Social Distortion


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Mommy's Little Monster (1983), 7/10
L.A. Prison Bound (1988), 5/10
self-titled (1990) , 6/10
Somewhere Between Heaven And Hell , 5/10
White Light White Heat White Trash , 5/10
Cheating At Solitaire, 5/10
Under the Influences, 4/10
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Nel 1981 il 45 giri 1945 catapulto` alla ribalta un quartetto di Fullerton, nei pressi di Los Angeles, il cui cantante e primo chitarrista, il diciannovenne Mike Ness, era la quintessenza del punk, dedito ad ogni sorta di eccessi di alcool e droga, rinchiuso ripetutamente in carceri e istituti minorili. Non a caso i suoi idoli erano i Rolling Stones. Contornato da una sezione ritmica cospicua (alla chitarra ritmica il compagno di liceo Dennis Danell), il giovanissimo delinquente non aveva in realta` intenzioni terroristiche: il suo era un pop melodico e composto, che si serviva semplicemente del sound in voga a quel tempo, ovvero dell'hardcore. Il suo messaggio non era neppure cosi` provocatorio: piu` che istigare alla ribellione, Ness si compiaceva della propria figura romantica di avventuriero, vandalo e cane sciolto.

I singoli dell'epoca sono raccolti su Mainliner (Time Bomb, 1995).

Mommy's Little Monster (13th Floor, 1983) e` uno dei tanti "concept" in incognito di quell'era. Il suo tema era uno dei cardini dell'etica punk: il dualismo e la complementarieta` fra l'odio che i genitori e le autorita` riversavano sugli adolescenti e l'odio che questi restituivano ai genitori e alle autorita`. In quella "wasteland" suburbana che e` l'Orange County si svolgeva un duello all'ultimo sangue fra una generazione e l'altra e Ness si ergeva ad Omero della situazione, mitologizzatore a beneficio delle generazioni future.
I Social Distortion sono capaci di suoni estremi, dal thrash travolgente di The Creeps alle distorsioni epiche di Telling Them, ma anche di suggestioni piu` leggere, dalla melodia alla Buzzcocks di Another State Of Mind al ritornello sarcastico alla Clash della title-track. Trionfano nel voodoobilly alla Cramps di It Wasn't A Pretty Picture, dove gli strumenti e il canto hanno modo di esprimersi al meglio in una struttura armonica praticamente perfetta. L'apice drammatico si trova invece nella conclusiva Moral Threat, che denuncia come le autorita` fasciste possano portare un adolescente al suicidio: un lamento lugubre in un'orgia di distorsioni apocalittiche e di cori sinistri, con una serie spettacolare di crescendo marziali della sezione ritmica. Le ombre di Johnny Thunders e di Iggy Stooge aleggiano sulla tragedia personale e artistica di Ness.

Nei cinque anni seguenti il complesso non si sciolse del tutto, ma i guai di Ness impedirono qualunque sviluppo pratico. Quando, nel 1988, Ness si presento` finalmente disintossicato e un minimo redento dai vizi che lo affliggevano, i Social Distortion tornarono in sala di registrazione, e ne uscirono con L.A. Prison Bound (Restless, 1988), un album che, come spesso capita ai criminali del rock quando tornano sulla retta via, virava verso il country (Like An Outlaw). D'altronde il mondo dei cowboy e` quello che meglio si presta a soddisfare la mitomania romantica di Ness.

L'album omonimo del 1990 (per la Epic), con l'ex batterista dei Lewd, Chris Reece, mostrava cosi` un gruppo intento a speculare sul powerpop degli esordi con brani come So Far Away e She's A Knockout. The Story Of My Life diventera` uno dei massimi successi dell'intero hardcore di Los Angeles e rimarra` forse il suo testamento spirituale. Ball and Chain sembra una version in sordina dello stesso motivo.
Somewhere Between Heaven And Hell (Epic, 1992) concilia le ispirazioni dei due album precedenti, da un lato l'hardrock di Born To Lose e dall'altro le ballate country di 99 To Life e Bad Luck. Il gruppo e` all'apice delle proprie capacita` tecniche e Ness applica il suo carisma di portavoce generazionale a una generazione ancor piu` giovane con l'effetto di suonare come un vecchio saggio.

Proprio quella personalita` e` al centro di White Light White Heat White Trash (550 Music, 1996), che abbandona le pose retro` a favore di una sincera auto-analisi e di un punk-rock piu` ruspante. I Was Wrong e` il satori di questo nuovo Mike Ness. Down On The World Again, Dear Lover e Pleasure Seeker sono brani adulti anche che suonati con giovanile esuberanza.

La trasformazione di uno dei punk piu` autentici della California ha del sensazionale, ma in realta` ha soltanto seguito di pari passo, ancora una volta, quella esistenziale.

Mike Ness debuted solo with Cheating At Solitaire (Time Bomb, 2003), a much less "angry" album.

Social Distortion returned with Sex Love and Rock'n'Roll (Time Bomb, 2004), a mediocre collection of blue-collar power-ballads, and then, seven years later, with Hard Times and Nursery Rhymes (2011), a more interesting (dejected) sociopolitical fresco.

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