singolo Clyde's Lament (Moist, 1990) e` l'anteprima a Too Much Pork For Just One Fork (Moist, 1992), registrato quasi interamente in mono su un nastro normale. Cio` non impedisce a Voodoo Cadillac di caracollare nel passo di palude dei Creedence Clearwater Revival, al Cicada Rock di omaggiare ancora una volta il boogie di Slim Harpo, alla comica e saltellante Eight Piece Box di raccontare l'America di provincia, allo strumentale surf Dick's Theme e al New Cooter Boogie di rovesciare i loro generi sottosopra e al blues Stone In My Passway di incantare come se fosse uscito dalla tomba di Robert Johnson.

Come And Get It (Giant Claw, 1991) e l'EP Santo Songs (Zonter, 1992) segnano di fatto la fine del primo periodo, quando del gruppo si perdono le tracce.

Accompagnato dai singoli Cockroach Blues (Sympathy, 1993) e Nakema (Sympathy, 1993), l'album For Lovers Only (Safe House, 1993) impazzo` con inalterato cipiglio.

Southern Culture On The Skids delivered a stew of old-fashioned styles (surf, rockabilly, country, garage-rock, rhythm'n'blues) with a punk attitude, reaching back to Rolling Stones, Creedence Clearwater Revival and Cramps. They were at their best when they let the bad vibrations flow, such as on For Lovers Only (1993), a madhouse of a roots-rock album, and the even more eclectic and exuberant Ditch Diggin' (1994).
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Accompanied by the singles Cockroach Blues (Sympathy, 1993), Nakema (Sympathy, 1993) and Girlfight, For Lovers Only (Safe House, 1993) is a madhouse of a roots-rock album. The proceedings begin in the comic mood with the tex-mex instrumental novelty of For Lovers Only (a slowly waltzing guitar theme with operatic yodeling spoofing Ennio Morricone), matched further down the road by the twangy and swinging Fatman's Twist, by the epic surf fantasia of Sheik's Walk, and by the formidable sci-fi surf boogie of Link's Lung (the missing link between the Fleshtones and the Man Or Astroman). The instrumentals alone are worth the price of the album.
But it gets better, or least funnier, with the hilarious Chuck Berry-ian rock and roll parable of Nashville Toupee, the marching circus music of The Man That Wrestles The Bear, both worthy of the Bonzo Dog Doo Dah Band. The band even concocts a classic catchy refrain, Wish I Was In Love, that mimicks Everly Brothers and Tommy Roe and bubblegum and countless others. The rollicking swamp blues Barnyard Ballbuster and the grim boogie of Clyde's Lament, echoing Tom Waits and the Holy Modal Rounders, stay on the (semi)serious side of things. With the haughty voodoobilly of Biscuit Enter the spectre of Gun Club flares up.
(Translation by/ Tradotto da xxx)

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Il gruppo che suona sull'EP Peckin' Party (Feedback, 1994) e sull'EP senza titolo del 1994 (per la Sympathy) conserva soltanto Miller della formazione originale, ma cio` non toglie che canzoni come Kudzu Limbo, e lo strumentale Walleyed (sul primo) nonche' lo scatenato country & western di Whole Lotta Things (sul secondo) siano ancor piu` fedeli allo spirito degli anni '50 e '60.

Miller, Huff e Hartman scorrazzano con la solita giovialita` su Ditch Diggin' (Safe House, 1994), fra il rhythm and blues sguaiato di New Cooter Boogie e il frenetico rockabilly di Chicken Shit Farmer, fra il garage-rock di Lordy Lordy (con il ritornello di Gloria), etc. Per quanto alcune ballate country (My House Has Wheels) guadagnino loro l'attenzione di Nashville, l'album e` dominato semmai da altri due minacciosi blues alla Creedence Clearwater Revival, Too Much Pork For Just One Fork e Ditch Diggin'. Gli strumentali, dal canto loro, si fanno intanto sempre piu` demenziali e trascinanti, ispirati alla tradizione surf (Tunafish Every Day, Mudbuggy) ma suonati in maniera punk, fino a culminare nel delirante rock'n'roll di Wug Out, con un assolo degno di Hendrix, e nella colossale parodia di Rumors Of Surf, con tanto di twang alla Duan Eddy, battito pellerossa e corista alla Ennio Morricone. Non solo questi dischi sono enciclopedie dei generi popolari, ma rigurgitano anche di riff, assoli e melodie irresistibili. E sono propulsi da cadenze febbricitanti che non concedono un attimo di respiro.

Due versioni di Tantrum (Sympathy, 1995) preparano la strada per Dirt Track Date (Geffen). Il disco non vale forse i primi, ma fa scoprire il gruppo agli appassionati dei Fifties, soprattutto grazie a qualche vecchio numero tirato a lucido. Il funky-rap di Soul City, il cadenzato e sinistro jump blues di Greenback Fly, il tex-mex romantico di Make Mayan A Hawaiian, lo spassoso horror-blues in stile Cramps di White Trash proseguono imperterriti la saga di un sound rozzo e scanzonato, ma sempre trascinante. Prendendo in giro i Ventures nella danza scipita dell'era surf di Camel Walk, le colonne sonore di Morricone in Galley Slave e i chitarristi atmosferici come Duan Eddy e Link Wray nello strumentale Skullbucket, gli SCOTS completano il loro personale rituale di immolazione per la causa, di un rock che non abbia riguardo per nulla e per nessuno, ma che in realta` sia un commosso tributo ai suoi eroi.

Gli incorreggibili non demordono neppure su Plastic Sweat Sweat (Geffen, 1997), un carnevale di travestimenti (dal calypso di House Of Bamboo al surf di Strangest Ways, passando per i soliti sabotaggi della tradizione country e blues) che sfodera un trio di temibili brani strumentali: Theme From The Cheaters, Dance For Me e Deja Varoom.

Il loro e` un revival intriso di Creedence Clearwater Revival e di Cramps secondo la prassi kitsch dei B52's.

Liquored Up And Lacquered Down (TVT, 2001) is a bizarre album for the SCOTS. Occasionally, they play country music and often they harmonize like a pop group. The songs are unusually restrained and sometimes heavily arranged (I Learned To Dance In Mississippi).

Pared down to a trio (drummer Dave Hartman, bassist Mary Huff, guitarist Rick Miller), the SCOTS revisited their identity card on Mojo Box (Yep Roc, 2004): psychobilly ('69 El Camino, Mojo Box), rhythm'n'blues (Doublewide, Smiley Yeah Yeah Yeah), country-rock (Where Is the Moon) and surf instrumental (The Wet Spot) shake the saloon and take no prisoners.

The covers on Countrypolitan Favorites (2007) are not particularly funny.

(Translation by/ Tradotto da xxx)

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